Il giorno dopo.

Ieri due dei miei più cari amici si sono sposati.
Già così sarebbe un giorno da celebrare a prescindere.

Ma ieri, quei due miei amici si sono sposati e io ho celebrato il loro matrimonio, con l’emozione che una richiesta del genere può scatenare in chi la riceve.

Personalmente tendo a essere piuttosto critico nei confronti di molti matrimoni, lontano come sono da scelte pompose e di facciata che, di solito, lasciano poco, ma posso dire che negli ultimi anni ho avuto la fortuna di essere invitato a cerimonie dove l’unica vera scelta era celebrare la felicità, la gioia e l’amore degli sposi e il bene loro voluto dagli invitati.

Ieri non ha fatto eccezione e, in una giornata iniziata per noi la mattina alle 9 e finita quasi 12 ore dopo, abbiamo vissuto l’emozione nelle loro voci (e nel mio cuore, con la responsabilità che avevo), la gioia, il divertimento, la voglia soprattutto di condividere la festa.

Abbiamo mangiato molto e bene, abbiamo riso, abbiamo giocato (o meglio, loro hanno giocato, io sono stato precettato come conduttore con mio, non lo nego, divertimento), abbiamo ascoltato buona musica, abbiamo mangiato una torta che definire perfetta, data l’ambientazione, sarebbe riduttivo.

Abbiamo gioito con loro e per loro.

Mentirei, poi, se dicessi che non sono stato felice per le reazioni al mio discorso. Quando ho deciso di scriverlo ho riversato al suo interno le emozioni che posso provare per due persone a cui voglio un gran bene, una delle quali è nella mia vita da quindici anni. Sapere che le mie emozioni sono arrivate a chi le ha ascoltate e non solo ai due diretti interessati, è per me fonte di emozione e gioia a livelli poco descrivibili.

Di nuovo, le mie parole sono la mia vita. Io sono lì dentro, in ciò che scrivo, qui e altrove.

Per questo mi tengo stretti i complimenti e ringrazio, ancora di più, chi mi ha permesso di donare loro ciò che ho di più prezioso.

Le mie parole.

Noi siamo seri

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Questa sì che è una torta adeguata

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Tableau di un certo tipo

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About Aries

Finché potrò continuerò ad osservare. Finché osserverò continuerò ad imparare. Finché imparerò continuerò a crescere. Finché crescerò continuerò a vivere.

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