Profondo Blu

Terminato l’altra sera questo ennesimo thriller di Jeffrey Deaver, stavolta non incentrato sui "soliti" Lincoln Rhyme ed Amelia Sachs, bensì su personaggi nuovi e con un’ambientazione piuttosto inusuale per l’autore: gli Hacker e, soprattutto, i Cracker (no, non quelli che si mangiano, bensì gli Hacker "Cattivi").

Quindi, riassumendo, abbiamo un thriller di Jeffrey Deaver per di più con ambientazione informatica: potevo resistere? Assolutamente no, ovvio, e devo dire che ne sono estremamente lieto, dato che si tratta del primo romanzo dell’autore che mi piace veramente pur non avendo i suddetti protagonisti.

La storia è intrigante, ben congegnata, imprevedibile (anche se qualche sospetto viene, ma di solito non si arriva a dargli corpo, almeno non correttamente) e racconta di un assassino, nome in codice Phate, che è anche uno dei più grandi se non il più grande Hacker (o meglio, Cracker) vivente e che ha creato un virus particolare che permette l’accesso a QUALUNQUE sistema informatico lui voglia e quindi gli consente di entrare nelle vite altrui e scegliere accuratamente le sue vittime scoprendone ogni segreto nascosto: perché le uccide? Perché confonde reale e virtuale e vive come se stesse giocando ad un violento gioco di ruolo.

Chi prova ad ostacolarlo? Un hacker, un vero hacker, geniale quasi quanto Phate, la cui collaborazione viene richiesta dalla polizia di stato.

Detta così la trama può sembrare un po’ già vista, ma l’autore è in gamba e sa renderla originale: un plauso anche alle ricerche approfondite che ha fatto per rendere l’ambientazione il più realistica possibile.

Piccolo appunto: il libro si chiama in originale "The Blue Nowhere", che nel testo è tradotto con un più adatto "Nulla Blu", non mi risulta molto chiaro il motivo del cambiamento in "Profondo Blu".

Comunque sia lo consiglio caldamente.

About Aries

Finché potrò continuerò ad osservare.
Finché osserverò continuerò ad imparare.
Finché imparerò continuerò a crescere.
Finché crescerò continuerò a vivere.

14 commenti

  1. utente anonimo

    Potrei anche fregartelo dal comodino mentre dormi! 🙂

    P.S. Un indizio per riconoscermi. Ho libero accesso alla camera da letto e non sono il bestio. Occhio che se sbagli il riconoscimento potresti rischiare la pellaccia :-)))

  2. Cavoli, la mia amante!!!! 😛 😛 😛

    (e se non rischio la pellaccia ora… 😛 )

  3. utente anonimo

    Guardati alle spalle e temi il buio!

    Tutti quei 😛 😛 😛 😛 non ti salvano dall’irreparabile!

    P.S. Adesso gli metto paura e poi avanzo le richieste… :-))))

  4. Il buio? Ma se al buio dormi come un bradipo…. 😛

  5. utente anonimo

    Cagnotto impertinente!

    … Come puoi parlare così a questo faccino tenero tenero? …

  • E’ un libro straordinario per chi ama questo genere.

  • @anonimo: lieto che concordi con me 🙂

  • Io mi sto ancora recuperando le indagini di Lincoln Rhyme (ma perché ha dovuto scrivere pure la terza? perché? non poteva passare dalla 2 alla 4?), poi cmq avevo già  in programma di sottrarlo ad un amico che lo ha letto e me lo aveva consigliato…

  • Di Lincoln Rhyme ormai mi manca solo Luna Fredda e gli ultimi due che ho letto (“L’uomo scomparso” e “La dodicesima carta”) mi sono veramente piaciuti molto… comunque ti consiglio veramente anche questo: è l’unico, di quelli senza Rhyme, che mi abbia veramente convinto.

  • lo sto leggendo in questi giorni…sono a metà …se alla fine non mi piace lo userò per farti del male! ^_^

  • mi chiedevo cosa avrei letto dopo aver finito l’ultimo libro.

    Ora lo so…

    Grazie! 🙂

  • Piacere mio! 🙂

    Fammi sapere che ne pensi, poi!

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