290. Memoria?

Non posso scrivere un post sulla Giornata della Memoria, non come vorrei: non ho la competenza e, di sicuro, non amo le frasi fatte.

L'importanza di ricordare gli abissi che sono in grado di raggiungere esseri appartenenti alla nostra specie è innegabile e imprescindibile, spero che chiunque mi segua sia d'accordo.

Non posso neanche scrivere un post particolarmente originale, perché ciò che voglio dire stasera non sono il primo, l'unico o il migliore a dirlo.

Però non riesco a stare zitto, per cui pazienza.

C'è che si riempie la bocca, oggi.

 

Chi parla di “errori da non dimenticare”, chi mostra contrizione, chi esprime solidarietà, chi si riempie bocca e dita di belle parole.

Condividono la frase sul “poi portarono via me perché non c'era rimasto nessuno a difendermi”.

Condividono foto e immagini.

Già.

Poi esultano se un barcone di profughi si ribalta.

Poi manifestano contro i diritti di altri esseri umani.

Poi vogliono passare con le ruspe per spianare persone.

Vogliono credere di essere diversi dai mostri di settant'anni fa.

Vogliono mostrare di essere civili.

Vogliono vendersi per ciò che non sono, costruendo un dipinto sorridente e fingendo che sia uno specchio, perché lo specchio mostra qualcosa che non vogliono vedere.

Sono loro.

Sono gli stessi.

Cambiano i volti, cambiano i nomi, ma sono esattamente gli stessi carnefici nascosti dietro una maschera che solo tra loro simili si convincono sia reale.

 

Io li guardo, li leggo e provo solo una cosa.

 

Disgusto.

E paura.

E rabbia.

Ma soprattutto disgusto, soprattutto oggi, soprattutto quando il rispetto dovrebbe essere reale.

 

Ma questa è stata la Giornata della Memoria, non, purtroppo, della Decenza.

 

About Aries

Finché potrò continuerò ad osservare. Finché osserverò continuerò ad imparare. Finché imparerò continuerò a crescere. Finché crescerò continuerò a vivere.

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