224. Jessica Jones

Strano il mio rapporto con le serie Marvel prodotte da Netflix. L’iter è di solito che, all’annuncio, qualcosa mi renda dubbioso e che poi, messo davanti al prodotto finito mi tocchi ricredermi pesantemente.

Quando annunciarono Daredevil, ad esempio, la scelta per l’attore che avrebbe interpretato Foggy mi sembrò opinabile: bastarono 10 minuti di visione per capire quanto mi fossi sbagliato.

Nel caso di Jessica Jones, i dubbi erano ancora maggiori, a partire dal fatto che producessero una serie su questo personaggio.

Un conto, dicevo, era Daredevil: personaggio iconico, sicuramente non ben sfruttato al cinema, ma con potenzialità pazzesche e, comunque, mediamente famoso.

Jessica Jones non esisteva che da pochi anni e non era sicuramente un personaggio mainstream: le storie erano difficili, oscure, il personaggio non aveva caratteristiche evidenti. Erano storie splendide, sia chiaro, ma come avrebbero atto ad arrivare al pubblico?

Poi, visto il lavoro fatto su Daredevil, ho pensato che forse sarebbero riusciti nel loro intento, magari proprio sull’onda del capostipite, ma ancora mi chiedevo come Krysten Ritter, che non conoscevo come attrice, si sarebbe adattata al ruolo: mi sembrava troppo carina, temevo non rendesse bene.

Ovviamente sbagliavo completamente.

Jessica Jones è in tutto e per tutto una seria ben riuscita, ben scritta, ben recitata ma, sopratutto, ben focalizzata.

Gli autori hanno compreso perfettamente l’essenza di un personaggio come Jessica e ne hanno estrapolato le storie in una narrazione convincente, intensa, pressante.

Paragonare Jessica Jones a Daredevil è, onestamente, assurdo, anche se potrebbe venire spontaneo: i personaggi sono agli antipodi come motivazioni, come scelte ma anche come nemesi che si trovano ad affrontare.

Se in DD ci troviamo davanti un uomo spinto solo dalla volontà di fare del bene, di essere un cambiamento nella sua città e che deve confrontarsi con un nemico formidabile ma umano, Jessica Jones è una donna che mette in dubbio costantemente le proprie scelte e che cerca di riprendersi dal trauma peggiore che possa capitare a un essere umano senza morire avvenutole proprio quando aveva deciso di provare a fare del bene.

A cosa porta fare del bene, per Jessica? A cosa porta provarci?

A essere ferita.

A essere sola.

A vedere persone morire intorno a lei e sentirsi responsabile per questo.

Matt Murdock vuole fare la differenza, Jessica Jones si trova a doverla fare spesso suo malgrado, perché non può essere diversa.

E questo nonostante sia una stronza, nonostante si ubriachi per tenere a bada i traumi, nonostante sia spinta a fuggire prima che ad agire: alla fine la sua natura la porta a provarci. A essere disposta a sacrificarsi. Anche a morire, se necessario. Ma non perché lo voglia, solo perché non saprebbe fare diversamente. Jessica è una stronza che protegge una persona ferita. Matt è un uomo ferito che vuole essere il duro ma buono che serve alla sua città.

E anche se sia Matt che Jessica si muovono soprattutto in Hell’s Kitchen, Matt è circondato da molti più elementi positivi di Jessica.

Intorno a lei ci sono persone magari potenzialmente buone ma tutte, in qualche modo, spezzate: chi dalla vita, chi da Kilgrave (la nemesi della serie), chi dalla propria famiglia, chi da Jessica stessa.

Nessuno è intero, nessuno è totalmente (o quasi, forse un’eccezione o due ci sono) buono, nessuno è sano.

E in un un mondo così oscuro si aggira il personaggio più inquietante di tutti, Kilgrave, interpretato da un David Tennant in stato di grazia che, ogni volta che appare sullo schermo, lo riempie con la propria interpretazione: bravissima la Ritter a tenergli testa. Non è facile, ma ci riesce.

Kilgrave, di cui ho già parlato un paio di giorni fa, è uno dei personaggi più inquietanti potessero essere portati sullo schermo: il suo potere lo rende capace di fare dubitare chiunque delle persone che lo circondano e il suo totale disinteresse per gli esseri umani lascia alle sue spalle un sentiero di sangue da far sì che al suo confronto il Joker di Ledger sia un angioletto.

Kilgrave funziona perché (escludendo i suoi poteri) è realistico.

Ordina agli altri di uccidere o uccidersi e quindi afferma di non aver mai ucciso nessuno.

Ordina alle donne di far sesso con lui e si convince che era ciò che loro volevano.

Vorrebbe essere amato, ma ha la concezione dell’amore di un ragazzino sociopatico e serial killer.

Kilgrave sminuisce ogni cosa lui abbia fatto.

“Come on”, dai, cosa vuoi che sia.

Dai, che l’hai voluto.

Dai, è morto, ma era una persona inutile.

Difficile non associarlo a persone reali anche se non dotate di poteri.

In questo telefilm non ci sono supereroi, ma non ci sono neanche eroi: non quelli senza macchia, non quelli che non giungerebbero mai a compromessi.

Non ci sono gli Avengers, qui, anche se l’universo narrativo è lo stesso.

Qui ci sono persone comuni che cercano di non morire.

Gli Avengers salvano il pianeta distruggendo anche palazzi.

Qui ci sono le persone che, in quei palazzi, vivevano.

Un noir coi controfiocchi, quindi, in cui i poteri sono solo una scusa per raccontare una storia.

E, come già avvenne per Daredevil, ora inizia l’astinenza.

Prossima tappa: Daredevil season 2 e Luke Cage, ma sono ancora troppo troppo lontani.

“Non riesco a capire come facciate a vivere così. Ad aspettare che la gente faccia quello che volete.” (Kilgrave)
 
“Sai, la tua amica è davvero una stronza cazzuta. Ma sotto la scorza…” “Rimane una stronza cazzuta.” (Claire Teple e Luke Cage)
 
“Non è colpa mia” “Ecco, questa è una cosa che odio. Vorrei che fosse sempre colpa mia. Nel bene e nel male. Perché così potrei pensare di avere sempre il controllo” (Jessica Jones e Claire Temple)
 
“Abbiamo bisogno di un segnale. Qualcosa che non diresti mai di solito” “Tipo ‘ti amo’” (Trish Walker e Jessica Jones)
 

 

About Aries

Finché potrò continuerò ad osservare. Finché osserverò continuerò ad imparare. Finché imparerò continuerò a crescere. Finché crescerò continuerò a vivere.

2 commenti

  1. Premetto che ho guardato solo le primissime puntate (e poi ho gettato uno sguardo ai pezzi con Tennant, che è stratosferico), ma Jessica Jones non mi coinvolge molto.
    Forse è perché i primi episodi sono più lenti degli altri (io sospetto che sia perché nei primi episodi Killgrave è solo un accenno, un ricordo che assume i contorni di un incubo), ma per il momento la signorina non mi convince, al contrario di Daredevil, che ho adorato fin dal primo fotogramma.
    Vedremo gli sviluppi. 😉

    • A me, invece, come avrai capito è piaciuto molto, anche e soprattutto per le differenze con Daredevil, proprio perché volevo qualcosa di diverso. I primi episodi sono in crescendo di tensione ed è una cosa che mi piace molto, così come la presenza solo accennata di Kilgrave in quella fase. Poi, ovviamente, mica detto ti piacerà per forza 😉

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