13 anni di noccioline

Quando ero bambino, mi capitava di andare al piano di sopra a giocare con un mio coetaneo. Oddio, era più frequente che venisse lui a casa (sì, preferivo stare da me e usare i miei giocattoli anche allora), ma ogni tanto capitava salissi io.

Una delle cose che ricordo benissimo è che aveva questi dieci, forse quindi piccoli libri contenenti strisce a fumetti che trovavo, già allora, splendidi. Erano i volumetti dei Peanuts, nell’edizione più classica, mi sembra, della Rizzoli, con le vignette montate in verticale.
Ero molto invidioso di quei libri: so che nella sua famiglia li acquistavano per collezionarli e, per qualche strano motivo, non volli mai emularlo, non volevo “copiarlo”. Però li invidiavo. Charlie Brown, Linus, Snoopy. Furono, penso, le prime strisce a fumetti in assoluto della mia vita.

Flash Forward di qualche decennio.

Era, penso, l’inizio del 2004. Eravamo a Cartoomics e ricordo che, durante la conferenza Panini, Marco Lupoi annunciò questa edizione epocale dei Peanuts che si sarebbe chiamata “The complete Peanuts”. Sarebbe stata un’edizione cronologica che avrebbe presentato tutte le storie (giornaliere e domenicali) anno per anno. I volumi sarebbero usciti ogni sei mesi e sarebbero stati in tutto 25.
Venticinque volumi. Dodici anni e mezzo.
Ero entusiasta: l’idea di avere tutte quelle storie, di possederle, di avere una collezione del genere era tanto splendida da non farmici pensare neanche mezza volta; sarebbe stata mia.
Mi spaventava, però, il lasso di tempo. Più di dodici anni. E se avessero interrotto la pubblicazione? Se qualcosa fosse andato storto? Se, se, se?

Sono trascorsi tredici anni e poco più di un mese fa è uscito il volume 25: a dire il vero, in totale, saranno 26, perché ci sarà un ultimo volume che conterrà rarità varie; quello che importa, però, è che il 25 ha concluso il ciclo di storie, nel 25 compare l’ultima striscia creata da Charles “Sparky” Schulz e che venne pubblicata il giorno dopo la sua morte per una stranissima coincidenza di tempi.

Più di dodici anni in cui, in tanti cambiamenti nella mia vita, in tanti stravolgimenti, in tanti momenti di gioia e altrettanti di disperazione, c’è sempre stata questa costante, questo volume che ogni sei mesi faceva capolino e mi regalava nuove perle di saggezza, nuovi piccole o grandi risate, nuovi istanti di malinconia (sì, se in alcuni momenti Charlie Brown non vi rende malinconici secondo me non avete un cuore totalmente funzionante). Sapevo che i Peanuts erano speciali, ma leggerli in questo modo, per anni, in modo organico ti fa comprendere quanto sia vero che andrebbero studiati nelle scuole di ogni grado.

Il volume, prima di passare ai primi contenuti speciali, si chiude (dicevo) con la striscia finale pubblicata nel febbraio 2000.

In questa striscia si vede solo Charlie Brown che dice al telefono “No, credo sia di là a scrivere” e, subito dopo, Snoppy alla macchina per scrivere. Questo il messaggio di Schulz attraverso la macchina per scrivere di Snoopy:

Cari amici, ho avuto la fortuna di disegnare Charlie Brown e i suoi amici per quasi cinquant’anni. Per me questo ha significato realizzare il sogno della mia infanzia.
Purtroppo, non sono più in grado di rispettare la tabella di marcio richiesta da una striscia quotidiana. La mia famiglia non desidera che i Peanuts vengano proseguiti da qualcun altro, per questo ho deciso di annunciare il mio ritiro.
La mia gratitudine va agli editori che, leali, si sono succeduti nel corso degli anni, e a tutti i fan che mi hanno sempre testimoniato il loro supporto e affetto per la striscia.
Charlie Brown, Snoopy, Linus, Lucy… non vi dimenticherò mai..

Ecco l’effetto di creare qualcosa di eterno. Che un uomo di quasi 43 anni, a leggere questa striscia 17 anni dopo la morte di chi l’ha ideata, si trova con le lacrime agli occhi e i brividi lungo la schiena, a sentirsi un po’ più povero ora che non avrà più il suo volume semestrale da leggere, che non ci saranno più sue strisce da scoprire.

Schulz non avrebbe mai dimenticato le sue creature. Io, e tanti con me, non dimenticherò mai loro ma, soprattutto, chi ce le ha donate.

Grazie, Sparky.

About Aries

Finché potrò continuerò ad osservare. Finché osserverò continuerò ad imparare. Finché imparerò continuerò a crescere. Finché crescerò continuerò a vivere.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.