Ricettina anti-noia

Ingredienti per un giorno di noia:

– n. 1 oggetto che abbia almeno un filo molto lungo a penzoloni: va bene il classico gomitolo, un pupazzo con corda attaccata, un oggetto legato ad un elastico, sbizzarrite la fantasia

– n. 1 tavolo o sedia, vanno bene in certi casi anche ciabatte aperte come le infradito

– n. 1 gatto casinaro.

Procedura:

Prendete il primo ingrediente ed avvicinatevi entro due metri dal secondo.

Richiamate adeguatamente l’attenzione del terzo ingrediente: di solito è sufficiente la presenza del primo ingrediente, altrimenti sfruttate qualche bocconcino prelibato.

Con la certezza dell’attenzione del terzo ingrediente lanciate con un gesto fluido il primo verso il secondo.

Attendente un tempo variabile dai 10 ai 45 minuti.

Et voilà, avete ottenuto un rompicapo di nodi al cui confronto la soluzione del cubo di Rubik è una banalità da bambini di 6 anni: sconsigliatissima l’applicazione se avete un appuntamento entro mezz’ora e parte di ciò che vi serve è stata usata come ingrediente.

Clienti – Parte 2

E che palle!
Inizio veramente ad averne le scatole piene di certi tipi di clienti che pensano in qualunque modo a farti le pulci ed a pensare che li vuoi fregare.
Ribadisco: CHE PALLE!
Io ho sempre detto chiaramente che, essendo una ditta minuscola, non sono in grado IN ALCUN MODO di fare gli stessi prezzi su hardware o consumabili che potrebbe fare, per dire, un centro commerciale o un grosso sito di rivendita su internet.
L’ho.
Sempre.
Detto.
Ieri sera mi viene chiesto di procurare due toner per una laser fornendone il preventivo: dò il prezzo di listino e mi viene detto via mail di aspettare a prenderli e di sentirci per telefono… sunto della telefonata avvenuta stamattina:
"Sergio, che mi combini?"
"Perché, scusa?"
"Beh, ci hai fatto 85 euro di prezzo + iva, quando su Mondoffice sono a 65 + iva"
"Allora prendeteli lì, che problema c’è? Io vi dò i prezzi di listino che mi passa il fornitore"

Segue telefonata di 10 minuti in cui ribadisco che a quel prezzo, a momenti, non li compro neanch’io e che per quanto mi riguarda la fornitura di materiale è più un servizio aggiuntivo che faccio su richiesta, visto che di solito ci guadagno poco o niente.

Ora, a me non frega nulla che questi due toner vengano presi altrove: ci avrei guadagnato si e no 50 euro in tutto e la cosa non mi cambia certo la vita; quel che NON SOPPORTO è il fatto che qualcuno dia per scontato che la differenza di prezzo è data dalla volontà di farci la cresta sopra.

Qualcuno ha la benché minima idea di quanto siano risicati i guadagni in campo informatico? Qualcuno si rende conto che un normale rivenditore se tira su il 10% da una vendita ha fatto un affare grosso come una casa? Qualcuno si mette in testa che la grossa distribuzione compra a quantità enormi e può quindi fare prezzi di vendita stracciati o addirittura sottocosto?

Vogliamo davvero parlare di prezzi? Allora confrontiamo le mie tariffe di assistenza: se dobbiamo allineare tutto, allineiamo anche quelle, facendole COME MINIMO raddoppiare! Che ne dite, lo facciamo?

CHE.

DUE.

PALLE.

Scusate lo sfogo, ma certe cose mi fanno infuriare.

