Viaggiatori

Come promesso torno un attimo sul discorso ferie per parlare di certi strani animali da viaggio che si incontrano anche troppo spesso andando all’estero, una fauna degna di un libro di Severgnini che, purtroppo, diventa realtà.

Iniziamo con gli italioti? Già, perché ci sono sicuramente tanti italiani che sanno come comportarsi quando vanno in viaggio (soprattutto all’estero), ma ce ne sono tanti altri che mostrano quanto i cliché più tristi siano tuttora reali in troppi casi.

Quelli che abbiamo incontrato noi?

– i "bauscia" bresciani e brianzoli che, creata una carovana di famigliole con la puzza sotto il naso, prendevano possesso di due file di ombrelloni ad Elafonissi, circondati da figli che avrebbero fatto perdere la pazienza pure a Gandhi, pronti a vantarsi via sms con la collega della spiaggia su cui si trovavano, salvo poi scordarsi come si chiamava ed, ovviamente, pronti a lamentarsi perché il bagno chimico costava ben 50 centesimi; spettacolare la "sciura" tutta in tiro che cercava di non far mangiare il rotondetto figlio, il quale andava a prendere sostentamenti dagli altri amici.

– il gruppo partenopeo che, sedutosi al ristorante, stava riuscendo a fare impazzire il cameriere con 3.000 ordinazioni diverse (ovviamente nessuna di cibo greco), con tanto di portavoce che, in piedi, cercava di dirigere il traffico e fare da interfaccia col pover’uomo

– l’altro gruppo partenopeo che la mattina si preparava i panini per la giornata con quanto offerto dall’albergo a colazione perché "era roba che avevano comunque pagato"

– la coppia del nord italia che, ferma ad un benzinaio sperduto sui monti, pretendeva che questo capisse quando dicevano "quindici" (euro) in ITALIANO (neanche in inglese) ed erano convinti che lo stesso li volesse fregare

– la coppia toscana che, seduta al ristorante, con in mano un menu con tanto di foto, se n’è uscita con "ma ci sarà la ciccia?" (cicca = carne, ovvero più di metà del menù, NdA);

– i ragazzi convinti, in aeroporto, di dover arrivare dall’imbarco all’aereo a piedi visto che non era ancora arrivata la responsabile

Ma ovviamente anche gli stranieri non sono proprio delle chicche, dai tanti tedeschi che ordinavano piatti italiani in greci (e voi NON volete sapere com’è per i greci la pasta alla carbonara) agli inglesi che, preso un toast, lo intingevano dentro il Ketchup… ma il non plus ultra sono stati i nordici (non abbiamo ben capito di preciso da dove venissero) burini che urlavano a dieci ombrelloni di distanza e che avevano un figlio che scatarrava come uno scaricatore di porto, oltre ad imitare Darth Vader con maschera e boccaglio.

Ovviamente questi sono casi estremi e di italiani e stranieri "a modo" ne abbiamo incrociati sicuramente tanti, però mi viene sempre da chiedermi come sia possibile andare in un paese straniero e non parlare una parola almeno di inglese, come sia possibile andare all’estero e non informarsi prima su cultura e cucina del luogo, come sia possibile all’estero cercare piatti della propria cucina o, addirittura, tipici di un’altra nazione.

A questo punto non varrebbe la pena continuare ad andare a Milano Marittima? Almeno non si correrebbe il rischio di farsi perdere i bagagli.

PS: qualcuno, poi, può con calma spiegarmi perché la gente continua ad applaudire ad ogni atterraggio? Va bene la fifa che possono avere alcuni, ma la cosa sta diventando imbarazzante… a questo punto propongo di applaudire anche ogni volta che il treno arriva in stazione (solo in caso di puntualità, ovvio) e, soprattutto, ogni volta che l’autobus arriva al capolinea: visto il traffico di molte nostre città avrebbe molto più senso…

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Finché potrò continuerò ad osservare.
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Finché crescerò continuerò a vivere.

