Tanto da fare…

Ci sono persone che hanno una o due passioni e riescono a coltivarle proficuamente in maniera costante e continua.
Io, ovviamente, non faccio parte della categoria.
Un po’ per l’eterogeneità delle mie passioni, un po’ per il sempre minor tempo a disposizione, un po’ per la naturale irrequietezza del mio animo, sono una caterva le iniziative pensate, a volte iniziate ed ancora lì da finire.
In realtà, però, qualcosa a mio favore posso dirla: non si tratta mai o quasi di perdita di interesse verso uno sfizio che risulta essere temporaneo, tant’è che ognuna di queste vorrei portarla a termine…  ma quando? E’ questo il problema, unito al fatto che, nel frattempo, me ne vengono in mente mille altre.
Provo a fare il punto della situazione, tanto sono sicuro che qualcosa la scorderò:

  1. Creare un software che gestisca collezioni di fumetti e non solo catalogare i miei ma provare a distribuirlo tra i tanti nerd che conosco: idea nata almeno 8 anni fa, iniziata nello sviluppo un anno e mezzo fa e ferma da un anno…
  2. Scannerizzare tutte le foto su carta che ho per avere un bell’archivio digitale, sfruttandole poi magari per fare dei bei DVD tipo il Signore dei Nerds o le Nerd Wars (che pochi conoscono ): ho iniziato a pensarci 2 anni fa e ci ho lavorato per un mese… ancora tante foto aspettano
  3. Creare un software per la gestione della mia ditta, dalle assistenze ai progetti a preventivi e fatturazione: ne avevo fatto una Beta nel 1999, ma sarebbe totalmente da riprogettare… ovviamente non ci lavoro da allora.
  4. Creare almeno altri due software che permettano di catalogare adeguatamente la mia biblioteca personale ed il mio archivio musicale: qui batto ogni record, visto che la prima idea mi è venuta 14 anni fa e sono riuscito anche a fare una Beta dell’archivio musicale in Cobol!!!
  5. Riversare su DVD tutte le mie vecchie videocassette: iniziato un anno fa, è fermo da un mese e mezzo (e se non mi sbrigo a portare via le VHS dallo studio Sweetie le fa volare dal quinto piano, ne sono sicuro)
  6. Convertire in MP3 tutte le canzoni su musicassetta che non ho su supporto digitale: questo lo devo ancora iniziare… mi vien da piangere
  7. Finire (ed in molti casi addirittura iniziare) i vari giochi di Star Wars che mi sono comprato negli anni…. se non fosse che non lancio un videogioco su pc da più di un anno…
  8. Rileggere cronologicamente tutte le mie serie a fumetti (questa è davvero impossibile, ma la voglia rimane)

E queste sono davvero solo le prime che mi vengono in mente… ora che fare? Rinunciare? Giammai, non ci penso neanche lontanamente. Farne una alla volta? Di questo passo arriverò alla mia improbabile pensione non avendo neanche toccato il punto 4 dell’elenco. Probabilmente la soluzione è solo una: citando un amico nerd, quasi quasi trovo un modo per farmi dare gli arresti domiciliari, così ho tutto il tempo che mi serve…. certo, se non mi vengono in mente nuove cose da fare

Bellezza e praticità 

Un uomo abituato a vivere da solo da anni come me tende a prendere tre strade diverse quando si tratta di gestire la propria casa: la prima è quella dell’entropia assoluta, la situazione in cui il soggetto in questione non entra nel suo appartamento se non ben armato e con testamento depositato, dove ogni stanza può nascondere una nuova forma di vita nata dalla fusione degli oggetti sparsi in ogni anfratto possibile tra il pavimento ed il soffito.

Poi c’è l’esatto opposto: il fighetto che non vorrebbe neanche un granello di polvere sul tavolino del soggiorno e che, se invita una donna a casa, si preoccupa più che lei non gli sgualcisca il divano piuttosto che su quel divano si deponga magari adeguatamente discinta.

