La maledizione di Fenice Nera (aka sì, Dark Phoenix è brutto)

(Occhio, ci saranno spoiler, ma lo faccio per voi, così vi evitate due ore buttate)

Di aspettative ce n’erano poche, se vogliamo stare larghi. Non solo perché X-Men Apocalypse si era rivelato una delusione mostruosa, ma perché la produzione di X-Men Dark Phoenix aveva avuto tanti di quei contrattempi, ritardi, nuovi shots e via dicendo, che i segnali erano pessimi.

Troppi i fattori negativi in gioco, non ultima l’acquisizione di Fox da parte di Disney che ha dato l’impressione che a nessuno importasse più nulla del franchise degli X-Men sapendo per certo che, una volta acquisito, Mamma Marvel l’avrebbe riprogettato come fatto (meravigliosamente) con Spider-Man.

Ma se parti da questo presupposto e ci aggiungi il carico di mettere come sceneggiatore Simon Kinberg, allora secondo me ci metti malafede.

Per capire chi sia Kinberg: è lui che ha sceneggiato il suddetto Apocalypse e, soprattutto, ha co-sceneggiato X-Men: The Last Stand, ovvero uno dei film che la Fox stessa ha deciso di rinnegare per quanto era brutto.

Sostanzialmente: hai uno sceneggiatore che ha scritto un film di qualità opinabile e che ha già fatto enormi danni scrivendone un altro basato sulla trama di Fenice Nera, vuoi non mettergli mano un altro film basato su Fenice Nera? Cosa potrebbe andare storto? A parte praticamente tutto, intendo.

Difficile sapere da dove iniziare, se dai dialoghi che sembrano scritti da uno stagista incaricato di lavorare a Riverdale o se i personaggi piatti, fuori personaggio o entrambe le cose o se concentrarsi sull’incapacità di usarne i poteri o la trama originale.

O, ancora, potrei notare come tutti gli attori sembrano essere lì controvoglia, con in mente mille altri luoghi preferiti in cui vorrebbero essere. Tipo dal proctologo.

Nei primi minuti di film assistiamo ad esempio ad Hank che si rifiuta di mandare un Jet nello spazio perché, giustamente, dice che le modifiche che ha applicato non servono per andare fuori dall’atmosfera, ma solo per migliorare le prestazioni di volo.

– Hank, è il Presidente al telefono
– Ah, ok, allora si può fare

Easy like that, perché si sa che gli scienziati sono solo bambini capricciosi che non vogliono fare cose banali e basta insistere un po’. Ovviamente. Ah, sì, il Presidente ha un bat-ehm-X-Telefono linea diretta con Xavier. Con una X sopra. Già.

Vogliamo poi soprassedere sul fatto che Tempesta usa i suoi poteri nel vuoto? Tempesta. Poteri legati all’atmosfera. Nel vuoto. Lasciatela sedimentare.

Ma d’altronde per metà film Tempesta genera cubetti di ghiaccio (Iceman è un altro personaggio, Simon) o lancia fulmini dalle mani (anche Electro è un altro personaggio), salvo poi ricordarsi che in teoria controlla gli elementi. Ma non sempre, perché ovviamente mentre è a un funerale e diluvia usa l’ombrello.

Basterebbe forse questo a denotare la qualità del lavoro fatto, senza aggiungere uno Xavier trasformato in egomaniaco per metà film e poi riportato alle sue basi senza alcun tipo di percorso o un Magneto (e Bestia) che vogliono uccidere Jean perché ha ammazzato Mystica, si scontrano con gli altri distruggendo un angolo di Central Park (e facendo incazzare i non-più-così-amiconi del governo), ma poi una volta catturati sentono Xavier dire “Raven non l’avrebbe voluto” e cambiano idea.

Che dirlo un po’ prima avrebbe tagliato quindici minuti buoni di film e non lo volevamo, no?

Ma parliamo di Jean/Fenice Nera. Nei fumetti, la storia di Fenice è drammatica e impressionante. Jean viene trasformata (anche se in realtà no, ma fermiamoci alla trama originale) dalla Forza Fenice e diventa un’entità di potere smisurato. Il suo potere non la corrompe. Non è il potere a farlo, bensì le manipolazioni mentali di Mastermind che finisce per deviarla e fare esplodere la Fenice Nera.

Il percorso di caduta di Jean è drammatico perché non è parte di lei e perché quando inizia a precipitare non c’è più modo di fermarlo. Non solo, quando esplode lo fa in maniera epocale. Fenice Nera distrugge un intero sistema solare.

