Gente strana

Ricevo oggi (dopo un tentativo da me ignorato venerdì) la telefonata della collega di un amico.

La tizia in questione era stata l’"obiettivo venatorio non andato in porto" del mio amico un paio d’anni fa ed ho avuto di incontrarla in precedenza solo una volta, per una breve consulenza a domicilio fatta più come favore persone al suddetto amico che per altro: una delle persone più insignificanti che abbia mai visto, convinta che basti mostrare un po’ le tette e fare la voce mezza roca per fregare un uomo… ora, siccome il sottoscritto di tette (e non rifatte come quelle) pensa di averne viste abbastanza e la voce roca non ha effetto, tendenzialmente i tentativi di richiesta d’aiuto da parte della suddetta tendono ad infastidirmi, data la mia mancanza assoluta di tempo.

Oggi, dopo due telefonate (di cui una alle 8.30, maremma maiala…) a cui non ho dato retto, ho deciso di risponderle giusto per dirle che non è aria.

Ero in mezzo alla strada e glielo dico.

Ora, va bene che vuoi fare (senza successo) la vamp, ma se ti dico che sono in mezzo al traffico e non sento una cippa PUOI PER FAVORE ALZARE QUELLA RAZZO DI VOCE? Tanto non attacca né roca né urlata, ma almeno capisco se il tuo unico neurone sta producendo qualcosa di sensato oppure sta solo sfiatando…. e, già che ci siamo, se ti dico che sono incasinato da qui ad un numero imprecisato di settimane, mi puoi gentilmente spiegare cosa dovrei rispondere alla tua domanda "settimana prossima come sei messo?". No, perché l’istinto mi porterebbe a rispondere "Seduto ed in piedi durante il giorno, sdraiato di notte, perché?".

Che razza di gusti il mio amico…

 

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Fermarsi

Fermarsi.
Vivere una giornata non guardando l’orologio.
Godere di ogni istante per ciò che è.
Leggere un libro sentendo l’aria del ventilatore addosso, mentre lei dorme accanto ed il gatto ai nostri piedi.
Gustare appieno la passione tra noi due.
Guardare insieme una rivista commentando le ricette.
Mangiare un gelato a letto.
Fermarsi…

Ci vuole, ogni tanto.

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Strani odori…

Di ritorno dal mercatino, nel cortile del palazzo si sente il profumo proveniente da qualche cucina ai piani bassi.

Sweetie: "mmmmmm, che profumo di coniglio!"
Io: "Sweetie, veramente sono vongole…"
Sweetie: "Vongole? E da quando le vongole sanno di coniglio?"

Non aggiungo altro. 

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24 anni fa…

Uno dei ricordi più vividi della mia infanzia risale a quando avevo otto anni.
Era il ponte di Sant’Ambrogio e mio padre mi portò con sé in Calabria a trovare mia nonna ed alcuni zii e cugini.
Ricordo perfettamente tanti particolari: la notte prima della partenza, ad esempio, mi alzai di notte per vestirmi perché per non so quale motivo avevo paura di perdere il treno.
Ricordo lo strano effetto che fece ad un bimbo cresciuto in città vedere il paesino d’origine del padre.
Ricordo la casa di mia zia dove si era ormai trasferita anche mia nonna: questa donnina minuta, vestita sempre di nero che non parlava una parola d’italiano.
Ricordo l’emozione dei fuochi d’artificio più belli che avessi mai visto fino ad allora.
Ma, soprattutto, ricordo una sera sul terrazzo della fredda casa di mia nonna, dove io e mio padre dormivamo: nonostante il freddo eravamo lì e guardavamo, solo noi due, il cielo… lui mi mostrò la costellazione di Orione, mi disse che le stelle della cintura venivano chiamate "I Tre Re" ed io, senza fiato, guardavo estasiato.
A 24 anni di distanza ricordo ancora quella sera come uno dei momenti in cui mi sono sentito più unito a mio padre e, forse, non fosse stato per quello scorcio su Orione non mi sarei appassionato all’astronomia come poi ho fatto.
Ancora oggi quando, d’inverno, guardo quelle tre stelle le vedo come tre piccole grandi amiche che mi strizzano l’occhio.

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Pensierino

Hanno appena finito di trasmettere "Ufficiale e Gentiluomo".

Voglio dire solo una cosa.

MA CHE COLOSSO E’ LOU GOSSET JR. IN QUEL FILM?

 

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