Cose che non dovresti sapere

L’ultima lettura estiva ho voluto che fosse un thriller di un’autrice nuova, tanto per vedere se la signora in questione merita o meno.
Il libro in questione si intitola (come da post) "Cose che non dovresti sapere" ed è stato scritto da Louise Anderson (pubblicato in Italia da Newton & Compton).

Cominciamo dalla storia: Erin Paterson è un avvocato di successo di Glasgow; ricca, bella, fredda, riservata, dura: la sua vita però inizia a crollare il giorno in cui trova il suo uomo a letto con la portiera e viene coinvolta nelle indagini sull’omicidio di una ragazza che conosceva di sfuggita quando andava a scuola… indagini che vanno pian piano a ricollegarsi al misterioso suicidio del fratello dodici anni prima ed ai soprusi subiti da lei e dalla sorella durante l’infanzia.

A dire la verità non mi è ben chiaro se quest’opera prima mi è piaciuta o meno, per cui cercherò di fare un bilancio di pregi e difetti e lascerò a chi ne ha voglia la scoperta del romanzo.

Il primo pregio è indubbiamente la scorrevolezza della narrazione: la Anderson se la cava bene nel descrivere situazioni, dialoghi e pensieri; anche l’idea alla base del romanzo è piuttosto interessante, anche se non completamente originale ed il personaggio principale è piuttosto ben delineato nelle sue antipatie e nei suoi aspetti odiosi, che non mancano.

I difetti non sono purtroppo pochi… anzitutto gli altri personaggi sono per lo più bidimensionali, non delineati e certe volte contraddittori senza particolari motivi o spiegazioni; altro aspetto, indubbiamente grave, è la perdita del climax: il momento in cui dovrebbe arrivare è assolutamente confuso e poco chiaro e quando poi l’autrice cerca di riprenderlo a poche pagine dalla fine è ormai tardi per recuperare, un errore veramente imperdonabile; altro? Beh, le ultime 3 pagine (di numero) del romanzo sono assolutamente delle "vorrei ma non posso": ricordano molto le chiusure "aperte" di film e romanzi ben migliori, ma sembrano terribilmente piazzate lì perché così fa più cool.

Una situazione mi ha lasciato veramente basito: ad un certo punto ad un personaggio viene amputato un dito del piede ed il medico dice chiaramente "per fortuna non è stato amputato l’alluce, perché altrimenti avrebbe avuto seri problemi a camminare"… tutto ok se non fosse che nel capitolo successivo il personaggio stesso (ed altri ad esso legati) dicono esplicitamente che è stato amputato l’alluce; ora, io spero che si tratti di un errore di traduzione (comunque non giustificabile, data l’evidenza), altrimenti sarei curioso di sapere in che luogo è andato in ferie il correttore di bozze invece di leggere il libro prima della pubblicazione.

A rileggere quel che ho scritto sembra che il pregio migliore sia, in fin dei conti, la leggibilità e la scorrevolezza e probabilmente è così: da una prima opera sono disposto ad accettarlo, ma spero sinceramente che gli eventuali prossimi romanzi siano più curati nei dettagli, dato che questo riesce a raggiungere a malapena una sufficienza risicata nella mia scala di gusti.

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2 commenti

  1. come dici tu stesso non sarebbe giustificabile nemmeno in caso di errata traduzione…

  2. Esatto :/

    Inspiegabile, assolutamente inspiegabile :/

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