Nexus

Ho da poco terminato di leggere un libro piuttosto originale: un saggio intitolato Nexus, di Mark Buchanan, pubblicato in Italia sugli Oscar.

L’argomento del libro sono quelle che l’autore chiama "reti piccolo mondo": detta così non dice nulla, ma probabilmente se cito la teoria più comune ad esse legata, quella dei sei gradi di separazione, forse è più chiaro.

Per chi non lo sapesse, la teoria dei sei gradi di separazione dice che ogni essere umano è collegato ad un altro da al massimo sei "strette di mano", ovvero collegamenti anche lievi tra persone che permetterebbero di unirne una ad un’altra: questo, ripeto, per ogni essere vivente sul pianeta.

Leggenda metropolitana? Forse, però effettivamente Buchanan porta avanti uno studio sull’argomento e su come queste relazioni tra elementi, queste "reti piccolo mondo", siano in realtà molto più diffuse di quanto crediamo, sia nell’ambito naturale (ad esempio i neuroni) sia in quello artificiale (internet stessa).

Certo, anche l’autore afferma che forse i sei gradi sono un po’ riduttivi, ma tendenzialmente 10 è un numero assolutamente credibile: magari molti di questi collegamenti non li conosciamo perché si basano su legami deboli, ma tendenzialmente esistono per tutti; d’altronde a quanti di noi è capitato di scoprire conoscenze in comune con gente appena incontrata? E’ solo uno degli esempi possibili.

Per fare un esempio più concreto: io e Madonna siamo separati da soli 4 gradi… come?

Beh, io ho partecipato come pubblico a Passaparola anni fa (grado 1).
A passaparola è stata ospite più di una volta Romina Mondello (grado 2).
Romina Mondello è stata fidanzata per un periodo con Raul Bova (grado 3).
Raul Bova ha fatto una pubblicità con Madonna (grado 4).

Fico, vero?

PS: Se poi siete ancora curiosi e volete provare a collegare gli attori (ad esempio) tra di loro, provate all’indirizzo http://www.cs.virginia.edu/oracle/ dove potrete scoprire i gradi di separazione tra Kevin Bacon e qualunqua altro attore (Moana e Kevin sono separati da soli 3 gradi, vi rendete conto?) oppure (al link "Star Links") potete scegliere voi quali personaggi mettere in relazione.

Buon divertimento

PPS: 5000 e passa visite… siete folli, ma grazie di cuore

About Aries

Finché potrò continuerò ad osservare.
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Finché imparerò continuerò a crescere.
Finché crescerò continuerò a vivere.

6 commenti

  1. Lettura decisamente interessante, lo metterò in coda di lettura…questo post secondo me prelude al tema dei What If, noi lettori aspettiamo pazienti e fiduciosi.

    Io invece ho per le mani un’affascinante raccolta di racconti “L’amore degli adulti” di Claudio Piersanti, che mi sento vivamente di consigliare a te e ai 5000 che sono passati di qui. Complimentoni!!!

  2. Uddio,settimana prossima dovrei andare a Como dai miei zii! A Como abita Geoge Clooney! George Clooney è molto amico di BRAD PITT!!!SI! SI! SI!

    Lo sapevo che quest’uomo mi appartinene!!!

    P.S. Quando andrò a sequestrarlo, lo porterò da te e tu gli spiegherai questa teoria,ok? Temo che dovrai spiegarlo anche alla Polizia forse…

  3. @lostris: Nessun problema! Anzi, conosco bene anche un avvocato che sarebbe ben pronto a difenderti 😉

    @marcy: la tua “velata” richiesta sarà  presa seriamente in considerazione, giuro 😉 Intanto grazie dei complimenti! 😀

  4. Avevo letto di questa teoria, ma non conosco le fondamenta scientifiche alla base, ergo non mi sento di esprimere giudizi..

    Complimenti per il traguardo raggiunto!!

  5. @lostris18: assumerò volentieri la tua difesa, e sappi che in zona ha casa anche Zambrotta, che è amico di Cannavaro…per cui…

  6. utente anonimo

    Negli anni ’50, Ithiel de Sola Pool (MIT) e Manfred Kochen (IBM) cercarono di provare la teoria matematicamente e formularono quindi la domanda (dato un insieme di N persone, quale è la probabilità  che ogni membro di N sia connesso ad un altro membro attraverso k1, k2, k3…kn collegamenti?). Persino dopo quasi venti anni di tentativi però, nessuno era ancora riuscito a risolvere il problema in modo soddisfacente.

    Nel 1967, il sociologo Americano Stanley Milgram trovò un nuovo sistema per testare la teoria, che egli chiamò “teoria del mondo piccolo”. Selezionò casualmente un gruppo di americani del Midwest e chiese loro di mandare un pacchetto ad uno straniero che abitava nel Massachusetts, a diverse migliaia di kilometri di distanza. Ognuno di essi conosceva il nome del destinatario, la sua occupazione, e la zona in cui risiedeva, ma non l’indirizzo preciso. Fu quindi chiesto a ciascuno dei partecipanti all’esperimento di mandare il proprio pacchetto a una persona da loro conosciuta, che a loro giudizio avesse il maggior numero di possibilità  di conoscere il destinatario finale. Quella persona avrebbe fatto lo stesso, e così via fino a che il pacchetto non venisse personalmente consegnato al destinatario finale.

    I partecipanti si aspettavano che la catena includesse perlomeno un centinaio di intermediari, e invece ci vollero solo (in media) tra i cinque e i sette passaggi per far arrivare il pacchetto. Le scoperte di Milgram furono quindi pubblicate in Psychology Today e da qui nacque la frase dei sei gradi di separazione.

    La frase divenne ancora più popolare quando venne scelta come titolo di un gioco pubblicato nel 1990. In seguito si scoprì che Milgram aveva basato le sue considerazioni su di un esperimento effettuato con un numero di pacchetti davvero esiguo, ma i sei gradi di separazione erano ormai diventati un fatto assodato nella cultura popolare, soprattutto dopo che Brett C. Tjaden ebbe pubblicato un gioco per computer sul sito web della University of Virginia basato sul problema del mondo-piccolo. Tjaden usò infatti l’Internet Movie Database (IMDB) per documentare i collegamenti tra attori differenti. Time Magazine nominò il suo sito, come uno dei “10 migliori siti web del 1996”. Il numero di passi tra attori differenti è però, in media, più basso di sei in quanto l’insieme degli attori contiene alcuni nodi, attori che hanno partecipato a molti film. Il grado di separazione per Kevin Bacon, l’attore su cui era originariamente incentrata questa ricerca, è all’incirca 3.

    Nel 2001, Duncan Watts, un professore della Columbia University, riprese per conto suo la ricerca e ricreò l’esperimento di Milgram su Internet. Watts usò un messaggio e-mail come “pacchetto” che doveva essere consegnato e, sorprendentemente, dopo aver analizzato i dati ottenuti dagli invii effettuati da 48.000 differenti persone residenti in 157 stati diversi, nei confronti di 19 “bersagli”, Watts trovò che il numero medio di intermediari era effettivamente sei. La ricerca di Watts e l’avvento dell’era del computer, permisero l’applicazione della teoria dei sei gradi di separazione anche in aree differenti, tra cui l’analisi delle reti informatiche ed elettriche, la trasmissione delle malattie, la teoria dei grafi, le telecomunicazioni, e la progettazione della componentistica dei computer.

    se ti serve…

    zb

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