351. Batman V Superman (aka cronache di un film già per buona parte visto)

Dopo un incidente di percorso ho approfittato di una proiezione in lingua originale per vedermi il famoso (o famigerato?) Batman V Superman.
Come al solito cercherò di parlarne senza fare spoiler anche se, come dice il titolo di questo post, buona parte del film si vede nei trailer e non sto esagerando.

Non so bene da cosa partire, per cui penso andrò un po’ a ruota libera.
Iniziamo dicendo che Affleck, tanto vituperato al momento della scelta, è sicuramente un Batman adeguato al ruolo: fisicamente massiccio, appesantito, invecchiato, emotivamente svuotato; è nel ruolo e non penso gli si possa dire granché, così come è un ottimo Alfred Jeremy Irons, il cui accento inglese è un piacere per le orecchie e le cui battute fanno da degno contraltare alla durezza di Bruce Wayne.

Ma è inutile negarlo: la vera chicca del film è Wonder Woman. Nonostante il poco, ma adeguato, spazio, Gal Gadot riesce a portare sullo schermo una Diana Prince guerriera credibile e bad-ass woman come dev’essere: c’è una scena in cui, durante la battaglia, sorride per la sfida che sta affrontando e che secondo me racchiude perfettamente l’essenza dell’eroina amazzone di casa DC. Il suo film dovrà fornirle una sceneggiatura adeguata, perché l’attrice c’è, finalmente.

E Superman? Superman, per quanto mi riguarda, non riesce a sfondare. Henry Cavill dimostra sicuramente di avere il fisico adeguato, come già si era visto in Man of Steel, ma il suo Superman non ha controparte umana, mai. Anche quando è Clark Kent è solo Superman con gli occhiali, è distaccato, alieno, tanto convinto delle proprie posizioni da risultare quel dio distante che sostanzialmente è ma non vorrebbe essere. Superman è un personaggio difficilissimo da gestire e Snyder ha sicuramente incentrato il film proprio sullo scontro tra dio e uomo, ma questo porta a rendere Superman un personaggio con cui non si riesce a empatizzare, anche quando avrebbe la ragione dalla sua.
Il modo stesso in cui vengono rese le sue “debolezze” (l’amore per Lois e per sua madre) sembra appiccicato, come se “ci dovesse essere”, ma finisce per farlo sembrare una sorta di bambino iperpotente che però scodinzola subito verso la madre e la compagna.

Ma se entriamo nella sezione delle mancanze di sceneggiatura rischiamo di fare un post a parte.
Io non sono un gran critico e di solito tendo a sorvolare volentieri su molti aspetti godendomi lo scopo più che la perfezione di trama e facendo valere il più possibile la sospensione dell’incredulità.

Però.

Però, per quanto (lo ripeto) Superman sia un personaggio difficilissimo da gestire in quanto quasi onnipotente, non puoi ignorare alcuni suoi poteri quando ti fa comodo e usarli come discriminante in altri: non funziona e tende a irritarmi (e, come me, penso anche altri).
E, allo stesso modo, una motivazione seria a Luthor devi darla. Non basta piazzarlo lì, renderlo cattivo e (troppo) pazzo e stop.
Non funziona, non se ti fermi un secondo a pensarci.
Sembra che Snyder abbia detto “beh, sì, tutti sappiamo che Luthor è cattivo, quindi è sufficiente”.
No, Zack, non basta.
Luthor è un personaggio freddo, calcolatore, con una visione a lunghissima gittata e la capacità di vendersi per quello che non è.
Luthor equivale, nel mondo di Superman, a quello che Wilson Fisk era nella prima parte della prima stagione di Daredevil, solo più in grande.
Luthor è un Frank Underwood di House of Cards portato all’ennesima potenza.
Questo Luthor, invece, è quasi un Joker Supermaniano e di Joker, spiacente, ce n’è solo uno.

Parlando invece della distribuzione interna del film, ho trovato una prima parte veramente lenta a fronte di una seconda con fin troppa azione, ma stiamo parlando di un Vs di supereroi, per cui la seconda ci può stare, ma la prima fa aspettare davvero troppo prima di ingranare con l’azione. Un montaggio diverso o un minore soffermarsi su certe scene sarebbe stato utile: ad esempio, era davvero necessario mostrarci di nuovo la scena della morte dei genitori di Bruce Wayne? Anche le rocce conoscono le sue origini, diamole per scontate una volta per tutte.
Stesso discorso per alcune scene prettamente oniriche: una in particolare sembra piazzata lì per esigenze di film futuri, ma è troppo lunga per non essere influente nel film.

E da qui ci colleghiamo ai brevi cameo in cui compaiono i futuri membri della Justice League: scusate, ma per me Ezra Miller non è e non può essere Barry Allen; bravo attore, nulla da dire, ma il ruolo non è per lui (indipendentemente dal fatto che Grant Gustin stia facendo un ottimo lavoro sulla controparte telefilmica).
Aquamna invece è semplicemente Khal Drogo buttato in acqua: mi aspettavo di vedere comparire Danaerys da un momento all’altro.

Lasciatemi, però, difendere anche un po’ il film da alcune critiche che ho letto, soprattutto relativamente a Wonder Woman e Batman.
Ho letto chi diceva che non si capiva perché Wonder Woman fosse lì: evidentemente vi siete distratti, perché la sua presenza e le sue azioni sono chiare e ben precise, anzi, sono forse le meglio definite del film.
Ho anche visto lamentele sul comportamento violento di Batman, affermando che Bruce Wayne certe cose non le farebbe mai: ora, a parte che questo Batman è praticamente quello di Miller in Dark Knight Returns e quel pipistrello non era certo uno che giocava pulito, la svolta violenta del personaggio è criticata internamente anche da Alfred e in parte giustificata da vari dialoghi; si può obiettare che non sia abbastanza e posso capirlo, ma che non ci siano motivazioni, quello proprio no.

Ecco, se vogliamo buona parte delle critiche che si possono fare alla trama stanno lì: troppe volte alcune motivazioni sono nascoste in parole o fatti solo accennati, facilmente perdibili e di certo non adeguatamente sottolineati; troppo facile che si dissolvano in due ore e mezza in cui c’è così tanta carne al fuoco.

Da quel che scrivo può sembrare che il film sia del tutto bocciato. No, secondo me è un film che comunque si vede volentieri e che raggiunge la sufficienza o qualcosa di più, anche grazie agli spunti filosofici che Snyder ha voluto approfondire. Solo che Snyder non è un regista che riesce a fare tutto ciò che vorrebbe e qui si percepisce.  L’intenzione era che fosse epico, ma per me rimane solo godibile. L’intenzione era che fosse emozionante e coinvolgente, ma per quanto mi riguarda la parte empatica è stata completamente assente.

Però vedere tre personaggi iconici insieme sullo schermo è qualcosa che comunque stuzzica il nerd che è in me, vedere un Affleck riscattato mi fa piacere e, soprattutto, quella Wonder Woman è una vera soddisfazione.

Ma, almeno per quanto mi riguarda, la Marvel rimane ancora un’altra cosa, sebbene confidi veramente tanto in Suicide Squad.

Vedremo cosa porterà il Civil War di mamma Marvel, appunto

About Aries

Finché potrò continuerò ad osservare. Finché osserverò continuerò ad imparare. Finché imparerò continuerò a crescere. Finché crescerò continuerò a vivere.

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