Memorie

Qualche anno fa è uscito uno splendido film interpretato da Jim Carrey e Kate Winslet ed intitolato "Eternal Sunshine of the Spotless Mind" (ma uscito in Italia con l’assurdo titolo "Se mi lasci ti cancello", che fa venire in mente più una commedia di serie Z che il piccolo capolavoro che è in realtà); senza entrare troppo nel merito della trama, il film tratta l’argomento dei ricordi ed, in particolare, di quelli dolorosi.
In sostanza la storia è incentrata su una ex-coppia la cui lei ha deciso di rivolgersi ad una società specializzata nel rimuovere ricordi per cancellare ogni traccia del suo ex nella propria mente: lui lo scopre e prima è tentato di fare lo stesso, ma poi, quando la procedura inizia, si rende conto di quanto i suoi ricordi sono importanti.

Ecco, certe volte mi chiedo se non sarebbe davvero bello rimuovere dalla propria mente i ricordi "scomodi", quelli che ci fanno vivere rimorsi o, peggio, rimpianti: pensateci, non sarebbe carino poter togliere dalla propria vita quella frustrante sensazione legata agli "E se?", quel gusto amaro che lascia in bocca riportare in auge ricordi dolorosi per un qualsiasi motivo?

No, vero? Non la dò a bere neanche a voi…

Già, perché se anche una parte di me ogni tanto lo pensa, quella più furba ed istintiva sa che sarebbe un errore, sempre e comunque: i ricordi sono parte di noi, di ciò che siamo diventati anche grazie a loro e di ciò che eravamo mentre li vivevamo; i ricordi sono l’unico modo che abbiamo per imparare e non commettere due volte lo stesso errore (anche se qualcuno ha bisogno di ripetizioni…); i ricordi sono il legame tra il me di ieri ed il me di domani, passando per il me di oggi che, mentre scrivo, è già diventato un ricordo.
I ricordi sono vita vissuta, vita gustata, vita reale, sono dolorosi perché ci rammentano un dolore vissuto o perché ci ricordano cose che avevamo una volta ed ora non più, ma sono anche fonte di gioia perché possiamo rivivere proprio quelle gioie e perché mostrano a noi stessi quanto abbiamo vissuto.
I ricordi sono un tesoro che si arricchisce ogni giorno e che è nostro dovere rendere sempre più di valore, facendo sì che ogni giorno meriti di essere ricordato.

I ricordi sono la nostra vita e cancellarli, per quanto possa esserci la tentazione, vorrebbe dire non aver davvero vissuto.

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Basta un giorno così

Sono giornate come quella di oggi che mi fanno capire perché amo tanto il mio lavoro, nonostante tutti i problemi quotidiani.
La giornata doveva essere abbastanza standard, se non che, appena giunto dal cliente arrogante che vedo fin troppo spesso, ricevo la telefonata di un altro cliente disperato: il pc server si è spento, non vuole riaccendersi e loro sono in piena fatturazione.
Ovviamente corro al salvataggio mandando a monte la mattinata dal cliente arrogante (e circa 120 euro di guadagno): il problema risulta essere una ventola del processore passata a miglior vita dopo aver subito le torture climatiche di questi tempi, voci ben informate dicono che abbia fatto un sospiro di sollievo al momento della dipartita.
Segnalo il problema al cliente, corro da un fornitore, acquisto il pezzo di ricambio da immolare alla causa delle fatture (poverina, non sa cosa l’aspetta…) ed un po’ di materiale per raggiungere il minimo fatturabile, torno dal cliente, monto il pezzo e faccio le verifiche del caso: problema risolto in due ore nette, con annessi ringraziamenti e proposte di statue d’oro da parte della responsabile.
Data l’ora evito di tornare dall’appuntamento del mattino ed anticipo quello del pomeriggio: anche in questo caso risolvo tutte le questioni sospese, compreso un pc che aveva deciso di chiedere un’ignota password a chiunque volesse accedere… peccato che si trattasse del più importante computer dell’ufficio, avendo su di esso l’intera contabilità dell’azienda.
Ricevo alla fine anche un paio di ordini di hardware ed alle 16 sono fuori di lì.
Risultato: i 120 euro persi sono stati praticamente recuperati grazie agli ordini imprevisti ricevuti, la soddisfazione personale è stata enorme ed alle 17 ero a casa a farmi una doccia fresca.

