Il popolo della luna

Se dico "Edgar Rice Burroughs" sono purtroppo in pochi che capiscono a cui mi riferisco: se dico "Tarzan" si illuminano gli occhi di tutti, sebbene l’uomo scimmia non sia lontanamente la miglior creazione dell’autore.

Io, personalmente, l’ho conosciuto grazie ai mai troppo rimpianti volumetti del fantastico economico classico della Newton, che presentarono i primi tre romanzi del ciclo di John Carter di Marte: ne rimasi talmente folgorato che il passo verso l’acquisto dell’intero ciclo pubblicato dall’Editoriale Nord fu davvero breve.

Il ciclo di John Carter rappresenta l’apoteosi dell’avventura eroica, dell’eroe che, in ambientazioni fantastiche e sfidando creature incredibili, trova la donna che gli rapisce il cuore e la conquista contro tutto e tutti.

Avventura e svago allo stato puro.

E’ ovvio, quindi, che quand’ho trovato il volume "Il popolo della luna", scritto sempre da Burroughs e con chiari riferimenti al suddetto ciclo marziano, non abbia potuto fare a meno di acquistarlo e, pochi giorni fa, di leggerlo.

Purtroppo la soddisfazione è stata molto minore dello sperato: il volume è composto di tre libri, di cui il primo è sicuramente il più fedele alle avventure precedenti, ma gli altri due si perdono in una narrazione piuttosto ripetitiva che, ad un certo punto, finisce per stancare: le idee originali e, per molti versi, geniali del passato diventano elemente da copiare ad oltranza, finendo per essere sfruttate oltre il limite accettabili e, spesso, ingiustificate rispetto al passato.

Peccato, perché contavo molto su questo volume: vedrò di rifarmi, appena possibile, col ciclo Venusiano, che mi dicono degno di nota.

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Finché potrò continuerò ad osservare.
Finché osserverò continuerò ad imparare.
Finché imparerò continuerò a crescere.
Finché crescerò continuerò a vivere.

2 commenti

  1. Non l’ho mai letto…ma visto gli “hints” probabilmente ci farò sopra un pensierino! 🙂

    Monica

  2. Mi raccomando: fai il pensierino sul ciclo di Marte, non su questo 😉

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