325. Qui ci vorrebbe un titolo accattivante, ma è tardi e non mi viene, quindi va bene così.

Che poi il 26 febbraio era il compleanno di mia madre.

E anche il 2 marzo.

E no, non sto a spiegarlo, forse l'ho spiegato tempo fa, forse no, ora non ne ho voglia.

E il 7 sarà quello di mio padre.

79 anni lei. 81 lui.

Se.

Ma i se non servono a niente, i what if sono meravigliose (o orribili, dipende dai casi) seghe mentali ottime per storie di fantascienza, fumetti e poco altro, almeno fino al giorno in cui potremo visitare realtà alternative.

Uno (due) compleanni passati, uno a venire.

Niente post al riguardo, quest'anno.

A dire la verità non ci ho neanche pensato tantissimo.

Sono talmente sovraccarico di pensieri, preoccupazioni e quant'altro che non ci ho pensato e non so neanch'io come questa cosa mi faccia sentire.

Non stare male come al solito per il compleanno di qualcuno che ci manca ci rende meno sensibili? Vuol dire che stiamo dimenticando? Che stiamo lasciando andare?

E, di contraltare, quanto è giusto stare male in ogni ricorrenza che riguarda chi ci manca? Il dolore e il ricordo sono sempre un po' residenti, per cui non sarebbe giusto vivere al meglio invece di sentire quelle fitte?

Facile a dirsi, per me è sempre stato difficilissimo a farsi.

Non so quale sia la cosa giusta.

Probabilmente non ce n'è una.

In molti casi non esiste la cosa giusta.

Qual è la cosa giusta con Zen?

Lasciarlo spegnere in questo modo?

“Aiutarlo”?

Cosa spinge a fare una scelta piuttosto che un'altra? Amore? Coraggio? Vigliaccheria?

Non lo so e nel dubbio mi prendo cura di lui.

Finché riesce.

Finché riesco.

E intanto la vita sembra una scacchiera in cui i pezzi si stanno disponendo prima dell'attacco finale.

Le strategie si definiscono, gli alfieri vanno all'attacco, si spera che la difesa del Re tenga.

Magari ci si dispone in modo che siano possibili più attacchi, che non si sa mai.

Ma poi bisogna aspettare: che il gioco evolva, che l'avversario muova, che una mossa abbia effetto.

Sapendo aver pazienza.

Cercando di non sbagliare neanche una mossa.

Di non perdere pezzi.

Qualche giorno.

Poi qualcosa si definirà.

Potrà essere la luce o l'oscurità, ma nel frattempo provo ad accendere un lumino di sicurezza.

Qualche giorno.

Non per il compleanno di mio padre.

Non penso neanche per la festa della donna.

Qualche giorno.

Luce.

Buio.

Crepuscolo.

Tramonto.

Qualche giorno.

Ed è ora di portare Zen a dormire.

About Aries

Finché potrò continuerò ad osservare. Finché osserverò continuerò ad imparare. Finché imparerò continuerò a crescere. Finché crescerò continuerò a vivere.

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