L’ultimo Buco Nero

Più di vent’anni fa comprai in edicola una versione economica di un libro che, solo dal titolo, mi sembrava affascinante. Era “Dal Big Bang ai Buchi Neri” ed era scritto da un certo Stephen Hawking che avevo sentito nominare, ma che non sapevo bene chi fosse.

Il libro, non lo nego, mi aveva attirato soprattutto per l’associazione immediata all’astronomia, mia enorme passione, e non mi aspettavo fosse un trattato di fisica che, per uno studente dell’istituto tecnico, non era banalissimo. Eppure mi affascinò più di quanto sappia dire.

Negli anni la figura di Hawking divenne quella che ho sempre considerato una vera e propria costante: c’erano personaggi che – nella mia mente – esistevano da sempre e sempre sarebbero esistiti, punti fermi più o meno simbolici di una costante poco distante da quella di gravitazione universale.

Stephen Hawking c’era.

Con la sua sedia a rotelle, con la voce robotica del sintetizzatore, con lo sguardo acuto che molti sognano a vent’anni e in piena salute, con la sagacia di un uomo il cui cervello non ha mai perso un colpo e la cui ironia era seconda solo all’intelligenza.

Lui c’era.

C’era quando ancora non era famoso al di fuori.

C’era prima dei Simpsons, prima di Big Bang Theory, prima de La Teoria del Tutto. C’era prima, c’era a maggior ragione dopo.

C’era e ci sarebbe sempre stato, pensavo, sbagliandomi come qualunque adolescente che ancora non pensa alla temporaneità di ogni cosa.

C’era.

E oggi non c’è più.

Sarà altrove? Non lo so. Lui diceva di no, per cui prendo per buono ciò che pensava.

C’era e non c’è più.

C’è ciò che ci ha lasciato: il genio, le scoperte, le intuizioni, i segni su una scienza mai così importante e mai tanto sottovalutata e sminuita.

Hawking, in 70 e passa anni di vita, ci ha mostrato cosa si può fare sfruttando al massimo le proprie capacità e affrontando ostacoli immani.

Hawking ci ha mostrato cosa significa davvero vivere e questo, questo c’è ancora, soprattutto oggi.

Grazie, Professore.

Intelligence is the ability to adapt to change. 

However difficult life may seem, there is always something you can do and succeed at.

My expectations were reduced to zero when I was 21. Everything since then has been a bonus

My advice to other disabled people would be, concentrate on things your disability doesn’t prevent you doing well, and don’t regret the things it interferes with. Don’t be disabled in spirit as well as physically.

People won’t have time for you if you are always angry or complaining. 

About Aries

Finché potrò continuerò ad osservare. Finché osserverò continuerò ad imparare. Finché imparerò continuerò a crescere. Finché crescerò continuerò a vivere.

Lascia un commento