I pericoli dell’attesa 2: la vendetta

Come detto nel post precedente oggi mi sono recato dal medico per fare controllare la caviglia… nuova sala d’attesa, nuovi momenti epici.

Entro alle 14.30: la sala è piena, si vede che c’è stato il ponte e ci sono gli "arretrati"… fatto sta che l’età media dei 10/12 presenti che mi precedono è di 70 anni per gamba, una sola ragazza sui 20 è in corridoio, mentre la filiale del Pio Albergo Trivulzio è diffusa nella sala vera e propria, il rischio "luoghi comuni" è elevato… ed io non ho le cuffiette, porca zozza.

Subito dopo di me entra una signora che chiede chi è l’ultimo: un uomo in giacca e cravatta (ma non ha caldo?) risponde "io" prima che possa aprire bocca… lo guardo perplesso dicendogli che, veramente, sono arrivato io per ultimo… risposta "Ah sì? Non me n’ero accorto… allora è lui!". Il mio sesto senso inizia a vibrare, la vedo maiala…

Mentre sto appoggiato ad un muro aspettando che le visite procedano i discorsi tra i vari presenti iniziano ed il botta e risposta va avanti serrato:

– eh, ma non si può mica aspettare tanto, eh? Ma ormai i medici fanno sempre vacanza e poi ecco che ci sono tutte queste persone ad aspettare
– già, ma il dott. Bianchi, che sia benedetto dove si trova ora, veniva anche di notte, eh?
– ed invece io mi sono ammalata sotto Natale ed ho dovuto chiamare la croce rossa a pagamento
– ah, ma guardi che se paga vengono tutti, sa? Anche lui! Ma il dott. Bianchi, che sia benedetto dove si trova ora, veniva anche di notte, sa? (non mi sto ripetendo io, si è ripetuta ad libitum la signora)

– E poi perché dobbiamo pagare tutti questi ticket, eh? (per favore, non chiedetemi il legame logico, sto ancora domandandomelo…)
– Perché in altri posti rubano, ecco perché e noi, che lavoriamo (ehm… veramente siete tutti in pensione, se stiamo a guardare) dobbiamo pagare anche per gli altri: ma d’altronde sono abituati così loro al sud (ehhhh?), si fanno dare l’invalidità e poi guidano la macchina, lo sappiamo tutti! (per favore, qualcuno mi tenga….)

Io e la ventenne ci iniziamo a lanciare sguardi inquieti ma manteniamo il silenzio, meglio non attirare l’attenzione…

– Ma poi, guardi, giù ce l’hanno nel sangue di fregarti, sa? Io ci sono stata in vacanza, che crede? (ah, beh, allora) Andavo al mercato e volevano vendermi uno stura lavandini a 1.000 lire ma mica mi sono fatta fregare, sa? (giusto! 1.000 lire! ma si può? nessuno gli ha detto che c’è l’euro?) Gli ho detto che con 1.000 lire mi dovevano dare il resto se no chiamavo la guardia, mica sono stupida io, sa? (certo che no, sciura, assolutamente una dritta… perché non fa un giro a Venezia e poi riparliamo di prezzi ai turisti, eh?)… che poi, alla fine, io mi diverto anche (ma che tenera…)
– Signora, ma guardi che sbaglia: è semplicemente che in quei paesi lì (ma stanno parlando del Meridione o dell’Egitto, secondo voi?) sono abituati a trattare… lei non tratta e pensa che la fregano, si fidi! (già, poi magari già che c’è può anche imparare la lingua, no? ed il passaporto è rimasto a casa? ancora una parola e scateno la rissa)

Nel frattempo mi si avvicina il tizio in giacca e cravatta:
– scusi, ma lei è prima o dopo di me?
Lo guardo perplesso chiedendomi se sia una domanda a trabocchetto
– ehm…. io sono arrivato dopo
– ah, dopo, ah bene, mi stavo confondendo, grazie… (attesa di 10 secondi)… scusi, ma lei è un informatore?
– veramente no…
– ah, no, perché avevo visto la valigetta…

E si allontana.
Io e la ragazza, che ha sentito, ci guardiamo.
Una goccia di sudore freddo mi scende lungo la schiena.

Intanto le "gaie signore" proseguono il loro dialogo e così scopro che, per protestare della coda dal medico, bisognerebbe (testuale) "andare a manifestare davanti al quirinale, altroché… ed invece siete tutti qui a fregarvene!!!"… già, non vi immaginate che bella una manifestazione con tutti i pazienti del vostro dottore che si lamentano per la coda il lunedì pomeriggio? Vedo già gli slogan "meno attesa più salute per tutti!".

E si prosegue:
– Che poi io sarei qui solo per una ricetta… (classica frase per passare avanti)
– Ah, ma signora, guardi che per le ricette può portarle al quinto piano, poi le va a ritirare il giorno dopo, non c’è bisogno di stare qui…
– Eh, no, ma poi gli devo anche chiedere una cosa (che vi dicevo?)

