Teaching

Oggi mi sono trovato a fare un piccolo salto nel passato: ho tenuto la prima giornata di un corso di Excel Base per un cliente.

Stimolante, vero? Già, proprio per niente….

E pensare che fino a poco più di un anno fa ho avuto periodi anche molto lunghi in cui la tenuta di corsi era la mia fonte di reddito più ampia: tempi passati, per fortuna.

Chiariamo, non è che io detesti far corsi in assoluto: certo, non sono il lavoro più stimolante che esista, ma ogni tanto ci possono anche stare; quando però parliamo di corsi di Office ripetuti per 3 o 4 giorni la settimana tutte le settimane allora il discorso si fa veramente diverso: diventa una monotonia sfibrante in cui, a lungo andare, la qualità stessa del lavoro ne risente ed è una cosa che non sopporto.

Nonostante i tanti aspetti negativi, però, l’esperienza d’insegnamento che ho alle spalle (e parliamo di oltre un migliaio di persone avute come studenti nel corso degli anni) mi ha dato tanto: mi ha permesso di conoscere meglio le mie capacità comunicative e di tenere la mente allenata per rispondere ai quesiti degli studenti o, semplicemente, per imparare nuovi argomenti su cui tenere i corsi…

Per non parlare della scuola.

Già, per un anno (dal febbraio 2000 al giugno 2001) sono stato supplente d’informatica in una scuola superiore di Busto Arsizio: un periodo che ricordo come uno dei più stimolanti e contemporaneamente più stancanti della mia vita.

Stancante perché cercavo di fare quel lavoro mentre, parallelamente, portavo avanti la ditta e, dati gli orari obbligatori dei professori (molto più pesanti di quanto si pensi), mi ritrovavo a fare sviluppo software nei week-end ed appuntamenti coi clienti durante il giorno libero o quando tornavo da lezione: un vero incubo.

Eppure a volte quei giorni mi mancano.

Mi manca il rapporto che avevo con i ragazzi.

Mi manca il non fare lezione per parlar loro di quel che si diceva in consiglio di classe.

Mi manca cercare di ascoltarli come una mia professoressa ascoltava sempre me ed i miei compagni.

Mi manca la consapevolezza di poter far tanto per loro ed il rendermi conto che alcuni (non tutti, mai tutti) sono disposti a ricevere.

Sì, sono situazioni che mi mancano e se i corsi mi hanno donato qualcosa è stata sicuramente questa esperienza.

Sulla mia scrivania ci sono una foto di classe ed un mouse regalatomi da un’altra: me lo regalarono alla fine del mio mandato, con tutte le loro firme ed una dedica che diceva "grazie per tutto quello che hai fatto per noi".

Quel giorno mi sono sentito appagato e realizzato.

Grazie a voi, ragazzi, qualunque cosa stiate facendo ora.

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Finché potrò continuerò ad osservare.
Finché osserverò continuerò ad imparare.
Finché imparerò continuerò a crescere.
Finché crescerò continuerò a vivere.

4 commenti

  1. anche io ho tenuto dei corsi.

    solo che li ho tenuti a degli utenti dell’INPS che erano vicini alla pensione e non potevano fregarsene di meno….

    ho visto gente che guardava il mouse con sospetto….

    è stata un’esperienza che non mi mancherà …

    la morale è che il mondo è bello perchè è avariato….

  2. utente anonimo

    Ah beh, non credere: di gente come quella che citi ne ho incontrata a bidonate… da quelli che mi chiedevano se dovevano scrivere in stampatello in word a quelli che tenevano il mouse di traverso… so bene cosa intendi :O

    Aries

  3. utente anonimo

    il tuo racconto mi fa sentire un po’ meglio al pensiero che probabilmente intraprenderò carriera accademica (anche se ancora non lo so con certezza)

    sage

  4. Se dovesse essere, fidati, può valerne la pena: se sei motivata e non lo consideri un lavoro come gli altri può valerne veramente la pena.

    🙂

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