167. Fill-in

Ore 1.59 di un sabato (ormai domenica, anzi, proprio domenica, ma ai fini del blog è sabato, va beh, ci siamo capiti) atipico.

Atipico perché è il secondo week-end che non ci vediamo con Miss Sauron per motivi vari (e un po' rompicazzo, diciamocelo).

Atipico perché mi sono alzato a mezzogiorno e non mi capitava da una vita (e il fatto di essere andato a letto alle 3 del mattino perché stavo sperimentando dei morphing non depone a mio favore).

Atipico perché l'ho utilizzato per fare la spesa, comprare camicie, camminare.

Dove “camminare” significa partire con l'idea di fare due passi e finire partendo da Corso Buenos Aires e arrivando a Piazza Piemonte con breve sosta in piazza Gae Aulenti.

Per i non milanesi: è tanta strada. Tanta.

Atipico perché ho mangiato fuori sia a pranzo che a cena, cosa che non capita praticamente mai (ma dopo aver camminato tutti quei chilometri non ci pensavo neanche lontanamente a tornare a casa e cucinare. Affatto).

Atipico perché mi sono lasciato portare da musiche diverse dalle solite, lasciando la playlist Workout che, di solito, mi uso per le passeggiate e facendo scorrere al suo posto la neonata Night che neanche so di preciso se e quanto durerà.

Ma camminare per la città con certe canzoni fa effetto.

Passeggiare con Mad World mentre la gente ti scorre accanto.

Sentire It's Probably Me e pensare a quegli amici che dovevano esserci per sempre chiedendoti quanto fosse il loro per sempre.

Guardare la torre in Piazza Gae Aulenti mentre i Crusaders raccontano della loro Street Life.

Camminare in Corso Garibaldi con Slave to love che, sempre, consideri una vera strappamutande.

E ancora Good Riddance e Carrying you, la musica di Laputa su cui, lo ammetto, l'altra sera ho pianto. Senza un motivo. O per qualunque motivo. Non lo so.

Un sabato finito col finale alternativo di Evangelion, con qualche altra foto digitalizzata (e quell'assurdo album di foto estive con commenti che mi ero inventato quando avevo la metà dei miei anni attuali).

Un sabato concluso con un gatto che decide che non esiste posto migliore in cui vomitare che sotto il letto.

Quindi vado a pulire, passo e chiudo.

E se qualcuno trova un significato recondito a questo post, mi avvisi, che sono curioso anch'io.

About Aries

Finché potrò continuerò ad osservare. Finché osserverò continuerò ad imparare. Finché imparerò continuerò a crescere. Finché crescerò continuerò a vivere.

2 commenti

  1. vorrei una volta entrare nelle tue playlist….mi sa che troverei dell’ “inquietanza” massima…..ma anche delle chicche mi sa, (tolto il fatto che ami gli anni 80…che io aborro!!)

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