Due perle della giornata, una vista e l’altra vissuta:

1. prima di entrare in macchina vedo un tizio parcheggiare sul marciapiede a spina di pesce lasciando sì e no 40 cm di passaggio davanti al muso: diverse persone lo guardano storto, così quando scende va a verificare… risultato? Vede un sacchetto lì davanti e decide che dev’essere QUELLO il problema, spostandolo ma lasciando la macchina esattamente dov’è… spero gliel’abbiano rigata.

2. dal cliente pomeridiano c’è ancora in funzione un pc vecchio di 5 anni assemblato ai tempi da me. Il poverino ormai non ce la fa più e sta tirando le cuoia. Oggi, per farlo capire alla cliente (che è anche una mia vecchia amica) c’è stato questo scambio:
– Ti rendi conto che prima è venuto fuori un messaggio sullo schermo che diceva ‘Ti prego, salvami! Voglio morire in pace!’, ora fai tu
– (lei, ridendo) Ma sai che sei proprio scemo?
– (io, rincarando) Io sarò anche scemo, ma questo è accanimento terapeutico, renditene conto!


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Confusa…

In macchina.
Chiamiamo i genitori di Sweetie che, avendo l’id chiamante, vedono un numero che non hanno memorizzato (uno dei miei due) e chiedono alla figlia da che telefono stia chiamando: chiarito il mistero la telefonata prosegue e, quando la madre le propone di raggiungerli per cena, Sweetie declina.
Riattacca.
– Sai, non so se ha capito che eravamo insieme, non ricordo se ha detto ‘vieni’ o ‘venite’ a cena

La guardo.

Sospiro.

– Sweetie, le hai detto che chiamavi dal mio cellulare, a meno che tu non me l’abbia rubato penso fosse evidente
– Ah, già… ops… sono tanto confusa….

Avanti veloce.

Bagno, stasera.
– Amore, ho deciso che oggi cambio le lenti, hanno finito i loro 15 mesi di vita!
– (provando a vedere se intuisce la boiata) 15 mesi? Addirittura
– Ah già, volevo dire 15 settimane
– (ormai rassegnato) 15 settimane? Sicura sicura?
– Ah già, 15 giorni!!! Come sono confusa….

Chissà se la garanzia è ancora valida…

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Dedicato a…

Dedico a tutti quelli che pensavano il temporale avrebbe portato un po’ di refrigerio la seguente citazione (tratta da quella pietra miliare che è Good Morning Vietnam) che spiega alla perfezione come si sta all’aperto oggi pomeriggio a Milano:

"Che clima fa soldato?"
"Caldo, caldo umido: il che va bene con una signora ma non serve a un cazzo nella giungla".

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Scende la pioggia, ma che faaaaaaa…

In questo momento si sta scatenando la furia degli elementi tra temporale e grandine.

Una mail di Sweetie mi ricorda un problemino: abbiamo le finestre ed i balconi aperti a casa e la sabbiera del felino posta in un angolo del balcone della cucina.

Possibili sorprese che potrei trovare al rientro stasera:

– Camera da letto e cucina allagate con Stitch che sta imparando a fare sci d’acqua

– Sabbiera del felino trasformatasi in una specie di blocco contenente granito a causa della reazione della sabbia agglomerante (quella che fa la "palla") al diluvio in corso e relativo felino che si ritrova a far i suoi bisogni sull’equivalente del marmo di carrara

– Il felino, furbo come suo solito, ha deciso di rimanere sul balcone a godersi il clima, con risultato di ritrovarlo stasera zuppo e butterato con relativo trauma cranico, come se non fosse già abbastanza scemo.

Che faccio? Evito di rientrare?

P.S.: dd in tutto questo ho anche l’auto parcheggiata fuori: va bene che voglio cambiarla ed è assicurata per la grandine, ma un po’ scoccia….

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