La Seconda Generazione

Ho conosciuto il genere fantasy circa 15 anni fa.
Non ero mai stato particolarmente interessato, ma la mia ragazza di allora, che ne era appassionata, insistette tanto da convincermi a leggere i libri che l’avevano intrigata: questi libri erano i sei volumi principali della saga di Dragonlance.

Ora sicuramente molti appassionati del genere storceranno un po’ il naso, così come tanti altri faranno un sorriso compiaciuto, dato che da quel che so questo ciclo divide quasi quanto quello di Shannara che non ho ancora avuto il piacere di leggere: fatto sta che all’allora diciottenne Aries la saga dei Draghi e quella dei gemelli colpirono a tal punto da fargli decidere di continuare, quando possibile, la lettura di volumi fantasy.

Fu così che ebbi la possibilità di leggere i libri di Conan, i volumi di Edgar Rice Burroughs su John Carter ed ovviamente, anche se in tempi più recenti, la pietra miliare di Tolkien.

In tanti anni però non ripresi mai in mano la saga originale che mi aveva permesso di conoscere il fantasy.

Fino a qualche giorno fa, quando ho deciso di acquistare i primi sequel scritti dalle stesse autrici delle due trilogie che avevo letto: il primo di questi volumi è proprio "La Seconda Generazione".

Devo dire che è strano riprendere un mano un mondo che avevo "messo da parte" così tanto tempo fa: ricordarsi i personaggi, riprendere le redini delle vicende non è sempre così semplice.

Da questo punto di vista il libro in questione aiuta abbastanza, perché invece di essere un unico romanzo che riprende le fila della narrazione (cosa che farà invece "I draghi dell’estate di fuoco", già in coda di lettura) si concentra su alcuni ben specifici personaggi e narra le prime gesta dei loro eredi, di coloro che diventeranno i protagonisti delle nuove avventure: incontriamo quindi, in cinque racconti medio lunghi, i tre figli del colosso Caramon, la leggendaria figlia del suo defunto fratello Raistlin, il figlio del cavaliere Sturm e quello del Mezzelfo Tanis e della moglie Laurana: alcuni racconti sono abbastanza riusciti, altri meno, ma è evidente che lo scopo del volume è soprattutto quello di "disporre le pedine" in vista del romanzo che lo seguirà, per cui sono proprio curioso di vedere che cosa ne verrà fuori.

Intanto sono tornato in quel mondo lontano ed il viaggio sembra piacevole.

About Aries

Finché potrò continuerò ad osservare.
Finché osserverò continuerò ad imparare.
Finché imparerò continuerò a crescere.
Finché crescerò continuerò a vivere.

14 commenti

  1. Non ho mai approcciato il genere, ma qui di fianco vedo la copertina di uno dei libri che piu’ ho amato, come tutti quelli della Cornwell di cui sono un’accanita fan!

    Purtroppo mi sono fermata da un po’ nel seguire le sue pubblicazioni, ma recuperero’ al piu’ presto.

    Curiosa di sapere che ne dirai!

  2. Di Dragonlance non penso di aver mai letto niente… prima o poi arriverò anche a lei, spero..

  3. Ho tentato più volte di avvicinarmi al genere ma alla fine a parte “Il signore degli anelli” e “Le nebbie di Avalon” non son riuscita a leggere nulla…

    Eppure sono una che legge 3 libri la settimana! Chissà , forse non ho provato i romanzi giusti, oppure è proprio un genere che non fa per me…

    Tu che ne dici?

    Cate 😉

  4. Beh, dipende se il Signore degli anelli ti è piaciuto o meno 🙂

    In realtà  è un genere particolare che si può amare o detestare, un po’ come la fantascienza: indubbiamente se parti con Tolkien ed arrivi a Dragonlance il confronto è impari… ma se parti con Dragonlance e poi leggi altro può andare piuttosto bene 😉

    Tra un po’ proverò la prima trilogia di un’italiana, Licia Troisi, e poi ti faccio sapere com’è, che ne dici? 🙂

  5. Ok,ci stò!

    Magari li prendo in biblioteca…sai, son un po’ squattrinata in questo periodo e quindi devo stare attenta alle spese extra. Anzi devo proprio stare attenta alle spese!

    Vabbè va, lasciamo perdere sennò mi deprimo…

    Cate 😉

  6. Dai, nessun problema, ti passo io qualche dritta 🙂

  7. Io mi sono avvicinata al Fantasy con “Lo Hobbit” (metà  degli anni ’80), poi sono passata al “Il Signore degli Anelli”… Dragonlance l’ho letto dopo e non mi ha fatto una grande imperssione (il primo ciclo è scritto in maniera orribile e tradotto peggio… molto meglio il Ciclo dei Gemelli)…

  8. Esattamente come dicevo: chi si avvicina al fantasy con Tolkien difficilmente ama poi Dragonlance… è assolutamente evidente la differenza di livello 😉

    PS: bentrovata su questi lidi 😉

  9. utente anonimo

    Io non sono un’appassionata del genere, anche se ho molto amato Tolkien.

    Come Miai, noto invece che ti sei butatto sulla Cornwell! Io adooooro Kay Scarpetta! (Diciamo che la mia passione per il giallo e il thriller si divide fra Miss Marple e Kay Scarpetta, che non sono esattamente simili, ma probabilmente sono entrambe un po’ parte di me… :-DD)

    Noemi

  10. @Memi: diciamo che sto dando alla Cornwell qualche possibilità , dopo un romanzo che non mi era dispiaciuto ed un altro che mi aveva lasciato freddino… ora vediamo come va con questo 🙂

  11. caspita, quanti libri che ci sono da leggere! il mio primo amore è stato Terry Brooks e il ciclo di Landover … bello e …cavolo, geniale come idea!!!

    per quanto riguarda la Cornwell, gli ultimi non mi sono molto piaciuti (calliphora … mmmh … l’ho finito un secolo fa e non ho ancora capito se sia successo qualcosa di interessante o meno) che ne dici?

    Barbara 🙂

  12. Landover devo ancora leggerlo, ma sicuramente mi cimenterò prima o poi 🙂

    Per quanto riguarda la Cornwell sto cercando di leggerla cronologicamente, per cui sono solo al terzo romanzo 🙂

  13. Bello come libro ^^ Anche se apprezzo maggiormente i primi libri della saga di Dragonlance 🙂

  14. Quelli che mi fecero conoscere il fantasy, insomma 😉

    PS: bentrovata su questi lidi 🙂

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