12 commenti

  1. Scena in un pub di Dublino: “Ué, Gennarì, viene a predere la brioscia!”. Tipica signora partenopea che urla al figlioletto! Imbarazzantissima! Ho finto di non essere italiana, perchè mi vergognavo!

    Per quanto riguarda l’applauso all’atterraggio…l’hanno importanto gli americani e non dirmi perchè. Ecco a me da fastidio! Come hai proposto tu, bisognerebbe applaudire anche al treno quando arriva alla stazione e al bus. E, perchè no, anche alla macchina quando si ferma sotto casa. praticamente dovremmo applaudire a noi stessi! 😛

  2. In effetti gli italiani si notano… la dottoranda con cui faccio un tirocinio è portoghese e a volte le si legge proprio in viso l’esasperazione di avere a che fare con gente tanto “rumorosa” a cui non penso riuscirà  mai ad abituarsi del tutto.

    Dice, bonariamente, che siamo insopportabili più o meno come gli spagnoli ^___^”

    Cmq io promuovo l’iniziativa “applauso all’arrivo del treno in stazione” 😛 Aggiungerei “pure se è in ritardo perchè cmq vi abbiamo portati a destino sani e salvi nonostante le inimmaginabili avversità ” 😛

  3. Ultimamente si applaude in modo indiscriminato a mio parere ed imbarazzante. Oltre all’aereo qualcuno può spiegarmi perché si applaude ai funerali? Il morto non è sempre Marcello Mastroianni o Giulietta Masina (due attori tanto per far l’esempio di qualcuno che era abituato agli applausi e che anche al funerale li meritava se non altro come tributo…) a volte si tratta di qualcuno talmente “normale” che l’applauso è proprio fuori luogo se non di cattivo gusto.

    Al funerale di mio zio mi sarei sotterrata c’è stato un applauso tale che mi aspettavo anche dei cori da stadio…

    Per parlare degli italiani all’estero te ne racconto una per tutte: ero in Honduras sull’isola di Roatan, c’era una coppia di bergamaschi che si è vantata per tutto il tempo di essere stata ovunque nel mondo spendendo una cicca aspettando il last minute e lamentandondosi continuamente di quanto si mangiava male e della pasta scotta e via dicendo. Commentavano ogni cameriere dalla pelle scura e ogni tanto per chiamarli al tavolo gridavano moglie e matrito a turno : – Uè cioccolatino, ciò d’aspettare tanto per la birra???- e altre amenità  simili.

    A me che son di Bologna un giorno il marito in spiaggia mi ha detto:

    – Tra un po’ dovrai esibire il passaporto al Po se vuoi venire su da noi, biondina!-

    Non gli ho risposto nulla perché sennò avrei dovuto dirgli che piuttosto che “andare su da loro” mi sarei fatta martellare sui denti….

    Il problema credo stia nel fatto che da quando viaggiare è diventato alla portata di tutti, viaggiano anche quelli che dovrebbero andare al massimo a Torre Pedrera…………

    Cate 😉

  4. E certi burini che offendono i romani per bene (come dice un romano che conosco io) dovrebbero al massimo andare sulle spiagge di Ostia!

  5. …e pensare che qui c’è gente che sa l’inglese (e anche piuttosto bene), adora provare cucine e tradizioni estranee alla propria e non disturba mai, che non ha ancora avuto l’occasione di fare una vacanza che non andasse oltre la Romagna o AL MASSIMO la Costiera Amalfitana (ma solo perchè ci abitano parenti…)

  6. @Hibernia: già , altra scena tipica :/

    @Quieteblu: immaginavo la pensassi così ;)))) Dai, il 29 vado a San Gimignano per lavoro: quando il treno arriverà  a Firenze applaudirò in tuo onore :)))

    @Cate: io avrei risposto eccome… a modo mio… teste di cazzo che non sono altro. Comunque penso la tua analisi sia più che corretta

