Ciao Lupo

In realtà iniziò tutto il 26 agosto 1990, quando ti vidi per la prima volta nei campi dietro casa, ma ho sempre considerato il vero inizio il giorno successivo, il 27 agosto di 16 anni fa.
Era tardo pomeriggio ed i figli dei vicini ci dissero che eri poco distante da casa nostra: né io né mia madre avevamo paura di te, ci avvicinammo ed io andai a prendere un’intera ciabatta di pane che mia madre ti offrì un pezzo alla volta; non ci volle molto perché la divorassi, chissà quanta fame avevi ed, una volta saziato almeno in parte, facesti il primo gesto che rubò il cuore a mia madre: andasti a prendere un sasso, lo mettesti ai suoi piedi ed aspettasti che te lo lanciasse, correndo come un matto per la gioia di giocare di nuovo.
Iniziò tutto così, per caso, non avevamo mai pensato di prendere un cane, soprattutto uno grande come te, visto che a Milano non avremmo potuto tenerti, tant’è che prima i miei pensarono a trovare i tuoi padroni, ma io ero sicuro che fossi stato abbandonato, non eri neanche tatuato, poi provarono a cercare qualcuno a cui affidarti, ma nessuno sembrava voler prendere in casa un Pastore Tedesco di 3 anni e 40 chili di peso, così arrivò infine la decisione: saresti rimasto con noi nell’enorme giardino dietro casa e, quando noi fossimo stati a Milano, avresti avuto le cure della vicina che pagavamo per venire a darti da mangiare.
Decisi di chiamarti Lupo, nonostante le prese in giro di chi mi diceva “Ma come? Un cane lupo che si chiama Lupo?” ed io che rispondevo “Non è un cane lupo? La razza si chiama Pastore Tedesco!”, con la stizza che solo un adolescente che ama il proprio cane può avere.
Fu l’inizio di anni splendidi: eri incredibile, quello che ognuno immagina possa essere un Pastore Tedesco; eri affettuoso con noi, giocherellone, ma anche un cane da guardia e da difesa sempre vigile e senza che noi avessimo fatto nulla per addestrarti.
Adoravi mia madre: certo, volevi un gran bene a mio padre ed a me, che ti facevamo giocare e ti portavamo in giro, ma sapevi che lei era l’elemento “debole” della famiglia, sapevi che era lei ad aver più bisogno di protezione, della tua protezione, e quando usciva di casa non poteva fare un passo senza che tu le fossi accanto, così come quando veniva il medico e tu ti mettevi tra lei ed il dottore, non in modo aggressivo ma semplicemente per ricordargli che lei era la tua protetta.
Ricordo quel giorno in cui ti saltarono addosso altri due Pastori lasciati liberi dal padrone e ricordo come li mettesti in fuga, ricordo come adoravi andare in giro in auto e come ti bilanciavi quando sapevi che stavo per fare una svolta, ricordo come fuggisti dal recinto quando sentisti che ero stato investito da un’auto e come i miei riuscirono a ritrovarti solo la sera, ricordo come mettesti subito in riga Lucky, il cucciolo che dopo un po’ prendemmo per farti compagnia, quando lui cercava di giocare con la tua lingua e tu lo ribaltavi senza batter ciglio e ricordo quando ero venuto in campagna per preparare un esame da solo e tu e Lucky vi alternavate a poggiare la testa sui miei libri per attirare la mia attenzione.
Purtroppo, però, ricordo anche quando scoprimmo quella massa sulla tua gengiva: cresceva continuamente e tu facevi fatica a mangiare; il veterinario disse che l’unica era provare ad operarti e così facemmo, disse di aver scavato fino all’osso e sembrava tutto a posto, ma durò solo un paio di mesi, poi ricominciò a spuntare fino alla fine, quando ormai non riuscivi più a mangiare e facevi fatica a muoverti: era fine dicembre, ti trovai semi paralizzato fuori dalla tua cuccia e capii che era finita; fui un vigliacco, non ebbi il coraggio di starti accanto quando arrivò il veterinario e ti chiedo scusa, amico mio.
Erano passati 5 anni e mezzo da quel 27 agosto: ci avevi donato 5 anni e mezzo speciali, 5 anni e mezzo con te.
Così oggi sono 16 anni da quel giorno: una vita, senza dubbio, eppure gli unici aspetti che ricordo con tanta chiarezza, con tanta emozione di quegli anni sono i momenti con te ed ogni volta che faccio una coccola a Lucky, che ormai è più vecchio di quanto tu abbia mai potuto diventare, penso a quanto siate diversi, nonostante lui sia riuscito comunque a farsi volere un gran bene, ed a quanto sia strano pensare che lui rappresenti l’ultimo legame rimastomi con quegli anni, quando era così strano vedervi andare in giro insieme: tu serio ed elegante e lui svaccato come pochi.
Ma eravate i miei cani ed io vi adoravo.
Ciao amico mio, non ti scorderò mai.

