Endymion e (soprattutto) Aenea

Parecchi anni fa uscì una rivista a fumetti di purtroppo breve durata chiamata "Hyperion": la rivista puntava a pubblicare fumetto fantastico autoriale e, nell’introduzione al primo numero, gli editor dicevano di averla battezzata in quel modo in onore dello splendido romanzo di Dan Simmons.

La cosa mi rimase impressa ed, appena mi fu possibile, acquistai il libro in questione: Hyperion narra del viaggio di alcuni "pellegrini" di un lontano futuro verso un remoto pianeta, Hyperion per l’appunto, "casa" di una creatura leggendaria, lo Shrike, che uccideva tutti i componenti di ogni gruppo di pellegrini tranne uno, al quale veniva realizzato un unico grande desiderio.

Queste le premesse: ogni capitolo diventa in realtà la scusa per raccontare il passato e le motivazioni di ognuno dei viaggiatori.
Divorai il libro avidamente ed effettivamente riuscì ad apassionarmi anche se rimasi un po’ amareggiato dal finale un po’ aperto… finché non scoprii che in realtà il volume faceva parte di una quadrilogia e che i seguiti erano intitolati "La caduta di Hyperion", "Endymion" ed "Il risveglio di Endymion".
Finita la quadrilogia mi resi conto di una cosa: se "Hyperion" era gradevole e "La caduta" a tratti perfino ostico, gli ultimi due (che in realtà possono essere considerati come una storia unica) sono un vero capolavoro.
Raul Endymion è una guida per cacciatori proprio su Hyperion che all’inizio del libro viene condannato a morte a causa di una grave lite e che viene salvato da un vecchio ultracentenario con uno scopo ben preciso: dovrà proteggere Aenea, sua nipote, dal destino a cui certe forze religiose vogliono condannarla. Sì, perché Aenea, strettamente collegata ai protagonisti dei primi due libri, è destinata a diventare un messia portatore di vera pace distruggendo la Pax ed il Vaticano di quel futuro lontano, che hanno trasformato la vecchia religione cristiana in uno strumento di controllo e dittatura.
Endymion accetterà, non sapendo che quest’incarico si trasformerà nella sua ragione di vita e che Aenea entrerà presto nel suo cuore come donna e non come "messia".
Mi fermo qui col riassunto, perché vorrei davvero che leggeste questi splendidi libri (stringendo magari i denti sui primi due, se non dovessero colpirvi da subito), però una cosa la devo dire: Aenea è uno dei personaggi più intriganti e completi che abbia mai letto; si tratta di una ragazza prima ed una donna poi capace di essere intelligente, sensuale, ironica e sempre, sempre consapevole della propria missione, che non perderà mai di vista.
E’ il primo personaggio letterario di cui abbia veramente rischiato di "innamorarmi" e lei, oltre alla splendida avventura imbastita da Simmons ed alle idee originali su cui ha fondato il suo universo (una per tutte il crucimorfo, una creatura parassita che rende la resurrezione promessa dalla chiesa più fisica che spirituale, anche se a costo di un grande prezzo), vale da sola la lettura di questo ciclo.
 
Chiudo riportando l’incipit del libro, che penso non possa lasciare indifferenti:
 
"Sono sicuro che leggi questo scritto per la ragione sbagliata.
Se lo leggi per imparare che cosa si prova a far l’amore con un messia,il nostro messia, allora non dovresti proseguire nella lettura, perché sei poco più d’un voyeur.
Se lo leggi perché sei un appassionato dei Canti del vecchio poeta e muori dalla voglia di sapere quale fine hanno poi fatto i pellegrini su Hyperion, rimarrai deluso.
Non so che cosa sia accaduto alla maggior parte di loro: vissero e morirono quasi tre secoli prima della mia nascita.
Se leggi questo scritto per capire meglio il messaggio di Colei Che Insegna, anche in questo caso rimarrai forse deluso. Ero interessato a lei come donna, lo confesso, non come maestra o come messia.
Se lo leggi infine per scoprire il destino di lei, o addirittura il mio, leggi il documento sbagliato. Per quanto il suo e il mio destino sembrino inevitabili e prestabiliti come per qualsiasi persona, non ero con lei, quando si compì il suo, e il mio attende l’atto conclusivo proprio mentre scrivo queste parole.
Già mi sorprenderebbe il semplice fatto che tu legga questo scritto.
Ma non sarebbe la prima volta che gli eventi mi sorprendono. Gli ultimi anni sono stati per me una successione di eventi improbabili, ciascuno più straordinario e, a quanto pare, inevitabile del precedente.
Scrivo infatti per condividere con altri questi ricordi. Forse non proprio per condividerli (lo so, è molto poco probabile che qualcuno trovi i miei scritti) ma soltanto per mettere sulla carta la serie degli eventi, in modo da darle nella mia mente forma compiuta.
‘Come so ciò che penso, finché non vedo ciò che dico?’ scrisse uno scrittore pre-Egira. Per l’appunto. Devo vedere quegli eventi, per sapere cosa pensarne. Devo vedere gli eventi mutati in inchiostro, le emozioni mutate in pagina stampata, per credere che siano davvero accaduti e che mi abbiano toccato.
Se leggi questo scritto per la stessa ragione per cui io lo scrivo… per ricavare dal caos degli ultimi anni una sorta di schema, per imporre una parvenza d’ordine alla serie d’eventi in fondo casuale che ha regolato la nostra vita negli ultimi decenni standard… allora forse, tutto sommato, lo leggi per la giusta ragione"
 
Buona lettura a chi si fosse incuriosito e scusate la prolissità 
 

About Aries

Finché potrò continuerò ad osservare. Finché osserverò continuerò ad imparare. Finché imparerò continuerò a crescere. Finché crescerò continuerò a vivere.

2 commenti

  1. utente anonimo

    ok, mi hai incuriosito…

    sage

  2. Scopo raggiunto, allora 🙂

    Sapevo di poter contare su di te!

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