Empatia, questa sconosciuta…

Gli ultimi 5 giorni mi hanno dato conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, di quanto l’empatia sia diventata rara, soprattutto in certi ambienti.

Mi spiego meglio: se un mio cliente o una persona che lavora con o per me (non considero gli amici, per cui la cosa dovrebbe essere già più ovvia) mi dovesse venire a dire che ha avuto un incidente o un problema di salute con effetti limitanti almeno per un periodo la mia reazione sarebbe di chiedergli come sta, se posso essere utile e dirgli di non preoccuparsi, perché al lavoro ci si penserà una volta rimessosi.

Ora, magari mi preoccupo esageratamente, ma mi sembra il minimo che per lo meno chi viene a conoscenza di un’informazione del genere ne prenda atto senza discuterne particolarmente, ma probabilmente mi illudo.
In questi giorni, infatti, a parte un paio di persone che si sono comportate come speravo, ho avuto modo di assistere alle risposte più interessanti:

– il lavoro è tanto, non puoi comunque organizzarti in qualche modo? magari lavorando da casa (già, perché se avessi potuto fare il lavoro in sospeso per te da casa non ci avrei pensato io, vero? Io mi sto divertendo…)

– cavoli, peccato: senti, ma non hai un modo per passare lo stesso? Va bene anche di sera… (certo, perché a me la caviglia di notte guarisce magicamente e vado anche a ballare, giuro!)

– ah, quindi non puoi passare? No perché questa cosa era urgente… sai, alla fine della prossima settimana non ci sono perché devo sposarmi (ok, tanti auguri, ma non è che la mia caviglia festeggi sgonfiandosi, sai?)

E via dicendo in questo modo.

Ora, io posso tranquillamente capire che il contrattempo è fastidioso, ma non vi ho detto all’improvviso che vado a fare il giro del mondo in mongolfiera e non è che starmene a casa con la gamba sollevata sia proprio il mio concetto di vacanza: ripetete con me "infortunio non è vacanza", non è difficile, su.

Povero illuso…

About Aries

Finché potrò continuerò ad osservare. Finché osserverò continuerò ad imparare. Finché imparerò continuerò a crescere. Finché crescerò continuerò a vivere.

2 commenti

  1. utente anonimo

    infortunio non…

    infortunio non è…

    scusami, proprio non ci riesco ;P

    sage

    P.S. come sta la tua caviglia? migliora?

  2. 🙂 Sì, sta migliorando… ora sono i giramenti di palle che devono andare a posto…

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