Nel film, così com’era già avvenuto con The Last Stand, è Jean stessa a non funzionare e il potere che le arriva dall’esterno serve solo ad accentuare questa anomalia. Ci rendiamo conto dello spostamento pesante di significato, vero?

Inoltre, ma questo vale in genere per la saga di Dark Phoenix e una sua eventuale trasposizione, Jean nei fumetti era un personaggio amato da anni. Decenni. La sua trasformazione e caduta furono drammatiche perché trasformarono completamente lo status quo di un personaggio ben definito e apprezzato.

Nei film non succede, semplicemente. Sia nella prima trilogia che nella nuova continuity, Jean è un personaggio per buona parte secondario: addirittura in questo caso compare per la prima volta nel film precedente e senza ruolo particolarmente importante. Perché dovrei empatizzare per la sua potenziale caduta?

Come non bastasse, se ci soffermiamo, nel film Jean non uccide quasi nessuno! Sì, ok, ammazza Mystica a pochi minuti dall’inizio, ma si sa che la Lawrence aveva altro da fare e si era rotta. E poi ribalta due macchine della polizia. Il resto del tempo fa esplodere cose senza ferire nessuno e ripetendo mio dio quanto sono cattiva ora.

E ovviamente tutti ci credono. Ci credono a tal punto che il governo decide in circa 30 secondi che gli X-Men (adorati da dieci anni e passa, ricordiamolo) sono di nuovo nemici pubblici ed è già pronta una prigione adatta. Alla faccia dei cambiamenti d’umore. (E, ripeto, Jean ha ribaltato duemacchinedue della polizia).

Quindi: nei fumetti abbiamo una distruzione di un sistema solare, nel film Mystica + un paio di macchine sfasciate (non si sa se i poliziotti siano vivi o meno). Interpretazione perfetta del tema, non c’è che dire.

Senza contare che forse Kinberg avrebbe dovuto ricordarsi cosa ha scritto nel film precedente. Ricordate Pietro figlio di Magneto? No trace. Ma soprattutto, ricordate che la Fenice già iniziava a manifestarsi? Guess what? Esatto, tutto bello dimenticato.

Ultime due cose, ma solo perché mi sto stufando di scrivere e voi sicuramente di leggere.

Il film è ambientato nel 1992, quindi una decina d’anni dopo Apocalypse e circa 9 anni prima dell’X-Men originale.
Ora.
Io capisco che Fassbender figo attiri di più, giuro. Anche McAvoy. Ma porcadiquellamaialaladra, ormai hanno sessant’anni i loro personaggi, vogliamo farlo vedere un po’? In dieci anni Fassbender diventa McKellen? Minchia, che tracollo fisico. Un minimo di trucco, non si chiedeva altro. (Ma d’altronde la sensazione di invecchiamento dei personaggi è inesistente per l’intero cast, per cui…).

E infine la chicca.

Sapete come Jean/Fenice sconfigge l’alienaveramentecattiva (e monodimensionale)?
Con un “vuoi il mio potere? prenditelo tutto”.
Vi ricorda qualcosa?

Un piccolo suggerimento: era grosso, verde e interpretato da Eric Bana. E tutti volevano scordarselo, per cui perché non rubarne l’idea finale?

Non c’è trama reale. Non c’è emozione. Non c’è empatia. Ci sono alcuni effetti speciali decenti e altri no. Non c’è nulla che faccia venire davvero voglia di arrivare alla fine, figuriamoci rivederlo.

Sapete la cosa che mi fa più imbestialire? L’arroganza in fase di promozione. Kinberg ha più volte fatto allusioni a Endgame dicendo che loro potevano permettersi di fare spoiler nei trailer perché il film era ben altro (lo spoiler era la morte di Mystica. L’unica morte di tutto il film. E no, non c’è altro). Non solo, nell’intervista vista ieri prima del film McAvoy e Fassbender hanno letteralmente preso per il culo sempre Endgame dicendo “sì, certo, gli altri dicono che è la fine, ma questa è la vera fine. Quelli faranno seguiti e reboot, qui invece è finita del tutto”.

Signori, vi rivelo una cosa, è finita per due motivi:
1. perché quelli vi hanno comprati
2. perché questo film fa defecare

Mamma Marvel, pensaci tu.

Ma prima i Fantastici Quattro, per favore.

No, no. Cadono le gonadi.

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About Aries

Finché potrò continuerò ad osservare. Finché osserverò continuerò ad imparare. Finché imparerò continuerò a crescere. Finché crescerò continuerò a vivere.

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