Di quando si è via

Negli anni mi è capitato spesso di sentir dire a qualcuno “ah, sì, tornare dalle ferie è brutto, ma solo perché devi riprendere a lavorare; alla fine, però, a casa mia sto meglio che in qualunque altro luogo”.

Ecco, io una frase del genere farei veramente fatica a dirla.

Chiariamo: a me la mia città e casa mia piacciono molto; mi appartengono, le vivo, me le godo, sono fatte su misura per me. Ma non sono l’unico luogo al mondo in cui io mi sento bene.

Senza citare l’ovvietà di Bologna, la questione è più ampia: io, quando viaggio, non ho nostalgia di casa. Non mi mancano i luoghi, non mi mancano le abitudini, non mi mancano i ritmi, siano essi lavorativi (ma va?) o di riposo.

Semplicemente non mi manca, perché se sto vivendo qualcosa che mi piace, mi è più che sufficiente.

Mi rendo conto che da questo punto di vista i miei legami sono veramente ridotti e non lo ritengo né positivo, né negativo, solo un dato di fatto.

Non mi manca proprio nulla?

Oddio, non del tutto: ovviamente mi manca Stitch che, spesso, è l’unico vero motivo per cui sto a casa più tempo di quanto in certi casi vorrei. Se non siamo insieme mi manca Miss Sauron, ovviamente. Ma a parte questi punti fissi?

Gli amici? La maggior parte li vedo così raramente che la differenza è minima e molte persone a cui voglio bene sono già ora lontane, portandoci ad avere più contatti virtuali che reali: che questi avvengano da Milano, da Londra, da New York, da Berlino o da qualunque altra città, cosa cambierebbe?

Certo, i miei libri, ma alla fine il kindle spesso mi basta e avanza.

I miei fumetti: vedi sopra, ma usando l’ipad.

I miei dinosauri? Sì, certo, ma loro sono un arricchimento di un luogo, non certo un motivo di nostalgia.

L’avere un punto fisso? Senza ombra di dubbio, ma penso che la mancanza di un punto fisso si inizi a sentire quando è ormai molto che è assente.

Il lavoro stesso, se proprio dovesse essere necessario, sarebbe fattibile molte volte da lontano: magari non sempre e magari sarebbe problematico in certe occasioni, ma volendo si potrebbe.

Quindi no, non mi manca casa, a meno che non mi trovi davvero male dove sono, a meno che io non possa avere i miei spazi, la possibilità di vivere pulizia, cibo e comodità come desidero, ma questo varrebbe ovunque.

No, non ho nostalgia di casa, quasi mai.

C’è un mondo là fuori e la voglia di vederlo è sempre maggiore di quella di tornare.

Sempre.

E magari di viverlo abbastanza da farsi venire nostalgia di casa.

Cosa celebri oggi?
Di avere avuto e di avere la possibilità di vedere il mondo fuori dalla mia porta. Sempre troppo poco, ma comunque più di molti altri.
Di avere, in realtà, una cosa in cui tornare: perché è figo dire che non manca, ma è bene ricordare quanto si è fortunati ad averla.
Di sapere riconoscere la bellezza ovunque, non solo nelle proprie mura.

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About Aries

Finché potrò continuerò ad osservare. Finché osserverò continuerò ad imparare. Finché imparerò continuerò a crescere. Finché crescerò continuerò a vivere.

2 commenti

  1. Quando di ritorno da un viaggio sono triste, malinconica o nervosa, mi viene spesso chiesto:”Ma stai così male a casa tua che non ci vuoi tornare?”. No che non ci sto male, perché casa mia sono io, ovunque io sia.

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