196. Regolamento

Lettera circolare allo staff.

Gentile umano. In quanto titolari felini di ogni diritto su questa abitazione, abbbiamo sempre ritenuto scontati quali fossero i diritti (nostri) e doveri (tuoi) in vigore nella suddetta.

Numerose lamentele e borbottii da noi percepiti, però, rendono necessario che vengano fornite delle regole di base che sei fortemente invitato a rispettare, così da evitare spiacevoli equivoci e fraintendimenti futuri.

  1. I cuscini apposti sul divano devono essere adeguatamente disposti: per “adeguatamente” si intende che debbano garantire la costanza e la varietà, così che io possa decidere di volta in volta se andare nel mio posto preferito o cercarne uno nuovo preferito. Nel dubbio debbono essere lasciati tutti liberi.
  2. I capi di abbigliamento disposti su una qualunque superficie devono essere vidimati personalmente dal sottoscritto, così che ne sia garantita la certificazione. I preziosi peli ivi rimasti serviranno a confermare l'avvenuta verifica. Il personale è fortemente invitato a non rimuoverli, pena un'ulteriore seduto di certificazione che, comunque, non viene esclusa in caso di capi particolarmente caldi o comodi.
  3. Il contatto fisico è apprezzato esclusivamente su richiesta. Qualunque altra situazione è equiparabile a molestie e come tale perseguita.
  4. In riferimento al punto precedente appare ovvio che il calore corporeo del personale debba essere messo a disposizione dei titolari, anche nei casi in cui le temperature percepite dal suddetto fornitore di calore corporeo possano generare un certo disagio. Il benessere dei titolari ha sempre la precedenza, come ogni membro dello staff dovrebbe sapere.
  5. L'orario del pasto diurno è fissato per le 12, con possibilità di essere anticipato alle 10 o anche prima, su capriccio inappellabile desiderio dei titolari. È dovere del personale provvedere quanto prima per evitare la morte per inedia dei padroni di casa. Ogni forma di vocalizzazione è da considerarsi formale richiamo e preannuncia possibili ripercussioni.
  6. Non esistono orari per i pasti diversi da quello diurno. Il che significa che ogni orario è adeguato per fornire nutrimento ai padroni di casa che ne saranno piacevolmente soddisfatti.
  7. Non è previsto che il personale possa nutrirsi senza che vengano fornite adeguate porzioni ai padroni di casa: tale regola, che potrebbe sembrare superflua rispetto alla precedente, è volta a verificare la qualità del cibo del personale e, in aggiunta, a evitare che il personale stesso si sovralimenti. In caso di mancata fornitura di adeguate porzioni, i padroni di casa si arrogheranno il diritto di servirsi direttamente dal piatto del personale che, a questo punto, dovrà considerarsi avvertito.
  8. La scelta del cibo da fornire ai padroni di casa dev'essere adeguata agli umori degli stessi. Appare evidente che un qualunque alimento adorato il giorno prima possa diventare il peggior nemico il giorno dopo. I padroni di casa non sono monotoni. Che il personale si adegui.
  9. Il cibo umido è troppo poco. A prescindere.
  10. Le assenza del personale sono poco tollerate, data la possibilità di esigenze impellenti (cibo, attenzioni corporei, calore, pulizia) da parte dei titolari. Sono accettabili esclusivamente quelle necessarie a procacciare il cibo. L'utilizzo di personale in subappalto è una soluzione temporanea accettata per brevi periodi ma che comporta ripercussioni nei confronti del personale ufficiale.
  11. La natura artistica dei padroni di casa si rivela anche nei momenti in cui il loro apparato digestivo decide di rigettare parte di quanto mangiato. In tali momenti, i padroni di casa amano dare sfoggio delle proprie velleità distribuendo il cibo parzialmente digerito in modo casuale e ampio. Si tratta di un'opera d'arte estremamente apprezzata nella comunità felina e non è pertanto chiaro il motivo delle lamentele anche piuttosto volgari giunte alle nostre orecchie provenienti dal personale.
  12. A tal riguardo si richiama il personale a un maggior contegno linguistico. Frasi come “piantala di rompere le palle”, “se miagoli ancora finisci nel forno”, “hai mangiato cinque minuti fa, scassamaroni che non sei altro”, “hai appena vomitato e già vuoi mangiare, dannata fogna” e simili non sono adeguate al contesto né tanto meno apprezzate. Il loro ripetersi porterà a conseguenze spiacevoli, come un'incremento della diffusione degli escrementi nei locali dell'abitazione, agguati notturni, vocalizzazioni improvvise multitono e qualunque altro provvedimento che dovessimo trovare opportuno.

Certi di un'adeguata accoglienza, rimaniamo in attesa di conferme e proteste che, comunque, non verranno accolte.

Distinti saluti,

gli aventi ogni diritto.

 

 

About Aries

Finché potrò continuerò ad osservare. Finché osserverò continuerò ad imparare. Finché imparerò continuerò a crescere. Finché crescerò continuerò a vivere.

Un commento

  1. per il punto 12 consiglio al personale di NON fiatare, ma di prendere in mano la teglia, le patate, il rosmarino ed aprire il forno, facendo platealmente vedere al titolare, o titolari di casa, tutto l’ambaradan…a buon intenditore poche parole!

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