Alice nel paese della vaporità

Francesco Dimitri è un narratore di razza e, al riguardo, penso di non dire nulla di nuovo, così come non c’è niente di nuovo nel notare quanto pesante fosse la sfida di un nuovo libro dopo l”incredibile successo di Pan, anche se Alice era in realtà  in “elaborazione” già  prima di Pan stesso.

Forse il primo errore che si possa fare affrontandone la lettura sta proprio nell”aspettarsi un seguito di Pan, nello stile se non nella storia: Alice è un libro a sé che certamente si inserisce in un piccolo cosmo che l”autore sta pian piano creando, ma che punta sicuramente a qualcosa di più ambizioso.

Alice è, per certi versi, un non-romanzo o, all”opposto, l”archetipo del romanzo ed i suoi personaggi sono essi stessi archetipi che nascono dalla narrazione più comune e radicata: possono sembrare più abbozzati rispetto ai personaggi di Pan, ma in Pan si muovevano personaggi “vivi”, mentre qui ci troviamo di fronte alla loro voluta schematizzazione.

Alice è un viaggio, un tentativo di affrontare il tema di ciò che è reale, di ciò che non lo è e, soprattutto, di QUANDO possiamo definire qualcosa come reale e qualcosa come irreale, illusione o (ed uso volutamente queste parole) sogno ed incanto.

E’ un libro che usa la narrazione come scusa per far sì che qualche lettore decida di sganciarsi dalla propria zavorra: una sfida che non molti sono pronti ad accogliere e, prima ancora, riconoscere.

Un bel libro che, se vogliamo, sarebbe stato ancora migliore se avesse avuto più spazio a disposizione: devo dire che, comunque, Pan e La ragazza dei miei sogni mi avevano colpito in modo molto più “carnale”, ma Alice è un altro tipo di libro ed ottiene un effetto diverso, più avvolgente, più sottile, più metanarrativo che narrativo puro.

Poi senza dubbio c’è chi apprezzerà  ben poco ma non si può accontentare tutti ed anche qui sta il fascino: nello scoprire chi ne viene rapito e chi no.

 

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Finché potrò continuerò ad osservare. Finché osserverò continuerò ad imparare. Finché imparerò continuerò a crescere. Finché crescerò continuerò a vivere.

9 commenti

  1. pan mi è piaciuto moltissimo, ma non sono riuscita minimamente a recensirlo per quanto è ricco. ma leggendo questa tua ora, quasi mi viene voglia di provare a  farlo a un mese e mezzo di distanza. in ogni caso, questo autore è stato una scoperta!

  2. Se affrontare e raccogliere la sfida di Dimitri significa far passare un romanzo così scadente, me ne guardo bene.
    D'altronde, la mamma mi ha insegnato a non toccar ele cose cadute per terra.
    _____________
    Detto brutalmente, è scritto da dio, l'ambientazione è eccellente, ma i personaggi sono di una banalità imbarazzate – e tralascio l'abominio di spiegoni cosmici e trama allaa D&D giocato da tredicenni.
    Gli archetipi sono ben altro.
    Che delusione.

    [Noto, con un sospiro di sollievo, che siamo rritornati a recensiere in maniera completamente opposta: forse il mondo si salverà per un latro po']

  3. @wide: provaci, sono curioso di leggere il tuo parere 🙂

    @Tintaglia: a parte la felicità per i gusti diversi, guarda che ti sei sbagliata parlando di "scadente": non stavo mica parlando di Rosa Elettrica 😛

  4. "Alice è un viaggio.. E’ un libro che usa la narrazione come scusa per far sì che qualche lettore decida di sganciarsi dalla propria zavorra.."

    E queste sono solo due delle cose su cui concordo. Due delle più primitive e istintive. Il bello è essere dotati della facoltà di scegliere..

  5. utente anonimo

    Finito anche io stamattina

    Il libro è infarcito di citazioni, alcune in una sola parola (grokakre), alcune in una frase (da un grande potere derivano grandi responsabilità) alcune in parti di libri (quella tratta al signore degli anelli),  alcune in idee che compaiono nel romanzo (il fiore è più che una citazione della rosa del ciclo La torre Nera) e queste solo per citarne alcune

    La storia mi ha preso meno di PAN, ma forse meno non è nemmeno il termine giusto, mi ha preso in modo diverso. Non si può dire sia meno coinvolgente, ma sicuramente coinvolge in maniera totalmente diversa.

    Unica cosa, il finale, sembra proprio costruito ad hoc per dare il la al gioco di ruolo creato sul romanzo, e da un po' a tutto il romanzo come una sorta di introduzione al gioco….

  6. Non so se il finale è un'apertura per il gioco, ma l'importante è che sia piaciuto 😉

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