    @Mery: :(((

  7. Posso spezzare una lancia a favore degli italiani con gli aerei?

    Quando sono stato in Germania per lavoro, al ritorno mi sono beccato il megatemporale su Francoforte, che ha cancellato praticamente qualsiasi volo. I tedeschi, pero’, per non dimostrarsi disorganizzati, invece di darci subito camere e prenotarci il volo per il giorno successivo ci hanno tenuti tutti (e si parla di passeggeri italiani di ben 5 voli) in attesa fino alle 2 di notte prima di mandarci a casa dopo averci anche preso in giro (come raccontai a suo tempo nel mio blog). In tale occasione, nonostante sarebbe stato totalmente e pienamente giustificabile, non vi fu neanche un vociare, un isterismo, un’arrabbiatura o un insulto da parte di alcun italiano. Certo, il morale non era dei piu’ allegri, ma per la nomea che abbiamo nel mondo come minimo avremmo dovuto dare fuoco all’imbarco. 🙂

    Inutile dire che nessuno il giorno dopo applaudi’! :)))

    Ma un colpo al cerchio ed uno alla botte. Praga, citta’ magica: in piena mezzanotte un vociare tremendo si leva, come di un gruppo di ubriachi persi. Ed il vociare dopo poco rivela la propria natura: “Oh mia bella madonninaaaaaaaaaaa…”.

    Volevo morire… =.=””

    (N.B. Non erano nella mia comitiva… erano altri turisti, evidentemente milanesi a loro volta… sigh)

  8. E sì, hai proprio ragione… Storie di ordinaria inciviltà  italiota si rincorrono ormai in ogni latitudine.

    E se reintroducessero l’Educazione Civica tra le materie scolastiche? Ma non solo per conoscere la Costutuzione italiana (pure), ma anche per insegnare il rispetto degli altri e della cosa pubblica (pubblica=”di tutti” e non “di nessuno”)?

    Sono un nostalgico, vabbè :-(((

  9. @Ombre: guarda che il mancato applauso è già  stata una grave offesa, che credi? 😉

    @Fully: siamo in due nostalgici, allora… la domanda però è: basterebbe? :/

  10. La risposta è: “non lo so, ma meglio poco che niente”. So che a ricostruire il senso civico non può bastare la scuola, occorrerebbero generazioni di padri e madri che vi dedicassero più attenzione. Ma, in mancanza d’altro…

  11. Sono d’accordo… il mio dubbio nasceva proprio da ciò che esprimi tu: generazioni di padri e madri che, purtroppo, mancano già  di loro delle nozioni di base sul rispetto 🙁

    Però almeno sarebbe un inizio.

  12. Dio quanto hai ragione da vendere!!!

    vogliamo parlare degli italiani che a borabora, con un menu PIENO di pesce, sushi, carne e ogni altro ben di Dio, prendono le fettuccine al sugo per lamentarsi ad alta voce tutta la cena che la pasta non si fa così, che è scotta, che questi non sono proprio capaci di cucinare,… 😐

    oppure di quelli che parlano a stento l’italiano, salgono sulla barca di un ricercatore internazionale che parla correttamente inglese, francese e polinesiano, che ci porta a vedere le balene e fa tutta la spiegazione in inglese e anche in francese, e alla fine del giro hanno coraggio di dirgli gesticolando “quando next year io torno, tu speack italiano!!!” … VOLEVO INGOIARMI IL PASSAPORTO ITALIANO!!!

    quanto agli stranieri, il tpo l’ho visto fare ad un francese a colazione: cornetto (burrosissimo!!!) al cioccolato, lo ha aperto e ci ha messo dentro il gorgonzola!!! e nel cornetto semplice che ha mangiato dopo ricco strato di burro (come se i 500 grammi cadauno contenuti nell’impasto non fossero sufficienti) e salame!!!

    Fra

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