160. Insieme

Da che mi ricordi ho sempre avuto un debole per un certo tipo di espressioni artistiche “musicali”, siano esse danza, canto o strumentali: gli insiemi.

Mi spiego meglio.

Ho sempre amato quelle situazioni in cui un gruppo di persone balla in modo sincrono (con, magari alcune variazioni), l'armonie delle orcheste e il cantare in gruppo fino ad arrivare ai cori veri e propri.

Il motivo penso sia legato al concetto di armonia tra individui, alla capacità, tra persone mosse dallo stesso sentimento (sia esso una passione, un lavoro, o la voglia pura e semplice di stare insieme) di ottenere qualcosa di magico nella sua fusione.

Anni fa circolava un flash mob girato, mi sembra, a Chicago durante un'esibizione dei Black Eyed Peas. Migliaia, letteralmente, di persone erano riuscite ad armonizzarsi per ottenere qualcosa di strepitoso.

E così, giusto per fare esempi banali, ho sempre amato la parte di gruppo del finale di Dirty Dancing, o alcuni video anni '80 molto spostati in quella direzione.

E sensa andare troppo lontano, penso a quei momenti in cui ci si trova a cantare insieme tra amici o in coppia, spontaneamente, guardandosi sorridendo.

E ancora la musica di un'orchestra di dimensioni medio grandi, coi vari strumenti coordinati alla perfezione a fondersi in un'unica grande magia.

Stanotte mi è capitato lo stesso.

Deciso quasi per caso di andare in Piazza Duomo ad assistere all'esibizione dell'Italian Gospel Choir, sono rimasto senza fiato.

Cinquecento (sì, cinquecento) cantanti si sono esibiti insieme dando forma a qualcosa di unico e meraviglioso.

Le singole voci, già splendide, sono diventati strumenti per creare qualcosa di enorme, armonico (quanto amo questo aggettivo), travolgente.

Ma la cosa più bella, ancora più dell'esperienza musicale stessa, è stato vedere i loro visi, l'entusiasmo, la gioia, la voglia di godere della musica e del canto a piene mani e la felicità di essere insieme pur ognuno con la propria personalità: sembra assurdo dire una cosa del genere vedendo un gruppo di cinquecento persone esibirsi ma se mai vi dovesse capitare provate a soffermarvi sui singoli volti, sulla mimica e potreste rimanere stupiti.

Ecco, momenti come questi mi emozionano veramente (indipendentemente o nonostante si tratti, in questo caso, di musica religiosa) e penso anche di avere intuito il motivo.

Mi ricorda quello che siamo potenzialmente in grado di creare insieme, mettendo da parte egoismo, presunzioni, odio, ma facendoci unire da qualcosa di più bello e grande.

Se prendete tante persone potete ottenere risultati diversi.

Il peggiore è la massa di imbecilli che seguono qualcuno più imbecille di loro.

Ma si possono anche raccogliere individui che cercano di dare il meglio insieme, di creare invece di distruggere, di cantare e ballare invece di insultare, di sorridere invece di gridare.

La parola che mi risuona in testa, anzi, le parole che mi risuonano sono amicizia, amore, empatia, unione e, di nuovo, armonia.

Ecco, dei primi esempi ne vedi tanti, troppi, ogni giorno.

Vedere che siamo ancora in grado di generare i secondi mi fa sperare.

Almeno un po'.

Almeno per un po'.

 

 

About Aries

Finché potrò continuerò ad osservare. Finché osserverò continuerò ad imparare. Finché imparerò continuerò a crescere. Finché crescerò continuerò a vivere.

Lascia un commento