Perle di saggezza

Clive Cussler è uno degli scrittori che più mi divertono quando ho voglia di una lettura leggera ma appassionante: prima o poi scriverò un post per parlare dei suoi libri e di quel gran figlio di buona donna che è il personaggio di Dirk Pitt.

In questo momento però vorrei riportare un trafiletto contenuto alla fine del suo libro "Navi Fantasma", secondo volume (dopo "Cacciatori del mare") in cui racconta delle vere avventure della società da lui fondata (la NUMA) per il recupero di navi perdute: nell’epilogo che sto citando Cussler risponde alla domanda implicita "perché investire tanti soldi in un’attività del genere che non soltanto è rischiosa e dispendiosa, ma oltretutto non porta alcun guadagno?".

Ecco la risposta:

"La spiegazione, probabilmente, si può trovare nelle parole che uso per spiegare la mia filosofia di vita a chi pensa che dovrei essere rinchiuso in una stanza imbottita con tanto di camicia di forza: ‘Quando arriverà il mio momento e mi ritroverò sdraiato in un letto d’ospedale, a due respiri dall’aldilà, mi piacerebbe sentir squillare il telefono. Vedo una splendida infermiera bionda, giovane e formosa chinarsi du di me per accostare il ricevitore al mio orecchio, e le ultime parole che odo prima di scivolare via sono quelle del mio direttore di banca, che mi comunica che il mio conte è in rosso di dieci dollari.’"

Che dire di più? Quest’uomo è un genio

 

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For Sale

Su questo blog non ne ho ancora mai parlato, ma Sweetie ha un hobby piuttosto carino: crea bijoux, soprattutto collane e bracciali e, quando tempo e voglia lo permettono, li rivende (oltre che tra conoscenti vari) ad alcuni mercatini amatoriali in giro per la Lombardia.
Da quando sono rientrato nella sua vita ho cominciato a supportarla come "uomo marketing" ed a partecipare con lei a queste periodiche occasioni: si tratta di giornate che, oltre ad essere sicuramente un modo originale di passare il tempo, permettono di osservare parecchio le persone che si avvicinano alle bancarelle ed i loro comportamenti in queste occasioni.

Come si svolge una giornata tipo?

Beh, si inizia con la sveglia tra le 5 e le 6 a seconda della sede del mercatino, con annesse frasi sconnesse delle quali la più fine è "ma chi razzo ce lo fa fare?".

Una volta ottenuta una simil-veglia che permetta per lo meno di guidare la macchina senza sbattere contro il primo palo della luce si parte alla volta del "luogo del misfatto", con l’automezzo caricato solitamente la sera prima.

Giunti in loco si passa all’allestimento che implica, solitamente, la seguente sequenza:

  1. scaricare tutto il materiale, consistente di solito in 4 cavalletti, 2 assi alti quanto me, due scatoloni, un gazebo smontato, uno specchio da tavolo, contenitore coi bijoux (che pesa da solo quanto i 2 assi),  espositori vari, luci durante il periodo autunnale/invernale, materiale da leggere per i tempi morti, eventuali rifocillamenti
  2. trovare posto per l’auto, possibilmente non in rimozione forzata (cosa tutt’altro che facile…. si decidessero a riservare posti auto per i partecipanti non mi farebbe poi così schifo)
  3. montaggio del gazebo… i primi tempi le istruzioni erano d’obbligo, ma ormai Sweetie ha imparato a memoria la sequenza dei numeri sui pezzi… basta che non si stacchino i numeri!
  4. montaggio dei due tavoli tramite cavalletti ed assi
  5. allestimento vero e proprio dei pezzi

Tempo richiesto: 45/60 minuti

Che, d’inverno, alle 6 del mattino, posso sembrare 45/60 ore, fidatevi.

Da questo momento in poi parte l’attesa: dipende dalla piazza in cui ci si trova, ma difficilmente inizia a passare gente prima delle 10/11 (ed a ragione, direi, è pur sempre domenica!)

Che si fa durante le attese?  Si chiacchiera, si scherza, ci si guarda intorno, si passeggia tra le bancarelle dei "concorrenti", si legge…

Poi, pian piano, iniziano a passare un po’ di persone: prima pochi soggetti, poi pian piano si va aumentando ed inizia "l’osservazione" per scoprire se c’è qualche papabile cliente.

