131. Day 6 (and last)

Seduto da Pret al terminal 5 di Heathrow, in attesa che, tra quasi due ore, il nostro volo ci riporti a Bologna (e, domani, Italo mi porti a Milano).

I giorni di partenza sono sempre un po' amari, ma Londra ha cercato in tutti i modi di consolarci, donandoci la giornata più calda da quando siamo qui, tanto calda da prenderci davvero alla sprovvista.

Nonostante la partenza, però, non ci siamo permessi di non godere dell'ultimo giorno e ci siamo regalati una bella passeggiata in una delle zone che preferiamo: il Southbank, con giri da Foyles, National Theatre, Globe e le bancarelle di libri usati.

Sì, abbiamo fatto spese, ovvio.

Sì, ci eravamo ripromessi di non farne, altrettanto ovvio.

Un pranzo vicino al Borugh Market (volevamo mangiare AL market, ma c'era troppa gente e oggi non ci andava nulla di quello esposto) e poi ultima tappa alla Satchi Gallery: non sono un esperto di arte contemporanea, tutt'altro, ma la Satchi è sicuramente un posto da visitare almeno una volta.

Ritorno in albergo ed eccoci qua.

È stata una vacanza piena e ricca, come ogni viaggio a Londra.

Troppo breve, come ogni vacanza e, a maggior ragione, come ogni vacanza qui.

Piena di acquisti, esperienze, emozioni, bei visi, bei momenti.

L'amarezza del ritorno c'è, come sempre, ma stavolta è attenuata dal fatto che tra poco più di cinque settimane saremo di nuovo qui.

Hamlet, il Barbican e Cumberbatch ci aspettano.

Ma ora pensiamo a tornare.

Domani spesa.

E da domenica a giovedì l'obiettivo è solo uno.

Scrivere.

Magari farò un salto in piscina, ma è secondario.

Devo scrivere.

Devo finire questa parte del romanzo.

Devo editarla.

Devo farla leggere a chi aspetta.

Fine vacanza a Londra.

Inizio di tutto il resto.

Si parte da qui.

 

 

About Aries

Finché potrò continuerò ad osservare. Finché osserverò continuerò ad imparare. Finché imparerò continuerò a crescere. Finché crescerò continuerò a vivere.

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