317. Di salici nel vento

Si torna.

Zen mi ha aspettato, piccolo grande guerriero.

Ogni giorno più stanco e barcollante, ma mi ha aspettato.

Mi stringe il cuore vederlo così, ma mi ha aspettato.

Ed è l'unico motivo per cui tornare è stato importante.

Ma lo schiaffo del ritorno è comunque violento.

Violento perché, comunque, torno a vederlo così.

Violento perché tornano a capofitto pensieri e paure da affrontare e in qualche modo risolvere.

Violento perché viaggiare per distrarsi funziona fino al momento in cui torni.

Poi pensi al sorriso di quella signora anziana, in carrozzina, che ci ha salutati stamattina uscendo dalla casa dei nostri amici.

Ci ha chiesto di dov'eravamo, ha chiacchierato con noi, si è fermata per andare in palestra.

Il corpo l'ha tradita, la mente no.

Ricorda che a tutto (o quasi) ci si adatta e reagisce, anche se sembra impossibile.

Un ricordo che dovrebbe tenersi stretto il ragazzo che ha attaccato bottone con noi in metropolitana sentendoci parlare italiano.

Trovato il coraggoi di partire da Palermo, ha scordato che non basta partire per essere qualcos'altro.

“Ti impongono la lingua, qui”, “Non c'è il sole”, “Non è come a casa”.

La signora era un salice che si piegava, il ragazzo un asse pronto a spezzarsi.

Perché non puoi partire non essendo pronto a cambiare.

Non puoi cambiare luoghi pensando che tutto sia uguale.

Non puoi cercare il cambiamento per poi fuggirne le conseguenze.

E hai ragione, ragazzo mio, quando dici di sentirti solo e hai tutta la mia stima e la mia ammirazione per volerci comunque provare: ma se non diventi salice, fidati, quel tentativo non servirà a nulla.

Quella signora ha molto da insegnare.

A te, che un piede l'hai lasciato ancora indietro.

A me, che le paure mi stanno irrigidendo.

A noi, quando temiamo che sia la fine.

Non è la fine.

Non ancora.

Non finché stiamo respirando.

Tutto sta a iniziare a convircersene.

Come fosse facile.

Ma ci sono forse altre vie?

About Aries

Finché potrò continuerò ad osservare. Finché osserverò continuerò ad imparare. Finché imparerò continuerò a crescere. Finché crescerò continuerò a vivere.

2 commenti

  1. Ma se uno decidesse per esempio di mollare?

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