Le poesie di Maya

Maya Angelou (ma chi mastica l’inglese è meglio vada qui) è un personaggio che ho “incrociato” in qualche modo più volte nella mia vita, senza mai conoscerla realmente.

Ricordo di averla sentita citare nella “Vie Boheme” di Rent (e già questa sarebbe una garanzia) e poi di aver trovato un passo da lei scritto che riportai sul blog tempo fa.

La curiosità da allora è cresciuta, finché non ho approfittato del regalo di natale di una coppia di amici per ordinare da Amazon.com tre suoi libri, tra cui una raccolta di tutte le sue poesie, che ho deciso di leggere un paio di giorni fa.

Si noti, tra l’altro, che ho dovuto rivolgermi al mercato americano perché in Italia è impossibile trovare un qualunque suo libro tradotto: d’altronde sugli scaffali c’è spazio per ben altre chicche, mica si può pubblicare un’autrice nominata al Pulitzer, giusto?

Va beh, polemiche a parte, quel che mi interessa è ciò che ho letto.

Anzitutto c’è da dire che leggere poesie in lingua è parecchio difficile: certo, poi la difficoltà varia in base all’autore ed alla conoscenza che si ha del suo background, ma è indubbio che non sia proprio una passeggiata, sicuramente non nel caso della Angelou.

Eppure sono rapito.

Le parole di questa donna hanno un’energia, una potenza, un orgoglio che raramente ho incontrato: esprime amore, esprime passione, esprime dolore, esprime rabbia, esprime gioia, esprime amarezza.

Esprime la vita, in ogni sua forma, da persona che anzitutto ha vissuto e poi (o, meglio, insieme) ne ha scritto.

Poesie tenere si alternato a pugni nello stomaco, versi di denuncia razziale scambiano posto con dichiarazioni d’amore, parole passionali si susseguono alla descrizione di un paesaggio.

Mi aspettavo qualcosa di bello, ma forse non a tal punto.

Come dicevo, in Italia non si trova (se non qualcosina copiato e incollato in rete) nulla di suo, pertanto di seguito proverò (ed abbiate pazienza se i risultati non saranno eccelsi) a tradurre un paio di poesie che mi hanno colpito: se dovessero piacervi (ed, ovviamente, nel caso fatemelo sapere) potrei anche proporne qualcun’altra di tanto in tanto 🙂

Willie

Willie era un uomo senza fama,
Difficilmente qualcuno conosceva il suo nome.
Disabile e claudicante, camminava sempre zoppicando,
Diceva “Io continuo a muovermi
Mi muovo sempre allo stesso modo”

La solitudine era il regno della sua testa,
Il vuoto era il suo compagno nel letto,
Il dolore faceva eco ad ogni suo passo,
Diceva “Io continuo a seguire
Dove i capi mi condurranno”

“Posso piangere e morirò,
Ma il mio spirito è l’anima di ogni primavera,
Guardatemi e vedrete
Che sono presente nelle canzoni che cantano i bambini”

La gente lo chiamava “Zio”, “Ragazzo” ed “Hey”,
Dicevano, “non puoi vivere così un solo altro giorno”
Poi aspettavano di sentire cos’avrebbe risposto
Lui diceva “Io vivo
Nei giochi che giocano i bambini”

“Potete entrare nel mio sonno, popolare i miei sogni,
Minacciare il mio riposo di prima mattina,
Ma io continuerò a venire seguire ridere piangere,
Certo come una brezza estiva”

“Aspettatemi, guardatemi.
Il mio spirito sono le onde del mare aperto.
Cercatemi, chiedete di me,
Sono lo stormire delle foglie d’autunno”

“Quando sorge il sole
Io sono il tempo.
Quando i bambini cantano
Io sono la rima”

(Willie – da  “And Still I Rise” di Maya Angelou)

 
 

Ancora mi sollevo

Puoi svalutarmi nella storia
Con le tue amare, contorte bugie;
Puoi schiacciarmi a fondo nello sporco
Ma ancora, come la polvere, mi solleverò

La mia presunzione ti infastidisce?
Perché sei così coperto di oscurità?
Perché io cammino come se avessi pozzi di petrolio
Che pompano nel mio soggiorno

Proprio come le lune e come i soli,
Con la certezza delle maree,
Proprio come le speranze che si librano alte,
Ancora mi solleverò

Volevi vedermi distrutta?
Testa china ed occhi bassi?
Con le spalle che cadono come lacrime,
Indebolita dai miei pianti di dolore?

