Norse Mythology

Quando, ormai quasi ventisette anni fa, nel suo Sandman, Neil Gaiman fece apparire le sue versioni di Odino, Loki e Thor, molti dissero che si trattava di una parodia dei personaggi Marvel, tanto famosi e acclamati.
La verità era ben diversa: quel Thor enorme, rosso e un po’ ottuso, quell’Odino oscuro e un po’ malfattore, quel Loki ombroso erano il primo omaggio che Gaiman volle dare a una sua grande passione, la Mitologia Norrena. Aveva deciso di rappresentarli esattamente come li aveva conosciuti dalle decine di testi che aveva imparato ad amare dopo averli (quello sì) scoperti grazie al fumetto di Lee e Kirby.
Quell’amore non l’ha mai abbandonato e quando, alcuni anni fa, il suo editor gli propose di raccontare a modo suo la mitologia nordica, Gaiman accettò con entusiasmo.
Il risultato è Norse Mythology, frutto di una vita di amore per quei miti unita alla vocazione da narratore del buon Neil.
Per dire cos’è Norse Mythology bisogna partire da cosa non è.

Non è un saggio. Non vuole essere in alcun modo uno studio ragionato e comparato dei miti nordici. Non è un approfondimento, non è analisi. Niente di tutto questo.

E non è una rilettura.
Non è “Neil Gaiman racconta una sua storia prendendo spunto dai miti nordici”.
Sarebbe stato un altro libro, magari altrettanto interessante, magari che verrà scritto in futuro, ma non è questo.

Norse Mythology è: Neil Gaiman veste i panni di cantastorie e vi racconta i miti che tanto l’hanno appassionato fin da ragazzo.
Come da tradizione orale.
Come, se vogliamo, dovrebbe essere.

Non è un libro con volontà di completezza: molti miti sono andati persi prima che potessero essere trascritti, ad esempio, ma comunque una selezione era d’obbligo.
Norse Mythology è una raccolta di alcuni miti nordici raccontati nel modo più fedele possibile, in cui Gaiman presta solo il proprio stile narrativo, la propria voce e, ovviamente, la scelta e la ricerca.
Non c’è filtro nel contenuto, non ci sono aggiunte per renderlo più appetibile a chi si aspetta altro.
Non ci sono e non ci devono essere, non in questo libro.

Il mito originale aveva contraddizioni? Le troverete anche qui. I comportamenti degli dei erano spesso ingiustificati? Vero, ma così era il mito originale. Molti personaggi finiscono per essere meno epici di quanto ci saremmo immaginato? Bene, perché anche in questo caso stiamo vedendo finalmente le cose come stanno.

Gaiman ci accompagna in alcuni vicende degli Aesir, una per capitolo, partendo dalla creazione del mondo e arrivando fino a Ragnarok, il crepuscolo degli dei. Storie di dei. giganti, elfi chiari e oscuri, di navi pieghevoli e altre costruite dalle unghie dei morti. Incrociamo personaggi che pensiamo di conoscere come Thor, Loki, Odino, Heimdall, Sif e altri che, almeno a molti, diranno meno come Balder, Frey, Freya: eppure ognuno di questi sarà diverso da come ce lo aspettiamo. 
Thor è forte e ha Mjolnir, sì. Ma è anche rosso, rozzo, poco furbo, spesso inutilmente violento.
Loki, non figlio di Odino ma suo fratello di sangue, è sì un trickster, ma finisce per essere vittima della sua stessa natura.
Odino, come dice Gaiman stesso, non è poi esattamente la persona più onesta che esista e se venisse a trovarvi a casa dovreste ritenervi fortunati se vi lasciasse l’argenteria.

Gli dei nordici sono sanguigni, diretti, caciaroni, violenti eppure capaci di grandi imprese. Sono pronti a uccidere per vendetta, per giustizia, per fame, per sete e anche per noia. Soprattutto per noia. E la loro giustizia ha spesso sapore di una vendetta. E la loro vendetta è spesso violenta, cruenta e sovradimensionata. Perché loro possono.

Non c’è morale, quasi mai, nelle loro storie,  se non solo una: se ne incontrate uno prima o poi, auguratevi che sia di buonumore, dategli da mangiare e da bere e ritenetevi fortunati se la vostra abitazione rimarrà in piedi.

Gli dei nordici erano più da temere e rispettare che da amare. Più da tenere buoni che da pregare.

Ecco, questo è ciò che Norse Mythology racconta alla perfezione.

Non ci sono motivazioni profonde alle loro azioni? Esatto. Perché loro non ne hanno bisogno. Non sono i personaggi dei vostri fumetti o dei vostri romanzi, sono miti, sono entità, sono divinità che fanno ciò che pare loro. D’altronde non è che gli dei greci fossero tanto meglio, eh? Solo che è consolante e divertente credere il contrario, amare versioni edulcorate di qualcosa che di edulcorato non ha mai avuto nulla.

Se volete approfondimento psicologico, trame complesse, personaggi combattuti, allora cercate un buon romanzo: questo libro non vuole e non deve essere per voi.

Se invece volete conoscere i veri miti, incontrare divinità capricciose, giganti dalle cento teste, serpenti lunghi miglia e miglia, corvi chiamati “saggezza” e “memoria”, carri trainati da capre che ogni notte rinascono dopo essere state mangiate, martelli che crescono e rimpiccioliscono, mele dell’immortalità, spade che potrebbero combattere da sole, l’origine della poesia e altre amenità del genere, ecco, allora buttatevi a capofitto su questo libro.

E, se potete, leggetelo davanti a un camino.

Magari ad alta voce.

Magari a qualcuno che vi ascolta.

Così com’è sempre stato.

Così come dev’essere.

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Finché potrò continuerò ad osservare. Finché osserverò continuerò ad imparare. Finché imparerò continuerò a crescere. Finché crescerò continuerò a vivere.

4 commenti

  1. La bellezza della mitologia norrena è questa, per quanto mi riguarda: l’estrema corrispondenza con l’animo e gli eventi umani, che infondo si traduce anche nell’assenza di una morale e nelle reazioni spesso sovradimensionate agli stimoli esterni. Sono estremamente curiosa di leggere – io, amante della mitologia molto più che conoscitrice dell’universo Marvel – questo libro!!

  2. Si hanno notizie su una eventuale uscita in italiano? Preferirei mille volte leggerlo nella mia lingua, ma su google non ho trovato notizie a riguardo.
    Complimenti per l’articolo, adoro la mitologia nordica, ne sono appassionata da anni, il libro sarà di certo interessantissimo!

    • Grazie dei complimenti 🙂
      Al momento non ho sentito notizie al riguardo, però c’è da dire che Mondadori, ora, sta pubblicando tutto ciò che viene scritto da Gaiman: spero non facciano un’eccezione in questo caso, proprio per i lettori che, come te, preferirebbero leggerlo in italiano. Dovessi sentire qualcosa, comunque, aggiornerò in risposta al tuo commento 🙂

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