163. Inside Out

Lo ammetto, mi aspettavo molto dall'ultimo film di casa Pixar. Un po' da quando avevo visto i trailer, a maggior ragione dopo avere letto le prime recensioni di oltreoceano e i commenti una volta arrivato in Italia.

Per questo motivo temevo anche parecchio il rischio delusione, come spesso accade quando ci si aspetta qualcosa di fantastico e ci si ritrova qualcosa di carino.

Direi che in questo caso il rischio è stato scongiurato.

Non ho intenzione di entrare nella trama: probabilmente molti sapranno di cosa parla, ma preferisco comunque lasciare il piacere della visione.

Quel che però voglio dire è che raramente si trova un film a cartoni così perfettamente bilanciato: l'ironia, l'approfondimento, la commozione, la serietà, anche il messaggio stesso sono inseriti in modo perfetto, al punto giusto senza che mai uno sovrasti l'altro e porti la bilancia a pendere dal lato sbagliato.

Come dicevamo con la Streghetta che mi ha accompagnato, probabilmente il motivo principale è che per fare un film del genere non si deve puntare solo ai bambini: Inside Out è sicuramente un film che ogni bambino si divertirà a vedere, ma è innegabile che tanti aspetti sono perfettamente comprensibili solo agli adutli, lasciando loro in bocca tanti sapori differenti.

Cinque, per la precisione, uno per ognuno dei sentimenti portanti del film, Tristezza inclusa.

Perché crescere, ma anche evolvere, è esattamente questo: imparare che tutti i sentimenti sono importanti, che tutti danno il loro contributo a renderci ciò che siamo e che sopprimere quelli negativi non potrà mai portare a nulla di buono.

D'altronde come riconosceremmo la luce se non conoscessimo il buio, si dice spesso: una frase che può sembrare fatta, quasi da Baci Perugina, ma che porta con sé una verità sostanziale.

Paura, Rabbia, Disgusto, Tristezza, Gioia (e i tanti altri che conosciamo nella vita reale ma che potremmo vedere come loro combinazione) sono una squadra. Se funzionano bene siamo vivi, completi, forti. Ma se uno di loro prende il sopravvento o sparisce, prima o poi tutto crolla.

Sì, anche la Gioia.

Soprattutto la Gioia.

Andate a vederlo, gustatevelo, magari non vi commuoverete (molti l'hanno fatto, io stavolta no, ma verso la fine il rischio ci poteva essere) ma vi sentirete probabilmente arricchiti e avrete pure riso.

Non mi sembra male come affare.

PS: se proprio devo trovare un difetto, citiamo il corto a inizio film. Tra i tanti prodotti deliziosi che ci ha regalato la Pixar questo è veramente sotto tono. Assolutamente dimenticabile.

 

 

About Aries

Finché potrò continuerò ad osservare. Finché osserverò continuerò ad imparare. Finché imparerò continuerò a crescere. Finché crescerò continuerò a vivere.

4 commenti

  1. L’ho visto questa estate in Svizzera in una sala di cinema strapiena di adulti e nemmeno un bimbo. Bello, spiritoso e intelligente. Devo dire che mi è piaciuta maggiormente la prima parte mentre ho trovato un po’ “tirata” la seconda, comunque godibile. Oh ridevano pure gli svizzeri! 😉

  2. Mah, quello di Frozen, dove Elsa aveva il raffreddore e starnutiva tanti piccoli pupazzi di neve troppo allegri era peggio. Di cortometraggio, intendo. 😉

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.