La mia arroganza ti offende?
Non prenderla troppo male
Perché io rido come se avessi miniere d’oro
Scavate nel mio giardino

Puoi spararmi con le tue parole,
Puoi tagliarmi coi tuoi occhi,
Puoi uccidermi con il tuo odio,
Ma ancora, come l’aria, mi solleverò.

La mia sensualità ti disturba?
Ti giunge come una sorpresa
Che io balli come se avessi diamanti
Al congiungersi delle mie cosce?

Fuori dalle capanne della vergogna della storia
Io mi sollevo
In alto, da un passato che ha radici nel dolore
Io mi sollevo
Io sono un oceano nero, agitato ed ampio,
Sgorgando e crescendo io genero  nella marea.

Lasciando dietro notti di terrore e paura
Io mi sollevo
In un nuovo giorno che è meravigliosamente limpido
Io mi sollevo
Portando i doni giunti dai miei antenati,
Io sono il sogno e la speranza dello schiavo.
Io mi sollevo
Io mi sollevo
Io mi sollevo

(Still I Rise – da  “And Still I Rise” di Maya Angelou)

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About Aries

Finché potrò continuerò ad osservare. Finché osserverò continuerò ad imparare. Finché imparerò continuerò a crescere. Finché crescerò continuerò a vivere.

21 commenti

  1. Sì, proponile ancora…
    Se non altro per chi non sa l’inglese (a caso ;)) e si perde cose belle 🙂

  2. Sono sicuramente da proporre.
    Mi sono piaciute entrambe.
    “Che io balli come se avessi diamanti al congiungersi delle mie cosce?”
    “Quando i bambini cantano io sono la rima”, sono passaggi veramente toccanti.
    Sono chicche da proporre.
    Ciao e grazie
    4 p

  3. Ho ricevuto per email quanto segue ed ho cercato chi fosse a dire queste belle cose. Così, ho trovato le sue poesie da te tradotte, grazie!
    In aprile Maya Angelou è stata intervistata da Oprah sul suo 70mo compleanno. Maya è una donna meravigliosa che ha condotto una vita interessante ed eccitante. Oprah le ha chiesto che cosa pensasse della vecchiaia e, direttamente in TV, lei ha risposto che è “eccitante”. Relativamente ai cambiamenti del corpo, Maya ha affermato che ve ne sono tanti ed ogni giorno …… ad esempio i suoi seni, che sembra stiano facendo a gara per vedere chi raggiungerà per primo il girovita. Il pubblico ha riso tanto da farsi venire le lacrime agli occhi. Maya è una persona semplice e onesta, con tanta saggezza nelle sue parole. “Ho imparato che qualsiasi cosa accada, o per quanto l’oggi sembri insopportabilmente brutto, la vita va sempre avanti e il domani sarà migliore. Ho imparato che si può capire molto di una persona dalla maniera in cui affronta queste tre cose: una giornata piovosa, la perdita del bagaglio, l’intrico delle luci dell’albero di Natale. Ho imparato, a proposito della relazione con i propri genitori, che ci mancheranno quando saranno usciti dalla nostra vita. Ho imparato che semplicemente sopravvivere, è diverso da vivere. Ho imparato che la vita qual che volta consente una seconda chance. Ho imparato che non si può affrontare la vita con i guantoni da baseball su entrambe le mani:si ha sempre bisogno di gettare qualcosa dietro le spalle. Ho imparato che ogni volta che prendo una decisione col cuore, generalmente faccio la scelta giusta. Ho imparato che anche quando non sto bene, non devo stare da sola. Ho imparato che ogni giorno si dovrebbe uscire ed avere contatti con qualcuno. Le persone gradiscono molto un abbraccio, o anche semplicemente una pacca sulle spalle. Ho imparato che ho ancora molto da imparare. Ho imparato che le persone dimenticheranno quanto detto, quanto fatto, ma non dimenticheranno mai come le hai fatte sentire.”

  4. Grazie per la traduzione di queste poesie. E’ stata una bellissima scoperta.

  5. Le tue traduzioni delle poesie di Maya Angelou sono superbe!!

  6. Ancora una volta, cosa non mi hai fatto scoprire! Devo subito rimediare e mettere tutto in wish list, maestro 🙂

  7. grazie mille, post illuminante, DEVO approfondire!

  8. Pingback:Still I rise - Maya Angelou | Immigrata allo Sbaraglio

  9. Mirella Scagliotti

    mi interessa…..grazie

  10. Maria Angela Toja

    Volevo la versione originale di quella che tradotta si intitola HO IMPARATO: come/dove la trovo?

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