La sequenza di avvicinamento è di solito standard:

  • la persona (o la coppia) si avvicina e l’elemento femminile inizia a muovere lo sguardo a mo’ di radar per verificare se c’è qualcosa di interessante: si tratta di un momento fondamentale, entro 15 secondi lo sguardo deve agganciare qualcosa, altrimenti il possibile cliente sfuma, cronometrato 🙂
  • se c’è stato l’aggancio c’è la manovra di avvicinamento, che può essere silenziosa (non tema, signorina, mica mordiamo) oppure parlante ("ma che belloooooooooooooooo")
  • lo sguardo inizia a spaziare sull’intero banchetto per verificare l’offerta disponibile (non si sa mai che ci sia ben altro oltre a ciò che ha attirato l’attenzione)
  • eventuali domande e/o frasi di circostanza: "ma li fate voi?" (ed io indico sempre la vera autrice, non mi ci vedo molto come creatore di bijoux 🙂 ), "che pazienza che ci vuole", "che fantasia che ci vuole", "anch’io ci ho provato a volte ma non sono così brava", ecc….
  • se non c’è intenzione di acquisto di solito la cosa finisce qui, altrimenti parte la domanda clou: "quanto costano?" e la relativa risposta, la cui reazione merita un punto a parte…
  • qui le reazioni sono piuttosto varie: nelle piazze migliori o coi clienti che conoscono bene il rapporto qualità/prezzo degli oggetti di solito si passa alla prova ed all’eventuale scelta del gioiello… altrimenti anzitutto si crepa la faccia in un sorriso che sembra più una paresi (e, avviso a chi dovesse girare per mercatini, SI VEDE, non fate finta di nulla ), poi partono frasi del tipo "allora ora ci penso", "magari faccio un giro" o la più esplicita (ma almeno onesta) "pensavo meno, pazienza"

Questo durante l’arco della giornata, con gare tra me e Sweetie ad "indovinare" se ci sarà l’aggancio o meno: certo, poi, ci sono piazze in cui sono maggiori i possibili (ed effettivi clienti) ed altre (da evitare come la peste) in cui invece sono molto di più coloro che guardano tanto per guardare…

Da segnalare poi alcune categorie ben precise: io e Sweetie abbiamo imparato ad adorare le coppie madre/figlia, con la madre 40/50enne molto giovanile e la figlia adolescente… comprano un sacco e sono pure simpatiche, con la figlia che istiga la madre e viceversa

Non male neanche i gruppi di amiche, soprattutto se single: c’è sempre una che vuole comprare ed una che le dice quanto sta bene.

Ottime anche le coppie quando lui è di mentalità "aperta": lei inizia a guardare e lui non solo non si allontana, ma la consiglia sul bijoux migliore… è ufficiale: adoro queste coppie!

Ed è altrettanto ufficiale che ho imparato ad odiare gli uomini che fanno il muso mentre accompagnano le proprie compagne impedendo loro quasi di guarda e sicuramente di comprare: ma cosa vuoi, dico io? Lasciala guardare, consigliala, fidati che poi è più contenta lei e sei più contento tu, fesso!

Ma le persone che più, in assoluto, strozzerei, sono le maleducate: quelle che si avvicinano, guardano il materiale, ti guardano in faccia e non solo non salutano ma non ricambiano neanche quel cavolo di sorriso che io, pirla, ogni volta faccio… giuro che i saluti ed i sorrisi NON SI PAGANO!!! Diamine, è tanto difficile avere un gesto di cortesia e gentilezza verso chi è così masochista da essere lì dalla mattina? Per favore, ricordatevelo la prossima volta che passate in un qualsiasi mercatino, soprattutto non professionale, fatelo per me

La giornata alla fine si chiude intorno alle 18 d’inverno ed alle 19 d’estate: si cerca in qualche modo di riavvicinarsi con l’auto, si smonta il gazebo, si carica la macchina e si riparte alla volta di casa, stanchi morti e soddisfatti o meno a seconda di com’è andato il tutto.

