346. Senza argini

Mezzanotte e cinquantatré minuti, anzi cinquantaquattro.
Un altro giorno senza risposte è passato, ma ormai i tempi sono stretti e qualcosa arriverà.
Se non fosse chiaro, questa è una di quelle sere in cui il non sapere cosa scrivere farà sì che vada a flusso di pensieri, concatenando una serie di “nulla” probabilmente da record.

Tutto cambia, quasi mai nel modo in prevedi, spesso neanche nel modo in cui vorresti.
Cose che ritenevi in qualche modo “status quo” che si sbriciolano sotto l’effetto di poche, a volte impercettibili e altre macroscopiche, variazioni.
Destabilizza, anche uno come me che ama il cambiamento, cosa che potrebbe sembrare una contraddizione in termini, ma in realtà è piuttosto coerente: il cambiamento è vitale e importante, ma quando arriva a ondate distruttive da più fronti e va a toccare anche qualcosa che non si pensava, allora si sarebbe stupidi se non ci si sentisse destabilizzati.

Ma tireremo le fila, quando sarà il momento.
Chiuderemo rapporti (anche se di alcuni sarebbe più giusto dire “non cercheremo di riportarli in vita”, dato che stanno già morendo di per sé), ne ridimensioneremo altri.

Si farà spazio.

Spazio dall’unidirezionalità, spazio dalle parole non corrispondenti ai fatti, spazio dal veleno mentale, spazio (si spera) dalla superficialità.

Via.

Che per troppo, troppo tempo ho dato più peso, magari, a qualcosa di positivo rispetto ai contraltari negativi.
Troppe volte mi sono detto “sì, dai, però c’è questa cosa buona”.
Troppe volte ho digerito negatività.
Troppe volte ho sorvolato su cose che non mi andavano a genio in nome di un qualcosa che però sembrava positivo.

Basta.

Via.

Ho bisogno di positività, di costruttività, di affidabilità, di calore, di onestà di sentimenti, di reciprocità.

Basta perdere tempo con ciò che alla fine consuma più energie di quante ne doni.
Basta dire “ma sì, cosa vuoi che sia?”.

Il tempo è limitato.

Basta sprecarlo.

Mi costringerò ad accettare che per certi comportamenti non c’è un perché: è una cosa che odio, ma va imparata, altrimenti ci si consuma nel tentativo di capire.
Accetterò e trarrò conclusioni.
Alcuni neanche se ne accorgeranno, per quanto poco importa loro.
Qualcuno sì.
Quel qualcuno (o meglio quei qualcuno) mi facciano un favore: non vengano a chiedermi perché.
Lo chiedano a loro stessi.
Se la risposta sarà che non lo sanno, che è colpa mia, che sono stronzo io, che probabilmente tutto questo mi ha cambiato, va bene così: se la tengano come scusa. Rassicurante, senza dubbio.

Sarà una conferma.

Va bene così.

Facciamo spazio o, per lo meno, aria, che serve.

About Aries

Finché potrò continuerò ad osservare. Finché osserverò continuerò ad imparare. Finché imparerò continuerò a crescere. Finché crescerò continuerò a vivere.

4 commenti

  1. È tempo che perdi e nessuno ti restituirà

  2. “Ho bisogno di positività, di costruttività, di affidabilità, di calore, di onestà di sentimenti, di reciprocità.
    Basta perdere tempo con ciò che alla fine consuma più energie di quante ne doni.”
    in questo momento queste frasi rispecchiano in pieno i miei desideri perchè non può esserci futuro senza costruttività, nè reciprocità se non c’è sincerità e onestà di sentimenti.
    Le energie che si spendono nei rapporti non sono mai perse se si donano con il cuore, ma a lungo andare la reticenza e il silenzio anche se sono personali non portano ad aperture ma solo a provocare altre chiusure. Sto cercando di imparare a tenere aperte le porte per far entrare aria e luce, ma una vita da single non sempre aiuta.. 😛 mi metto in entrambi i panni e ci penso.
    Se posso permettermi solo se ne vale la pena la paura e l’ansia si chetano e ti permettono di uscire dal guscio. E ci vuole pazienza e amore reciproco per mantenere o tenere per mano un rapporto che sia di amicizia o di amore o di coppia.. ehmmm credo. Sai la teoria a volte non si traduce in pratica, ma ci si prova ogni volta..

    • Hai perfettamente ragione su ogni punto ed è proprio lì che sta la questione. E’ vero che quando una cosa è fatta con amore non è persa, ma è anche vero che quando la direzione è univoca finisce per non essere più alimentata ed esaurire le energie.

      Comunque sì, ci si prova sempre 🙂

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