Citazioni

Tre piccole citazioni, tanto per riflettere.

"L’unico vero Peccato consiste nel ferire gli altri senza necessità. Tutti gli altri "peccati" sono sciocchezze inventate. (Ferire se stessi non è un peccato, è solo stupido.)."

"Non sottovalutare mai l’umana stupidità."

"Vivi ed impara. O non vivrai a lungo."

(da "Lazarus Long, l’immortale" di R. Heinlein)

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Scazzi…

In questi giorni mi sento particolarmente scazzato.

Un po’ sarà sicuramente dovuto al cambiamento del clima, ma penso che la vera causa vada ricercata altrove, ovvero nella settimana lavorativa che sto vivendo.
Niente di sconvolgente, sia chiaro, ma si tratta di uno di quei periodi del cavolo in cui al poco tempo libero (cosa ormai piuttosto frequente) si affiancano impegni totalmente insoddisfacenti ed opprimenti: oltre al corso di ieri e domani si vanno ad aggiungere due giornate intere presso un cliente arrogante (martedì ed oggi) ed una sola mezza giornata con qualcosa di stimolante…. un po’ poco, direi.

Ecco, questo è uno dei miei grossi problemi: ho un enorme bisogno di stimoli, di sentirmi appagato da quel che faccio e di vedere che il mio lavoro è "produttivo" e non soltanto di routine; spesso e volentieri è così (esco infatti da due grossi progetti che mi hanno dato grosse soddisfazioni), ma quando poi i momenti "impastati" arrivano tutti insieme come questa settimana tendo a soffrirne abbastanza.

L’assurdo lo si è raggiunto stamattina, quando poco prima delle nove mi ha chiamato un "cliente impedito" (ormai mi auto-cito) per chiedermi se un SABATO è possibile vedersi perché vorrebbe imparare come fare per procursarsi musica via internet: non so dove ho trovato la diplomazia per rispondergli "vediamo se e quando è possibile" invece di mandarlo a farsi fottere a passi lunghi e ben distesi…

Gli unici momenti positivi in questi giorni sono quelli a casa con Sweetie, ma siamo entrambi tanto stanchi che riusciamo a malapena a starcene un po’ tranquilli (magari guardando Lost)  che è già ora di andare a nanna….

In giornate come queste avrei voglia di una sola cosa, se fosse possibile e non avessimo tanti impegni: prendere Sweetie ed andar via, partire per un viaggio, magari per un bel giro d’Italia in auto o per qualunque altra destinazione ci venga voglia di raggiungere.

Come il nostro viaggio a Fuerte, come la nostra crociera sul Lago, come il Whale Watching, come il week-end a dormire su quell’isoletta, come il concerto del Liga…. come sappiamo fare noi…

 

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Teaching

Oggi mi sono trovato a fare un piccolo salto nel passato: ho tenuto la prima giornata di un corso di Excel Base per un cliente.

Stimolante, vero? Già, proprio per niente….

E pensare che fino a poco più di un anno fa ho avuto periodi anche molto lunghi in cui la tenuta di corsi era la mia fonte di reddito più ampia: tempi passati, per fortuna.

Chiariamo, non è che io detesti far corsi in assoluto: certo, non sono il lavoro più stimolante che esista, ma ogni tanto ci possono anche stare; quando però parliamo di corsi di Office ripetuti per 3 o 4 giorni la settimana tutte le settimane allora il discorso si fa veramente diverso: diventa una monotonia sfibrante in cui, a lungo andare, la qualità stessa del lavoro ne risente ed è una cosa che non sopporto.

Nonostante i tanti aspetti negativi, però, l’esperienza d’insegnamento che ho alle spalle (e parliamo di oltre un migliaio di persone avute come studenti nel corso degli anni) mi ha dato tanto: mi ha permesso di conoscere meglio le mie capacità comunicative e di tenere la mente allenata per rispondere ai quesiti degli studenti o, semplicemente, per imparare nuovi argomenti su cui tenere i corsi…

Per non parlare della scuola.

Già, per un anno (dal febbraio 2000 al giugno 2001) sono stato supplente d’informatica in una scuola superiore di Busto Arsizio: un periodo che ricordo come uno dei più stimolanti e contemporaneamente più stancanti della mia vita.

Stancante perché cercavo di fare quel lavoro mentre, parallelamente, portavo avanti la ditta e, dati gli orari obbligatori dei professori (molto più pesanti di quanto si pensi), mi ritrovavo a fare sviluppo software nei week-end ed appuntamenti coi clienti durante il giorno libero o quando tornavo da lezione: un vero incubo.

Eppure a volte quei giorni mi mancano.

Mi manca il rapporto che avevo con i ragazzi.

