242. Uniti

La vita metropolitana, è rinomato, spesso tende a isolare.

Si cammina per la propria strada senza guardare in faccia nessuno o quasi, assordi nei pensieri, nei problemi di tutti i giorni o semplicemente troppo abituati a non dare confidenza a nessuno.

Anche sui mezzi pubblici, anzi, soprattutto sui mezzi pubblici è così: testa bassa sul cellulare o su una rivista o un libro, cercando di evitare il più possibile lo sguardo e, ovviamente, il contatto col prossimo.

Ma ci sono esperienze che, anche su un terreno tanto ostile, possono unire.

Traumi, momenti difficili, emergenze che portano le persone a tornare ad aprirsi, a comunicare, a sorridersi addirittura.

Tipo oggi.

Stamattina, per la precisione.

Eravamo in metropolitana, erano all'incirca le 9.15 di un mattino lavorativo milanese.

Sguardi seri se non truci, l'espressione di chi sarebbe volentieri altrove.

Poi, all'improvviso, qualcosa ci ha uniti, qualcosa è riuscito a superare gli ostacoli, facendoci fare fronte comune verso un'esperienza troppo difficile per essere attraversata da soli.

È passato l'annuncio dell'ATM in inglese.

O meglio.

È passato l'annuncio dell'ATM in una lingua che sta all'inglese come Totò e Peppino stavano all'italiano in quel famoso film.

Poche parole.

L'intuito ad aiutare ciò che la conoscenza della lingua avrebbe impedito.

Sguardi increduli che si incrociano.

E immediatamente dopo un'ondata fragorosa di risate liberatorie condite da “ma sul serio?” “oh mio dio” “non si può sentire” e altre chicche del genere.

Eravamo uniti nello sconforto e nella leggerezza di sapere che non eravamo soli.

E di questo dobbiamo ringraziare ATM.

Che, ne sono certo, non ha fatto questi annunci perché non ha neanche mezzo impiegato in grado di parlare in inglese.

No.

Loro hanno fatto questi annunci per farci sentire uniti in un periodo di festa come questo.

Malfidenti che non siete altro.

Già.

About Aries

Finché potrò continuerò ad osservare. Finché osserverò continuerò ad imparare. Finché imparerò continuerò a crescere. Finché crescerò continuerò a vivere.

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