Tempo, umore e ricordi

Tra i tanti difetti di cui sono dotato mi sono reso conto da tempo che posso includere anche una buona dose di meteoropatia: in giornate come quella odierna, in cui il tempo si alterna tra pioggia, pioggia torrenziale ed occasionali temporali, avrei solo voglia di starmene a letto, magari a leggere un buon libro o, meglio ancora, a coccolarmi con la mia dolce metà; invece mi tocca stare tutto il giorno da un “cliente arrogante”, cercando di far passare il tempo e di sopravvivere alla giornata: se ci aggiungiamo poi che Sweetie è in ospedale coi genitori per i preparativi di un delicato intervento che dovrà subire il padre nei prossimi giorni direi che il quadro è completo ed oggi non è proprio giornata.
Il 9 maggio, poi, è anche un “anniversario”: quello dell’incidente in cui sono diventato scemo.
Mi spiego meglio: il 9 maggio del 1992, appena maggiorenne, mi trovavo alla casa in campagna dove tuttora vive mio padre ed, uscito in bicicletta per delle commissioni, al ritorno fui investito da un’auto in corsa, sul cui cofano mi ribaltai spaccandone il parabrezza con la fronte; risultato del tutto fu un brutto trauma cranico con perdita della memoria recente, varie escoriazioni anche profonde e tanta tanta paura per i miei prima che per me, dato che al momento ero ben poco in grado di rendermi conto di cosa fosse successo: non voglio entrare troppo nel dettaglio della vicenda, ma quei mesi mi insegnarono quanto sia brutto non potersi fidare più totalmente della propria mente, della propria memoria… leggevo e non ricordavo, mi parlavano di eventi che mi apparivano in testa come dietro un vetro sporco: pian piano mi sono ripreso (a parte, come dicevo, il fatto che sono diventato più scemo ), però ho avuto modo di capire come possa sentirsi qualcuno che, per malattia, età o incidente, si trovi a non aver più un controllo completo dei propri pensieri e ricordi o, ampliando il discorso, chiunque perda da un momento all’altro ciò che ritiene il proprio “punto di forza”: per me era la testa, per altri può essere la possibilità di correre, di giocare, di fare lavori manuali, di ascoltare musica.
Pensateci (pensiamoci) quando incontrate qualcuno che ha subito una qualsiasi perdita del genere: è come perdere se stessi e ci vogliono tanta forza e coraggio per ritrovarsi e reinventarsi; io sono stato fortunato e non ne ho avuto bisogno, altri, troppi, non lo sono.
Avrei voluto scrivere un post più allegro, ma oggi c’è temporale e questo passa il convento.
 
PS: in realtà una nota positiva di quell’incidente ci fu: dopo mi resi conto di che perdita assurda di tempo fosse la mia timidezza e di quanto, se le cose fossero andate male, avrei rimpianto le occasioni perse in precedenza; fu utile, senza dubbio, ma non sarebbe stato male rendermene conto anche senza quel parabrezza

Racconto: In Fuga

Il secondo racconto che inserisco su questo blog è la dimostrazione che la mia anima nerd esiste ed è reale . Nato in un pomeriggio in maniera quasi prepotente da un’idea che frullava in testa, spero che sia almeno minimamente apprezzabile. Buona Lettura!