Mi manca il non fare lezione per parlar loro di quel che si diceva in consiglio di classe.

Mi manca cercare di ascoltarli come una mia professoressa ascoltava sempre me ed i miei compagni.

Mi manca la consapevolezza di poter far tanto per loro ed il rendermi conto che alcuni (non tutti, mai tutti) sono disposti a ricevere.

Sì, sono situazioni che mi mancano e se i corsi mi hanno donato qualcosa è stata sicuramente questa esperienza.

Sulla mia scrivania ci sono una foto di classe ed un mouse regalatomi da un’altra: me lo regalarono alla fine del mio mandato, con tutte le loro firme ed una dedica che diceva "grazie per tutto quello che hai fatto per noi".

Quel giorno mi sono sentito appagato e realizzato.

Grazie a voi, ragazzi, qualunque cosa stiate facendo ora.

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Perle di saggezza

Clive Cussler è uno degli scrittori che più mi divertono quando ho voglia di una lettura leggera ma appassionante: prima o poi scriverò un post per parlare dei suoi libri e di quel gran figlio di buona donna che è il personaggio di Dirk Pitt.

In questo momento però vorrei riportare un trafiletto contenuto alla fine del suo libro "Navi Fantasma", secondo volume (dopo "Cacciatori del mare") in cui racconta delle vere avventure della società da lui fondata (la NUMA) per il recupero di navi perdute: nell’epilogo che sto citando Cussler risponde alla domanda implicita "perché investire tanti soldi in un’attività del genere che non soltanto è rischiosa e dispendiosa, ma oltretutto non porta alcun guadagno?".

Ecco la risposta:

"La spiegazione, probabilmente, si può trovare nelle parole che uso per spiegare la mia filosofia di vita a chi pensa che dovrei essere rinchiuso in una stanza imbottita con tanto di camicia di forza: ‘Quando arriverà il mio momento e mi ritroverò sdraiato in un letto d’ospedale, a due respiri dall’aldilà, mi piacerebbe sentir squillare il telefono. Vedo una splendida infermiera bionda, giovane e formosa chinarsi du di me per accostare il ricevitore al mio orecchio, e le ultime parole che odo prima di scivolare via sono quelle del mio direttore di banca, che mi comunica che il mio conte è in rosso di dieci dollari.’"

Che dire di più? Quest’uomo è un genio

 

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For Sale

Su questo blog non ne ho ancora mai parlato, ma Sweetie ha un hobby piuttosto carino: crea bijoux, soprattutto collane e bracciali e, quando tempo e voglia lo permettono, li rivende (oltre che tra conoscenti vari) ad alcuni mercatini amatoriali in giro per la Lombardia.
Da quando sono rientrato nella sua vita ho cominciato a supportarla come "uomo marketing" ed a partecipare con lei a queste periodiche occasioni: si tratta di giornate che, oltre ad essere sicuramente un modo originale di passare il tempo, permettono di osservare parecchio le persone che si avvicinano alle bancarelle ed i loro comportamenti in queste occasioni.

Come si svolge una giornata tipo?

Beh, si inizia con la sveglia tra le 5 e le 6 a seconda della sede del mercatino, con annesse frasi sconnesse delle quali la più fine è "ma chi razzo ce lo fa fare?".

Una volta ottenuta una simil-veglia che permetta per lo meno di guidare la macchina senza sbattere contro il primo palo della luce si parte alla volta del "luogo del misfatto", con l’automezzo caricato solitamente la sera prima.

Giunti in loco si passa all’allestimento che implica, solitamente, la seguente sequenza:

  1. scaricare tutto il materiale, consistente di solito in 4 cavalletti, 2 assi alti quanto me, due scatoloni, un gazebo smontato, uno specchio da tavolo, contenitore coi bijoux (che pesa da solo quanto i 2 assi),  espositori vari, luci durante il periodo autunnale/invernale, materiale da leggere per i tempi morti, eventuali rifocillamenti
  2. trovare posto per l’auto, possibilmente non in rimozione forzata (cosa tutt’altro che facile…. si decidessero a riservare posti auto per i partecipanti non mi farebbe poi così schifo)
  3. montaggio del gazebo… i primi tempi le istruzioni erano d’obbligo, ma ormai Sweetie ha imparato a memoria la sequenza dei numeri sui pezzi… basta che non si stacchino i numeri!
  4. montaggio dei due tavoli tramite cavalletti ed assi
  5. allestimento vero e proprio dei pezzi

Tempo richiesto: 45/60 minuti

Che, d’inverno, alle 6 del mattino, posso sembrare 45/60 ore, fidatevi.

Da questo momento in poi parte l’attesa: dipende dalla piazza in cui ci si trova, ma difficilmente inizia a passare gente prima delle 10/11 (ed a ragione, direi, è pur sempre domenica!)

