352. Vigilia

Alla fine ci siamo.
Domani, o al più tardi giovedì, ci sarà la prima risposta, quella che definirà ciò che avverrà dopo, mentre nel frattempo attendo l’altra che potrebbe arrivare da un momento all’altro.
Due risposte, quattro combinazioni possibili, da quella “meno peggio” (scusate, ma di “migliore”, qui, non c’è un cazzo) a quella che equivale a una vanga per scavare dopo aver toccato il fondo.

E io qui, alla vigilia di momenti che possono chiudere o almeno porre in chiusura questo periodo nero o dargli nuove ulteriori pennellate.

Ad aspettare.

Quello che, l’ho sempre detto, so fare peggio.

In mano ad altri, in tutto e per tutto.

Ad alcune persone di fiducia, ma anche a totali sconosciuti.

Giorni, settimane, mesi su una zattera in mezzo al mare in tempesta, a tenerla a galla, a ingoiare acqua salata, a riparare le assi perché non si stacchino.
E ora il mare è fermo, ma l’aria è carica di elettricità, le nubi massicce e spaventose, il silenzio assordante.

Aspettare.

Non permettendomi di sperare, perché il rischio del colpo sarebbe ancora più grande.

Aspettare.

Due telefonate.

Aspettare.

Niente pioggia, mare immobile, nubi terribili, tuoni in lontananza: si avvicinano o si allontanano?

Aspettare.

Quella luce tra le nubi sono fulmini o raggi di sole?

Aspettare.

E nel dubbio trattenere il respiro, anche se sarebbe meglio respirare.

Aspettare.

Laggiù c’è la terraferma, la vedo, non è così lontana. Ma per raggiungerla ci vogliono le forze e vento a favore e mare calmo.

E intanto aspettare.

About Aries

Finché potrò continuerò ad osservare. Finché osserverò continuerò ad imparare. Finché imparerò continuerò a crescere. Finché crescerò continuerò a vivere.

4 commenti

  1. Aspettare…..un esito, una risposta, una decisione di altri. L’esercizio più duro che esista.
    Aspettare e pazientare vanno a braccetto per logorante i nervi.

  2. https://it.wikipedia.org/wiki/La_zattera_della_Medusa#/media/File:JEAN_LOUIS_THÉODORE_GÉRICAULT_-_La_Balsa_de_la_Medusa_(Museo_del_Louvre,_1818-19).jpg

    In questo quadro Géricault non ha voluto rappresentare la nave che arriva in soccorso e che pure c’era in una prima versione, per aiutare lo spettatore a condividere l’ansia e la speranza dei naufraghi. Sono sulla tua zattera e aspetto notizie. Ma dietro la cornice la nave arriva.! ( sono sparita per qualche giorno, scusa, ma ero a coccolare la prole!) Ti abbraccio forte forte.

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