Per capire

Me la spiegate una cosa?
Mi spiegate questa necessità costante di dividere il mondo in “noi” e “loro” e poi, quando possibile, palare merda su loro?
Mi spiegate perché avete bisogno di considerare qualcun altro “cattivo” o “sbagliato” solo perché è diverso da voi?
Perché non potete vivere le vostre scelte senza demonizzare quelle altrui?

Avete tutto questo bisogno di una religione, anche se non definita come tale?
Avete bisogno di sentirvi rassicurati di essere dalla parte della ragione? Siete così insicuri di ciò che pensate da dover svilire gli altri?
Prendere per i fondelli chi è diverso vi rassicura sulle vostre ragioni?

Davvero, spiegatemelo, perché non capisco.

Che siano tifoserie, idee politiche, passioni letterarie, cibo (cazzo, pure il cibo avete fatto diventare una religione, cazzo) non esiste più il sano confronto di idee diverse, il diritto alle scelte personali finché non intaccano le libertà altrui, la possibilità di vivere diversamente.

No, in almeno un ambito bisogna salire su un piedistallo e gettare sdegno o ilarità su chi è diverso.

A priori.

E io non lo capisco.

Di più, non lo accetto.

E ce l’ho anche con me per quelle volte in cui sono tentato di farlo, sia chiaro: perché è troppo facile, troppo, perché sia anche giusto.

E uno penserebbe che persone che magari hanno subito atteggiamenti del genere si ricordino di quanto male possa fare e lo evitino: niente di più sbagliato, anzi, a volte sono i peggiori, come a trovare rivalsa altrove verso ciò che si è subito, con buona pace dell’empatia tra esseri umani.

Ripeto, spiegatemelo, perché io non capisco.

E chiarisco anche se non dovrebbe essere necessario: la liberà di opinione e di pensarla diversamente si ferma nel momento in cui le idee sono dannose per la società o per un’altra categoria di persone, per cui no, non è accettabile inneggiare a questa libertà per giustificare razzismo, omofobia o teorie pericolose come l’antivaccinismo.

Giusto per rimanere a scanso di equivoci.

About Aries

Finché potrò continuerò ad osservare. Finché osserverò continuerò ad imparare. Finché imparerò continuerò a crescere. Finché crescerò continuerò a vivere.

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