Perché no?

Ieri sera, dopo cena, sono sceso a prelevare: oggi sarebbe dovuto passare il vetraio e avrei dovuto dargli un acconto.
Una volta fatto, tornando verso casa, mi sono reso conto che di tornare subito, dopo aver trascorso l’intera giornata al chiuso, non avevo alcuna voglia, così come (lo so, sono difficile) non avevo alcuna voglia di rifare una delle mie solite passeggiate, un po’ perché avevo ancora i muscoli indolenziti dalla domenica coi suoi quasi 13km, un po’ perché anche la cosa che ci piace di più, se ripetuta troppe volte e troppo spesso, viene a noia.
Mi sono fermato così, vicino alla macchina, a valutare un po’ di alternative, a valutare i tempi di percorrenza con google maps e, alla fine, ho detto “perché no?”, sono entrato e sono partito in direzione Lecco.

45 minuti di macchina per arrivare al lungolago.

Ho parcheggiato e, banalmente, ho passeggiato.

No, non è vero.

Ho passeggiato, ho respirato, ho guardato scorci notevoli, ho sorriso vedendo la quantità di coppiette, ho invidiato il gruppo di amici che si divideva una pizza seduti su una panchina, ho cercato di evitare di ballare quando partivano alcune canzoni nelle cuffie, ho guardato i cigni galleggiare placidamente mentre scendeva il buio.

Ho vissuto l’istante, cercando di gustarne ogni minuto.

E no, non era perfetto, perché il velo della mancata condivisione c’è sempre, ma era bello ed era bello accorgersi della sua bellezza ed era bello sapere che questa bellezza era un dono che mi ero fatto d’istinto, grazie a un semplice “perché no?”.

Perché, alla fine, spesso sono i “perché no?” a salvarci una serata, una giornata, un periodo, a volte un’intera vita.

Cosa celebri oggi?
C’è da chiederlo? Celebro tutti i perché no detti in passato e in futuro. Che magari non tutti servono, ma la potenzialità ce l’hanno eccome.

About Aries

Finché potrò continuerò ad osservare. Finché osserverò continuerò ad imparare. Finché imparerò continuerò a crescere. Finché crescerò continuerò a vivere.

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