Che si fa durante le attese?  Si chiacchiera, si scherza, ci si guarda intorno, si passeggia tra le bancarelle dei "concorrenti", si legge…

Poi, pian piano, iniziano a passare un po’ di persone: prima pochi soggetti, poi pian piano si va aumentando ed inizia "l’osservazione" per scoprire se c’è qualche papabile cliente.

La sequenza di avvicinamento è di solito standard:

  • la persona (o la coppia) si avvicina e l’elemento femminile inizia a muovere lo sguardo a mo’ di radar per verificare se c’è qualcosa di interessante: si tratta di un momento fondamentale, entro 15 secondi lo sguardo deve agganciare qualcosa, altrimenti il possibile cliente sfuma, cronometrato 🙂
  • se c’è stato l’aggancio c’è la manovra di avvicinamento, che può essere silenziosa (non tema, signorina, mica mordiamo) oppure parlante ("ma che belloooooooooooooooo")
  • lo sguardo inizia a spaziare sull’intero banchetto per verificare l’offerta disponibile (non si sa mai che ci sia ben altro oltre a ciò che ha attirato l’attenzione)
  • eventuali domande e/o frasi di circostanza: "ma li fate voi?" (ed io indico sempre la vera autrice, non mi ci vedo molto come creatore di bijoux 🙂 ), "che pazienza che ci vuole", "che fantasia che ci vuole", "anch’io ci ho provato a volte ma non sono così brava", ecc….
  • se non c’è intenzione di acquisto di solito la cosa finisce qui, altrimenti parte la domanda clou: "quanto costano?" e la relativa risposta, la cui reazione merita un punto a parte…
  • qui le reazioni sono piuttosto varie: nelle piazze migliori o coi clienti che conoscono bene il rapporto qualità/prezzo degli oggetti di solito si passa alla prova ed all’eventuale scelta del gioiello… altrimenti anzitutto si crepa la faccia in un sorriso che sembra più una paresi (e, avviso a chi dovesse girare per mercatini, SI VEDE, non fate finta di nulla ), poi partono frasi del tipo "allora ora ci penso", "magari faccio un giro" o la più esplicita (ma almeno onesta) "pensavo meno, pazienza"

Questo durante l’arco della giornata, con gare tra me e Sweetie ad "indovinare" se ci sarà l’aggancio o meno: certo, poi, ci sono piazze in cui sono maggiori i possibili (ed effettivi clienti) ed altre (da evitare come la peste) in cui invece sono molto di più coloro che guardano tanto per guardare…

Da segnalare poi alcune categorie ben precise: io e Sweetie abbiamo imparato ad adorare le coppie madre/figlia, con la madre 40/50enne molto giovanile e la figlia adolescente… comprano un sacco e sono pure simpatiche, con la figlia che istiga la madre e viceversa

Non male neanche i gruppi di amiche, soprattutto se single: c’è sempre una che vuole comprare ed una che le dice quanto sta bene.

Ottime anche le coppie quando lui è di mentalità "aperta": lei inizia a guardare e lui non solo non si allontana, ma la consiglia sul bijoux migliore… è ufficiale: adoro queste coppie!

Ed è altrettanto ufficiale che ho imparato ad odiare gli uomini che fanno il muso mentre accompagnano le proprie compagne impedendo loro quasi di guarda e sicuramente di comprare: ma cosa vuoi, dico io? Lasciala guardare, consigliala, fidati che poi è più contenta lei e sei più contento tu, fesso!

Ma le persone che più, in assoluto, strozzerei, sono le maleducate: quelle che si avvicinano, guardano il materiale, ti guardano in faccia e non solo non salutano ma non ricambiano neanche quel cavolo di sorriso che io, pirla, ogni volta faccio… giuro che i saluti ed i sorrisi NON SI PAGANO!!! Diamine, è tanto difficile avere un gesto di cortesia e gentilezza verso chi è così masochista da essere lì dalla mattina? Per favore, ricordatevelo la prossima volta che passate in un qualsiasi mercatino, soprattutto non professionale, fatelo per me

La giornata alla fine si chiude intorno alle 18 d’inverno ed alle 19 d’estate: si cerca in qualche modo di riavvicinarsi con l’auto, si smonta il gazebo, si carica la macchina e si riparte alla volta di casa, stanchi morti e soddisfatti o meno a seconda di com’è andato il tutto.

Ci sono modi peggiori di passare una giornata.

PS: per la cronaca, ieri abbiamo scoperto che Vimodrone è una PESSIMA piazza, pari solo a Sesto San Giovanni….

PPS: per chi fosse curioso: http://www.emmebijoux.it

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