Ci sono modi peggiori di passare una giornata.

PS: per la cronaca, ieri abbiamo scoperto che Vimodrone è una PESSIMA piazza, pari solo a Sesto San Giovanni….

PPS: per chi fosse curioso: http://www.emmebijoux.it

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Intermezzo

Stasera sono veramente cotto, per cui rimando a domani quello che volevo scrivere e mi limito a riportare una bella frase sentita per caso in tv ieri mattina:

"Una delle cose peggiori da chiedersi nella vita è ‘Chissà cosa sarebbe stato?’"

Notte a tutti

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Sweetie, insetti e felini

Premessa: abbiamo scoperto da pochi giorni che Stitch è un gran cacciatore di mosche; non è raro vederlo muoversi con attenzione per casa mentre lancia qualche miagolata ad una mosca rea di aver invaso il suo territorio: la cosa strana è che la maggior parte delle volte riesce ad acchiapparle.

Svolgimento.

Sabato mattina di relax, acquisti e pulizie.
Durante queste ultime, Stitch, che fugge dalla scopa elettrica come un vampiro dalla croce, si è nascosto e non si è accorto dell’ennesima mosca entrata in casa: fin qui nulla di male, se non che Sweetie, che l’ha notata, decide di attirare l’attenzione del micio.

Azione n. 1: Sweetie comincia a gridare "Stitchhhhhhhhhhhhhh!!!! Vieniiiiiiiiiiiiii c’è una moscaaaaaaaaaaa"… poi, nel dubbio che non l’abbia capita bene aggiunge "zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz" seguendo l’insetto per casa.

Io sul divano cerco di ignorare.

Azione n. 2: dato che Stitch non ha recepito la chiarissima informazione, Sweetie passa alle maniere dirette: lo prende in braccio e lo porta in giro per casa direzionandolo verso la mosca mentre il felino mi lancia dell’occhiate che sembrano dire "che si deve fare per qualche croccantino".

Io lancio sguardo di comprensione ma non m’intrometto.

Azione n. 3: la vendetta. Data l’inutilità delle segnalazioni Sweetie si arrende e lascia andare il felino… che ben pensa di cominciare a farle agguati in giro per casa per i seguenti 30 minuti: le urla di "gioia" di Sweetie confermano che l’azione felina ha ottenuto il suo scopo.

Ora ditemi voi se è possibile annoiarsi con due soggetti del genere in giro per casa.

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Piccole grandi conquiste

Il 13 maggio è passato senza che neanche me ne rendessi conto… eh sì che si è trattata di una data importantissima!

Già, il 13 maggio, sabato scorso, ho finito di pagare le rate del mio vecchio Galaxy ed ancora non ci posso credere.

Detta così sembra una boiata: "hai finito di pagare le rate, embé? Che cosa sconvolgente sarà mai?"
La motivazione è semplice: io quella macchina non ce l’ho più da 3 anni e mezzo… mi era stata rubata (l’assicurazione ha preferito usare il termine truffa, tanto per non rimborsarmi) da una banda specializzata: persi 15.000 euro in un botto e rimasi senza macchina e con vari problemi economici da risolvere.

Fu un incubo: per uscirne fuori dovetti chiedere aiuto a mio padre ed un prestito ad una cara amica che non finirò mai di ringraziare, fui costretto a lavorare in ogni situazione possibile per racimolare il denaro necesario a coprire i problemi che ho citato ed a rimborsare la mia macchina. Ce l’ho fatta, ma è stata veramente dura.

Ed ora, dopo tanto tempo, ho finito di pagare le rate di quell’auto che tanti bei ricordi aveva in sé e tante amarezze mi ha portato a posteriori: non sembra ancora vero… è come se davvero alcuni capitoli della mia vita si fossero chiusi con questa fine, come se alcuni ultimi retaggi fossero scomparsi con quest’ultimo pagamento… ora posso guardare avanti senza il peso di un grosso errore del passato che ancora si faceva sentire.

Il primo passo? Iniziare a cercare la prossima macchina, ovvio

PS: parlando di traguardi, questo piccolo blog ha superato oggi le mille visite… grazie a tutti voi, davvero!

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