A sorpresa

Nel 2009 fui contattato da una grossa società di cui non farò nomi (ma che producono penne e stilografica di fascia molto alta, per capirci) per sviluppare un software che avrebbe permesso ai loro agenti di creare ordini mentre erano in giro e inviarli alla sede centrale.
Poi, nel 2012, lo stesso software, diventato ormai obsoleto, necessità di una buona riprogettazione, di cui mi occupai con piacere.

Da circa tre anni non avevo avuto più notizie da loro e avevo dato per scontato che, com’è naturale in questo campo, le attività per cui il mio software erano nate fossero state assorbite dai loro sistemi informativi e, quindi, fosse stato dismesso.

Oggi, invece, la sorpresa: una mail da questa società mi segnala che a causa di loro esigenze interne, alcune funzionalità andranno modificate e mi chiedono delle proposte in merito (ovviamente a pagamento, non essendoci da tempo un contratto di assistenza).

Il che significa alcune cose:

  1. che, se troveremo un accordo, avrò del lavoro aggiuntivo non previsto, non enorme, ma sicuramente utile
  2. che non ho “perso” un cliente che ritenevo ormai esauritosi
  3. ma, soprattutto, che non avevo avuto altri contatti perché un software da me sviluppato cinque anni fa (su basi di otto anni fa) funziona talmente bene da non aver mai avuto bisogno di manutenzione.

Ecco, scusate, ma queste sono piccole grandi soddisfazioni che vanno oltre il semplice lavorare ed essere pagati per farlo: si tratta di qualità del lavoro, di riconoscimento, di stima reciproca. E si tratta di sapere che, sì, io il mio lavoro lo so fare. Ecco perché mi faccio pagare (anche se probabilmente non abbastanza).

Cosa celebri oggi?

C’è da chiederlo? Le soddisfazioni impreviste, la qualità di ciò che si fa, le prospettive.

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About Aries

Finché potrò continuerò ad osservare. Finché osserverò continuerò ad imparare. Finché imparerò continuerò a crescere. Finché crescerò continuerò a vivere.

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