In Fuga

Buio.
Freddo.
Fame.
Brividi.
Dove sono?
Dove mi ha portato?
Dove, stavolta?
Cerco di schiarirmi le idee, ma è così difficile pensare.
In realtà è difficile anche solo respirare.
Mi sto muovendo?
No, è il posto in cui mi trovo che si sta muovendo, qualunque cosa esso sia.
Che puzza.
Sembra quasi…
Ma certo, devo essere su un carro bestiame.
Un carro bestiame stranamente vuoto, a giudicare dal silenzio.
E’ stato furbo a portarci qui.
Forse riusciremo a starcene un po’ tranquilli: d’altronde è questo che dice sempre di volere, no?
Essere lasciato in pace.
Già.
LUI vuole essere lasciato in pace.
Lui, che mi ha rubato e distrutto la vita, vuole essere lasciato in pace.
Lui, che ciò che tocca distrugge, vuole solo stare tranquillo.
Ironico che quando sta tranquillo poi scompaia e torni io, vero?
Ironico.
Mi viene proprio da ridere.
Ed invece riesco solo a piangere.
Dio mio, da quanto va avanti tutto questo?
Sembrano decenni, ma sono solo pochi anni.
Pochi anni in cui la mia vita ha smesso di esistere, in cui il brillante candidato al Nobel è diventato un fuggitivo, un ricercato, trattato alla stregua dei peggiori criminali.
Ed è tutta colpa sua.
Sua.
E’ arrivato ed ha fatto quel che gli riesce meglio.
Ha distrutto tutto.
Mi ha tolto ciò che più sognavo.
Mi ha tolto chi amavo.
Betty.
Oddio, Betty…
Se lui non fosse esistito sarebbe ancora viva.
Forse non sarebbe mai stata mia, ma sarebbe viva.
E lui l’ha uccisa.
La sua esistenza l’ha uccisa.
L’unica persona che mi abbia mai amato è morta a causa sua.
E’ colpa sua.
SUA.
Colpa sua…
Senza dubbio.
D’altronde è stato lui a studiare quelle maledette radiazioni, no?
E’ stato lui a creare quella bomba, vero?
Ed è sempre stato lui a cercare di fare l’eroe per salvare uno stupido ragazzino, giusto?
Patetico.
Riesco a mentire anche a me stesso.
Continuo ad incolpare lui, ma sono io, io soltanto la causa di tutto.
E’ da tempo che lo so, ma non lo ammetterei mai a voce alta: in un modo o nell’altro lui sarebbe uscito comunque fuori.
E’ sempre stato in me, nascosto, soffocato, che aspettava, pronto a prendere il controllo ad un mio minimo cenno di disattenzione.
Era lì, in attesa e quella bomba l’ha solo liberato nel modo più violento ed inimmaginabile.
Bella spiegazione.
Dovrei essere fiero di me.
Fiero di aver capito che Betty è morta a causa mia.
L’ho uccisa io.
Sono io l’unico responsabile.
E vorrei raggiungerla, ma so che lui non me lo permetterà mai, maledetto.
Ci ho provato tante volte e sempre, sempre è arrivato a fermarmi.
CHE TU SIA DANNATO!
MI SENTI?
CHE TU SIA DANNATO!
Ok.
Sto davvero impazzendo.
Sono seminudo, in un carro bestiame, nel bel mezzo della notte ed urlo alle ombre.
Fantastico.
Mi sa che il Nobel ormai posso scordarmelo.
Bella battuta, Banner, perché non ridi?
Cielo, quanto sono stanco.
Tanto stanco.
Stanco di fuggire.
Stanco di lottare.
Stanco di carri bestiame.
Stanco di aver paura per chi mi circonda.
Stanco di non ricordare…
Va bene, Doc, almeno a questo puoi provare a porre rimedio.
Cerca di mettere in moto il cervello e ricordarti cos’è successo questa volta.
Che mal di testa…
Mi sembra di rivedere un locale…
Tavoli…
Un odore misto di fritto e di rancido…
Una tavola calda, di quelle di decima categoria.
Ero… Al tavolo, sì, da solo… Ma è successo qualcosa… Ricordo delle urla… Degli strattoni… Un coltello… E poi, poi più nulla.
A quel punto sarà arrivato lui.
E molti si saranno fatti male.
Ti prego, se ci sei, fai che almeno non abbia ucciso nessuno.
Almeno questo.
Non potrei sopportarlo.
Ti pre… Cosa succede?
Ci stiamo fermando.
Sento dei rumori…
Voci…
Latrati…
Cani…
Oddio, no, ci stanno cercando…
Per favore, non venite qui, per favore…
Si avvicinano…
Vi prego, lo dico per voi, non venite qui…
Dannazione, ho paura, sento che sale…
Il cuore accelera…
Sono più vicini…
Per favore, no!
NO!
Non ce la faccio…
Non ce la faccio…
La porta si apre….
Non posso più fermarlo…
La vista si fa verde…
Ed io… io vorrei che non mi piacesse così tanto.