About Aries

Finché potrò continuerò ad osservare. Finché osserverò continuerò ad imparare. Finché imparerò continuerò a crescere. Finché crescerò continuerò a vivere.

15 commenti

  1. Un pensiero al bellissimo Lupo, ormai felice sul Ponte dell’Arcobaleno. Hai scritto un post molto commovente.

  2. che rabbia quando succedono cose del genere… povero cane… molto bella la tua commemorazione cmq, ci si sente l’affetto che provavi per il tuo amico.

  3. Grazie mille del commento e… sì, gli volevo un bene dell’anima..

  4. Gran bel pastore tedesco, purtroppo colpito da una delle tante patologie a cui questa razza va facilmente affetta.

    Non sei stato un vigliacco a non stargli vicino nell’ultimo momento: C’è chi se la sente e c’è chi no. In genere con il primo “compagno peloso” è difficilissimo.

  5. Grazie Laura… ti dirò, non era il primo compagno peloso in assoluto, avendo già  avuto 3 gatti in precedenza, ma tant’è… grazie ancora.

  6. Ho avuto un’esperienza simile anni fa. Avevo un bellissimo cocker-spaniel, Lapo, giocherellone e fantasista.

    Il nome glielo aveva trovato la Ba, ancora piccolina, non conoscendone affatto le coincidenze letterarie.

    Dopo qualche anno si ammalò di un brutto male, pustole dappertutto.

    Venne curato, addirittura operato.

    Stette meglio per qualche mese, poi la malattia ricomparve e si fece sempre più devastante.

    Il veterinario ci sconsigliò di operarlo di nuovo e così fummo costretti a sopprimerlo.

    Ero lì vicino ad accarezzarlo mentre si addormentava e chiudendo gli occhi ambrati sembrava volesse ringraziarmi di lasciarlo andare.

    Ogni volta che ci ripenso mi viene un groppo in gola, anche ora mentre te ne sto scrivendo.

    Da allora sono passati 9 anni, e non abbiamo voluto più avere animali (salvo i pesci rossi e la tarta.Ruga) in giardino, proprio per evitarci simili esperienze.

    Di recente è prevalso l’amore per due micetti randagi, e il resto puoi facilmente immaginarlo….

    No, non credo che tu sia stato un vigliacco, né tantomeno io un eroe…. Sono i momenti della vita a determinare le scelte. Forse tu oggi faresti ciò che feci io, ed io quello che facesti tu…

    PS. Mi piace il tuo blog

  7. @Fully: grazie di aver raccontato la tua esperienza così simile: come avrai letto non ho mai smesso di tenere altri amici a 4 zampe né in campagna (dove ora c’è praticamente un mini zoo) né a Milano, dove c’è Stitch, quindi so cosa vuoi dire anche riguardo ai micetti randagi. Grazie di cuore anche dei complimenti al blog!

  8. @ Aries e Fully

    Essere presenti o essere in un’altra stanza nel momento più brutto di una decisione non conta: avete agito secondo il vostro cuore chiedendo a qualcuno di alleviare le sofferenze a qualcuno che amavate e che nei vostri cuori amate ancora.

  9. condoglianze per Lupo… so cosa vuol dire perdere il proprio cane.

  10. utente anonimo

    Grazie, itan.

  11. grande grande grande post complimenti

  12. In vacanza, si diceva con Laura che il mondo potrebbe dividersi tra coloro che vivono o hanno vissuto con un animale e coloro che non l’hanno mai avuto. Nei primi c’è un sentimento più caldo in tutte le cose che fanno. Questo post ne è la dimostrazione. Grazie!

  13. @anonimo: grazie di cuore

    @marcy: sai che non potrei essere più d’accordo… grazie mille

  14. Ciao, scusa, ma non ho capito come ti chiami. Ho aperto il tuo sito per cercare riferimenti bibliografici ed ispirazioni, dato che sto scrivendo un romanzo che ha per protagonista un cane che accompagna un viaggiatore in Africa. Da ragazzo già lessi "Lampo, il cane viaggiatore", "Zanna bianca",  "Il lupo della steppa" e "Il cane che amava Dio".  Hai per favore altri sugggerimenti da darmi?

    Ho scoperto un sito molto interessante, con molte passioni in comune (che mi ha convinto a leggere Profondo blu), tra cui la cinofilia: ho avuto un cane per 16 anni (dopo di cui anche i miei, pur conservandone il ricordo come di un familiare, non ne hanno più voluti… ) e ho fatto il dog sitter, con in cani più disparati, per un paio di anni. Quel che posso dire che ogni cane ha un carattere ed una ricchezza molto diversa dall'altro, anche se tutti sono accomunuati da un brio che ci riporta bambini.

    Spesso si dice "mondo cane", ma credo che il mondo sarebbe migliore, se vi fossero più persone che hanno vissuto l'esperienza di averne uno come compagno di viaggio (non interrotto da un autogrill) e/o di vita (anche se vi escluderei i proprietari di cani particolarmente pericolosi).

    Ciao! Flavio

    Paganiflavio@yahoo.it

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