Infine (anche se non penso siano la maggior parte) ci sono gli uomini "via di mezzo": quelli che in casa ci vivono e quindi cercano di darle un contegno (solitamente in maniera più attiva in vista di visite di eventuali leggiadre pulzelle) ma che vogliono che ogni cosa nell’appartamento sia PRATICA.

Ecco, questo è un concetto su cui voglio fermarmi: la praticità.

Pratico è il lenzuolo con gli angoli (ne esistono ancora senza? Boh…).
Pratica è la lavastoviglie (mia santa personale).
Pratico è il forno a microonde quando c’è bisogno di scongelare o scaldare qualcosa (ma evitate le uova se non dopo averle sbattute, consiglio personale…).
Pratica era la trapunta.

Sì, ho usato il passato.

Era.

Perché da 3 mesi ormai la trapunta è un lontano ricordo sostituito dal piumino e da quella maledizione che ho scoperto chiamarsi copripiumino.

Ora, un filo di logica in questo benedetto aggeggio ci sarebbe anche: lavare una trapunta in casa è improponibile, mentre il copripiumino si sfila e si mette in lavatrice… fin qui tutto bene.
Il problema è che nessuno si premunisce di comunicare gli svantaggi di tale soluzione.
Nessuno avverte che il piumino o, quando fa meno freddo, la coperta infilati in quella dannata sacca non stanno MAI al loro posto: quei maledettissimi pezzi di tessuto sembrano assumere una vita propria ed una personalità piuttosto bastarda e decidono di andare ovunque tranne dove dovrebbero… ecco quindi un bel mucchio di coperta arrotolata dalla parte di lei, ecco un nodo di tessuto formatosi ai piedi del letto, ecco un dosso su cui il gatto riesce a fare un triplo carpiato con avvitamento; per non parlare poi del momento in cui per rifare il letto (attività a cui ormai ho rinunciato preso dalla disperazione) è necessario lanciarsi in una missione di recupero all’interno della sacca che anche Indiana Jones avrebbe timore di fare.

E quando, in tono molto sereno, chiedi il motivo dell’utilizzo di tale arnese la risposta, candida, quasi tenera è: "ma non è molto più bello così?",

Più bello.
Più bello.
Non "più comodo".
Non "più caldo".
Più bello.

Effettivamente quando sono a letto il mio primo pensiero è quanto sia bello il mio letto: il primo, giuro.
Non importa che fuori ci siano 30 gradi sotto zero ed io mi ritrovi con la sola sacca vuota perché quel che dovrebbe scaldarmi è in gita premio: il letto è più bello.
Poco importa che la coperta si sia trasformata in un armadillo raggomitolato ai piedi del letto, vuoi mettere come dona un armadillo al letto?

Un consiglio: tenetevi care le vostre trapunte… non avete idea di quanto potreste rimpiangerle.

PS: stasera lei torna tardi…. e se il copripiumino sparisse sottratto da entità sconosciute? Quasi quasi….

Ricettina anti-noia

Ingredienti per un giorno di noia:

– n. 1 oggetto che abbia almeno un filo molto lungo a penzoloni: va bene il classico gomitolo, un pupazzo con corda attaccata, un oggetto legato ad un elastico, sbizzarrite la fantasia

– n. 1 tavolo o sedia, vanno bene in certi casi anche ciabatte aperte come le infradito

– n. 1 gatto casinaro.

Procedura:

Prendete il primo ingrediente ed avvicinatevi entro due metri dal secondo.

Richiamate adeguatamente l’attenzione del terzo ingrediente: di solito è sufficiente la presenza del primo ingrediente, altrimenti sfruttate qualche bocconcino prelibato.

Con la certezza dell’attenzione del terzo ingrediente lanciate con un gesto fluido il primo verso il secondo.

Attendente un tempo variabile dai 10 ai 45 minuti.

Et voilà, avete ottenuto un rompicapo di nodi al cui confronto la soluzione del cubo di Rubik è una banalità da bambini di 6 anni: sconsigliatissima l’applicazione se avete un appuntamento entro mezz’ora e parte di ciò che vi serve è stata usata come ingrediente.