Operazione Domani

Cominciamo con la solita lamentela: per quale motivo uno deve prendere un romanzo che si intitola “Friday” (che altri non è che il nome della protagonista) e tradurlo con “Operazione domani”? Giuro, a volte vorrei capire che logica viene utilizzata, ma immagino che sia la stessa applicata agli “Occhi del cuore” dal regista René (citazione da Boris, non si fosse capito).

Dopo questo piccolo sfogo parliamo del romanzo, l’ennesimo viaggio nella geniale mente di Robert Hanson Heinlein.

Quart’ultima opera dell’autore, pubblicata nel 1982, “Friday” è un romanzo breve ma piuttosto complesso: incentrato su un periodo della vita dell’omonima protagonista parte come una sorta di romanzi di spionaggio ed azioni a sfondo fantascientifico, per poi cambiare prospettiva appena il lettore pensa di aver capito a pieno l’andamento delle vicende; lo stile è fresco, avvincente, capace di appassionare e trascinare in questo mondo costituito da “Nazioni Geografiche” e “Nazioni Economiche” (le multinazionalli), dove gli Stati Uniti non esistono più, sostituiti da principati ed imperi più o meno grandi, dove la California è una democrazia portata agli estremi e quindi trasformata in una parodia di governo, dove esistono contratti matrimoniali tra più persone, più simili a vere e proprie società  che a “patti d’amore”.

Friday, dicevamo, è protagonista e voce narrante e come buona parte dei personaggi femminili di primo piano di Heinlein è una donna forte, d’azione, ironica e disinibita, un personaggio che difficilmente può risultare indifferente, ma è anche la scusa per l’autore per parlare di discriminazione: Friday è (non si tratta di uno spoiler) una “Pa”, una persona artificiale nata in provetta grazie all’ingegneria genetica e, come tutte le altre “Pa”, vive sulla propria pelle il razzismo degli “umani tradizionali”, che ritengono gli individui come lei poco diversi da un incrocio tra un animale ed un robot, al punto che anche nella già  citata California iper-democratica si dice “siamo democratici, ma c’è un limite a tutto, bisogna sapere quando fermarsi”.

Azione, divertimento, denuncia, imprevisti e quant’altro in un romanzo forse meno blasonato di tanti altri dell’autore ma non per questo meno interessante.

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Finché potrò continuerò ad osservare. Finché osserverò continuerò ad imparare. Finché imparerò continuerò a crescere. Finché crescerò continuerò a vivere.

2 commenti

  1. già, interessante!
    ma aspetto recensioni da hogwarts 😉
    (e trovare citato boris mi ha fatto ridere :))

  2. Le recensioni da hogwarts arriveranno, anche se devo dire che trovo difficile dire qualcosa che non sia già stato detto  🙂

    (In realtà ne ho ancora due in coda prima di quella, poi arriva 😉 )

    Per Boris: :PPPPPPPPPPPP

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