E si continua così, tra una che continua a citare il dott. Bianchi (che immagino in realtà sia fuggito disperato dalle continue chiamate della signora in questione) all’altra che racconta di avere il pace-maker (e spegnete tutti i cellulari nell’arco di 3 chilometri, grazie!), di fare sempre casa e chiesa e di essersi pure beccata la legionella anche se non è mai stata in aereo (!!!) e, dopo aver rischiato di morire per questo motivo, ora è sotto studio perché l’ha presa in inverno e non d’estate: io il dubbio che il reparto dove la studiano cominci per "psico" ce l’ho…

Intanto "l’uomo in cravatta" chiede ad un’altra signora:
– scusi, ma io vengo prima o dopo di lei? ah, dopo? e lei dopo chi è? no, perché mi sono un po’ confuso
Passano dieci minuti.
Altra vittima:
– scusi, ma lei è prima o dopo di me? No, perché mi sono un po’ confuso…

Io e la ventenne cominciamo a guardare in giro in cerca di telecamere nascoste.

Pian piano la coda inizia a sfoltirsi e giusto mentre sto pensando a mille attività più piacevoli, tipo strapparmi i peli del petto uno per uno con una pinzetta, arriva il colpo di grazia: una signora, uscita dalla visita, mi chiama con foga quasi urlando…

SIGNORE, GUARDI CHE TOCCA A LEI!!!
– No, signora, veramente ci sono prima il signore in cravatta e la ragazza

Sguardo confuso della donna e poi:
– SIGNORE, GUARDI CHE TOCCA A LEI!!!

Conto fino a dieci e ripeto
– Signora, ci sono prima il signore e la ragazza

Altro sguardo confuso
– NON ENTRA? TOCCA A LEI!!!
– SIGNORA, NON TOCCA A ME, CI SONO PRIMA IL SIGNORE E LA RAGAZZAAAAAAAAA!!!!!!
– Ah, scusi, pensavo toccasse a lei…

Entra in bagno e, quando ne esce:
– MA LEI NON E’ ENTRATO, GUARDI CHE TOCCAVA A LEI!
Sento le mie palle rotolare via, quando per l’ennesima volta rispondo alla gentile signora la quale, forse avendo capito ma più probabilmente no, se ne va finalmente a casa.

Ore 16.30: la ragazza ventenne esce ed arriva il mio turno. Quasi quasi la prossima volta chiamo il dott. Bianchi.

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Finché potrò continuerò ad osservare.
Finché osserverò continuerò ad imparare.
Finché imparerò continuerò a crescere.
Finché crescerò continuerò a vivere.

11 commenti

  1. Umani…

    Cmq mi sono davero cappottato dalle risate. Sarà  una trilogia? Voglio il terzo episodio!!!

  2. io voglio conoscere la persona che parlava del meridione e dei meridionali.

    giusto per farle vedere un utilizzo alternativo dello sturalavandini da 1.000 lire….

    grimm

  3. @Tora: il terzo episodio? Vorrebbe dire dovermi sorbire un’altra menata del genere!!!! Ma quanto male mi vuoi? :-)))

    @Pugliaboy: esattamente l’intenzione che avevo io… precisa precisa…

  4. Parecchio naturalmente. Cmq non è necessario andarci per malanni personali. Visto l’andazzo sarebbe divertente andarci già  solo per studiare i vari “casi umani”.

  5. Già , assolutamente vero, ma in realtà  è sufficiente andare in qualsiasi luogo di “ritrovo forzato” ed attendere….

  6. utente anonimo

    Non possono esistere persone così per davvero,non(voglio)crederlo!!

    Cmq senza offesa ma le tue (dis)avventure sono spassosissime,visto che ci tieni tanto al terzo episodio tora,perchè non ci vai tu in ospedale a studiare i casi umani?(non per malanni,sia chiaro).Cosa?dite che mi conviene chiamare le pompe funebri e farmi preparare la lapide?mi sa che avete ragione….

    Wolviesix

  7. utente anonimo

    divertentissimo!

    tra 7 giorni è meglio se controlli ancora la caviglia… ;p

    sage

  8. utente anonimo

    ah… ho letto il diario di fuerteventura… troppo bello!

    capisco sweetie per le disavventure della vescica… 🙁

    sage

  9. Altro controllo tra 7 giorni? Ma allora mi volete davvero male!!! Comunicherò a Sweetie il tuo messaggio, grazie per i complimenti 😉

  10. @Wolvie: fidati, riporto semplicemente quanto avviene, la tragedia è quella! Per quanto riguarda il “senza offesa”, stai scherzando? Sono contentissimo che ti piacciano 😉 Almeno servono a qualcosa! 😛

  11. utente anonimo

    hahahahahahhaahahah

    zeb

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